Coronavirus e banalità. Adele Elisabetta Granieri replica ad un articolo di Alessandro Gonz..ato pubblicato sul quotidiano Libero e pieno di schiocchezze

Pubblicato in: Polemiche e punti di vista
Alessandro Gonzago

Alessandro Gonzago

Alessandro Gonzato giornalista di Libero

di Adele Elisabetta Granieri

Mentre mi trovo a scrivere della storia della produzione di vino in area vesuviana, mi capita sotto gli occhi un articolo dal titolo “Un bicchiere di rosso può stordire il virus”, pubblicato su Libero a firma di Alessandro Gonzato, che prende come spunto uno studio fatto sugli effetti della somministrazione di resveratrolo nella fase infiammatoria del Covid-19.

La ricerca, condotta da Guangdi Li ed Erik De Clercq e pubblicata sulla rivista Nature, è stata seguita da un protocollo dell’università Federico II, messo a punto dal farmacista Ettore Novellino che ha brevettato una miscela di polifenoli, il Taurisolo, a base di resveratrolo estratto dalle vinacce del Taurasi.
La notizia deve aver in qualche modo indispettito il giornalista, tanto da fargli partorire un articolo in cui tocca vette altissime di banalità e inesattezze.

Così scrive Gonzato:
“Che la Campania faccia notizia per il vino è un po’ clamoroso: da quelle parti vanno forte il limoncello e il babà al rhum. La pasta, la mozzarella ‘ncopp, i friggitelli, lo chef Antonino Cannavacciuolo, ma non il mosto d’uva. Sole mio e pizza sono da sempre un’etichetta partenopea. Il vino no, non lo è affatto.”

Caro Alessadro Gonzato,

Mi preme giusto farle sapere che la vitivinicoltura in Campania esiste dal IV secolo a.C.

Ha mai sentito parlare della Vitis Hellenica, del Vinum Album Phalanginum e della Vitis Apiana, citati da Virgilio, Plinio, Cicerone e Marziale? Sono gli antenati di Greco, Falanghina e Fiano.

Ha mai sentito nominare il Falernum? Ne hanno tessuto le lodi “solo” Catullo, Cicerone, Varrone, Marziale, Plinio il Vecchio, Stazio, Ovidio, Vitruvio, Dionigi d’Alicarnasso.

Ha mai visto, anche solo in foto, i dolia vinari ritrovati nella Villa Augustea di Somma Vesuviana?

Ha mai aperto una bottiglia di Taurasi, Falanghina dei Campi Flegrei, Lacryma Christi o Fiano di Avellino?

In Campania si fa vino DA SEMPRE

Cordiali saluti,

Adele Elisabetta Granieri

 

Alessandro Gonzago giornalista di Libero


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