Anteprime di Toscana 2026, un momento di festa per i vini della Costa Toscana a Palazzo Corsini a Firenze

Pubblicato in: I vini da non perdere

di Luca Matarazzo

Mentre sale l’attesa per la due giorni di Chianti Classico Collection, Firenze si colora a festa nella splendida location di Palazzo Corsini al Prato, con il padrone di casa Duccio Corsini orgoglioso di presentare alla stampa una serata focus sui vini della Costa Toscana coadiuvato dall’amico Paolo Valdastri dell’Associazione Grandi Cru Costa Toscana.

Se inizialmente il territorio ha raccontato le varie sfaccettature del Sangiovese, da qualche anno si sta puntando, invece, sui vitigni internazionali sull’esempio illuminante di Bolgheri ed i risultati sono davvero interessanti. Tra le curiosità anche chi sceglie altre varietà italiane, puntando sul Fiano che qui, tra argille ferrose e calcare, acquisisce sensazioni uniche nel suo genere molto lontane dai luoghi natii irpini. Mare, sole, fiumi, vento: siamo di fronte a un vero sistema integrato che lungo la costa toscana acquisisce un valore unico e non replicabile nel resto della Regione.

Non per niente qui nascono vini rossi tra i più famosi del mondo e vini bianchi con impronta territoriale ineguagliabile. Terra di rossi senza dubbio, ma anche qualche bianco può segnare il passo quando il Vermentino riesce a offrire carattere e non banalizzazione. Di recente sia James Suckling che Deacanter hanno espresso prestigiosi riconoscimenti al Vermentino e ai bianchi della Costa Toscana. Tra i migliori assaggi di Suckling, dopo la Sardegna, la zona storicamente associata ai grandi Vermentino, si sottolineano le prestazioni delle zone Colli di Luni e Alpi Apuane.

Le grandi macroaree di riferimento vengono suddivise tra la Costa Toscana del Nord con rari autoctoni storici come Durella, Albarola, Verdarella, Luadga, Pollera Nera, Massaretta e l’intrigante Vermentino Nero, quella del Centro Nord delle Colline Lucchesi con Montecarlo che era conosciuta ad inizio ‘900 come una piccola Chablis e dove si studiano eleganti tagli bordolesi e belle espressioni di Pinot Nero.

Questa è anche la zona d’elezione delle Colline di Riparbella con Syrah e Cabernet Franc a dir poco pazzeschi, altro esempio di vitigni ubiquitari che sa interpretare alla perfezione il luogo dove cresce e si sviluppa.

La parte livornese riguarda Bolgheri, Suvereto e la Val di Cornia. Qui ogni vino ha una qualità altissima, talmente alta da aver dato le origini a uno dei più importanti fenomeni di rinnovamento dell’enologia italiana della fine ‘900: il Sassicaia, uno dei vini più gettonati nelle aste internazionali. La DOC per il vino rosso arrivò solo nel 1994, quando il Sassicaia poteva vantare già 50 anni di storia e numerosi riconoscimenti internazionali. In effetti il Marchese Mario Incisa della Rocchetta aveva piantato il primo vigneto a Castiglioncello di Bolgheri nel 1944 con marze di Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc donate dai Marchesi Salviati dalla loro tenuta di Migliarino a Pisa. Nell’immediato dopo guerra Mario Incisa fece le sue prime prove di vinificazione con pressatura e vinificazione in carati aperti (imitando in piccolo Château Margaux) e maturazioni in piccole botti in rovere di Slavonia, le antesignane delle barrique. Nel 1964 fu imbottigliato un primo lotto del vino che usciva dalla produzione riservata ad amici e conoscenti e che prevedeva la collaborazione del famoso Giacomo Tachis. Poco dopo esce la prima etichetta definitiva con l’annata 1968, quindi dopo almeno venti anni di sperimentazioni e prove e ventisei anni  prima del riconoscimento DOC per i rossi.

La Costa Toscana Sud è la casa del Morellino di Scansano e della Maremma Toscana. Il vitigno cardine è il Sangiovese che qui gode di un clima caldo, quindi adatto a offrire vini morbidi e rotondi ma con suoli che garantiscono, pur nella loro diversità, dei livelli di acidità adatti a rendere i vini comunque sempre bilanciati e dinamici. La complessità dei suoli permette anche il perfetto adattamento di alcune varietà autoctone da sempre presenti in zona. I terreni tufacei e vulcanici del comprensorio di Pitigliano, Sorano e Sovana si sono dimostrati altamente vocati alla coltivazione del Ciliegiolo, che raggiunge a Sovana picchi di eccellenza, così come le varietà a bacca bianca offrono il massimo di sé a Pitigliano. Infine le isole ed i promontori con l’Ansonica e l’Aleatico che offrono piccoli capolavori se lavorati a contatto con le bucce in stile orange wine o in appassimento per quanto concerne il rarissimo passito rosso.


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