Agriturismo Da Celestina ad Arzignano: scegliere la terra quando tutti scelgono la scena

Pubblicato in: Gli agriturismi più belli

di Valentina Ruzza

Nel panorama contemporaneo dell’ospitalità rurale esistono progetti che inseguono l’estetica della campagna e altri che, invece, scelgono di confrontarsi davvero con la terra. Agriturismo Da Celestina appartiene con decisione alla seconda categoria. Non nasce come operazione costruita a tavolino, né come semplice riconversione gastronomica. Nasce da una scelta personale radicale: lasciare un lavoro stabile a ventiquattro anni per investire energie, tempo e visione in un luogo fermo, quasi sospeso, intuendone però il potenziale umano prima ancora che imprenditoriale. La storia prende forma nel settembre 2022, quando quella che era una struttura silenziosa — con il ristorante fermo e l’azienda agricola ormai dismessa — torna lentamente a respirare. Non esisteva un modello già pronto da replicare, ma uno spazio da ascoltare e ricostruire attraverso il lavoro quotidiano: il recupero delle terre, la nascita del pollaio, la riorganizzazione degli ambienti e, infine, l’apertura ufficiale del 5 luglio 2023. Ma Celestina non è il progetto di una sola persona.

Accanto a questa visione, fin dal primo giorno, c’è anche Alessandro, figura centrale nello sviluppo dell’identità del luogo. La sua presenza attraversa l’intero percorso: curiosità, disponibilità a mettersi in gioco, capacità di portare idee e visioni dentro un progetto ancora in costruzione. Un contributo silenzioso ma strutturale, che oggi rappresenta parte integrante dell’equilibrio di Celestina. Qui agricoltura, cucina e ospitalità non convivono semplicemente: si sostengono reciprocamente. La cucina diventa così il riflesso più immediato dell’azienda agricola, costruendo un linguaggio gastronomico che parte dalla tradizione veneta ma evita qualsiasi forma di replica nostalgica. I piatti conservano memoria e riconoscibilità, ma introducono dettagli contemporanei che mantengono viva la narrazione. Il menu attuale restituisce perfettamente questa identità stagionale e agricola. Negli antipasti emerge subito la volontà di valorizzare la materia prima senza sovrastrutture.

Il tuorlo croccante delle cocche, servito su fonduta di mezzano di malga e bruscandoli, lavora sulla stratificazione delle consistenze e sull’equilibrio tra componente erbacea e cremosità. La frittura di campo, con erbe e verdure stagionali accompagnate da salsa yogurt alla menta, racconta invece una cucina capace di seguire davvero il ritmo dell’orto e della disponibilità quotidiana. Più articolato il carpaccio di primavera, dove il manzo incontra asparagi bianchi in agrodolce, maionese al cipollotto e scaglie di stravecchio di malga: un piatto che riesce a mantenere leggerezza e profondità aromatica allo stesso tempo. E poi il “Taglierino della Cele”, selezione di salumi del territorio con giardiniera e focaccia, che qui assume il valore di un racconto identitario più che di una semplice proposta conviviale. Nei primi emerge una cucina che conosce bene la tradizione ma sceglie di alleggerirla e reinterpretarla con precisione. “Una carbonara in primavera” unisce mezze maniche semi integrali, crema d’uovo, guanciale croccante e asparagi verdi, costruendo un equilibrio interessante tra struttura e freschezza vegetale.

I bigoli fatti in casa al ragù d’anatra battuto al coltello confermano invece il legame con la manualità e con i tempi lenti della cucina contadina. Interessanti anche i ravioli ripieni di ricotta, pesto di aglio orsino e limone candito, dove la componente aromatica viene gestita con misura senza perdere eleganza.

Gli gnocchi di polenta con crema di ortiche e ragù bianco di cortile raccontano infine una cucina profondamente territoriale, capace di trasformare ingredienti semplici in un piatto identitario e contemporaneo. Nei secondi emerge con chiarezza la doppia anima del progetto: agricola e gastronomica.

La faraona in tecia proveniente dal loro allevamento, servita con polenta brustolà e verdure di stagione, conserva tutto il conforto della cucina veneta domestica.

Il coniglio in verde, farcito con erbe spontanee e accompagnato da carota glassata al miele prodotto in azienda, introduce invece una maggiore complessità aromatica senza perdere coerenza.

Accanto a questo, la proposta della griglia settimanale segue disponibilità e stagionalità, mentre il falafel dell’orto con salsa bbq home made dimostra la volontà di offrire una proposta vegetale costruita con la stessa dignità gastronomica del resto del menu, senza trasformarla in semplice alternativa.

Ma il vero elemento distintivo di Celestina resta la filiera interna. Un ettaro di orto, allevamenti di galline ovaiole e faraone, api, un giovane frutteto, un piccolo vigneto e un orto botanico che raccoglie erbe spontanee e varietà aromatiche meno convenzionali. Qui la materia prima non viene semplicemente acquistata: viene coltivata, osservata, seguita. La presenza di Alberto, definito non a caso “chef-contadino”, rafforza ulteriormente questa filosofia. La cucina non è separata dalla campagna: ne rappresenta la diretta conseguenza. È un approccio che richiede tempo, pazienza e una visione molto precisa, ma che restituisce autenticità concreta, non costruita. Anche la sala mantiene questa stessa naturalezza. Giovane, dinamica, mai irrigidita da formalismi inutili. Elia, oggi impegnato nel percorso da sommelier, e Martina accompagnano l’esperienza con spontaneità e attenzione sincera, trasformando l’accoglienza in relazione più che in protocollo. Ed è forse proprio qui che Celestina trova il suo significato più profondo. Nella capacità di riportare il cibo dentro una dimensione autenticamente condivisa. “Amare è mangiare insieme” non appare come uno slogan studiato, ma come la sintesi reale di ciò che accade quotidianamente attorno a questi tavoli. In un momento storico in cui gran parte della ristorazione rincorre estetiche immediate e costruzioni narrative spesso fragili, Celestina sceglie una strada più lenta, concreta e complessa. Sceglie di coltivare prima ancora che comunicare. Sceglie di aspettare. Sceglie la terra. Ed è probabilmente proprio questa coerenza, oggi, a renderla così profondamente contemporanea.

Agriturismo Da Celestina
Via Zini 40, Arzignano (VI)
Tel. 375 6907048
Sito web: agricelestina.it

Agriturismo con ristorante e camere immerso nella campagna vicentina. La proposta gastronomica si sviluppa attorno a una cucina agricola stagionale, costruita sulla valorizzazione della materia prima aziendale, dell’orto e degli allevamenti propri.

Apertura ristorante: dal mercoledì al sabato pranzo e cena –  domenica solo pranzo – lunedì e martedì chiuso

Camere aperte tutto l’anno su prenotazione e disponibilità.

Prezzi medi:
Antipasti 13–16 €
Primi 14–15 €
Secondi 16–22 €


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