
di Chiara Giorleo
Nel cuore dell’Alto Adige, a circa 1.200 metri di altitudine, Arunda è una delle aziende più alte d’Europa e da sempre dedicata esclusivamente al Metodo Classico.
Le origini e la visione di Josef Reiterer
Fondata nel 1979 da Josef Reiterer e da sua moglie Marianne, Arunda nacque come piccola realtà pioniera in un territorio dove, allora, l’idea di produrre spumante appariva quasi una scommessa.
Reiterer, dopo essersi fatto un nome in Italia come consulente e rappresentante della nota ditta Seitzdi prodotti enotecnologici, intuì che l’altitudine di Meltina offriva condizioni perfette per la rifermentazione in bottiglia: escursioni termiche, aria tersa e freschezza costante, elementi ideali per sviluppare eleganza e complessità aromatica.
Negli anni, Arunda ha costruito una reputazione di eccellenza coerente e silenziosa, fatta di metodo e costanza più che di clamore. In un Alto Adige che allora guardava soprattutto ai vini fermi, Reiterer scelse una via inedita, ispirata al rigore tecnico e all’identità territoriale.
Un modello di collaborazione e territorialità
Oggi Arunda produce circa 120.000 bottiglie all’anno. La gamma, articolata in circa quattordici etichette, nasce da collaborazioni storiche con viticoltori distribuiti in tutto l’Alto Adige.
L’azienda non possiede vigne proprie, ma lavora con un approccio virtuoso e profondamente territoriale, tipico del modello cooperativo altoatesino, pur restando una realtà privata.
Le uve principali — Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco — vengono vinificate in quattro centri di lavorazione per evitare lunghi trasporti. Solo in inverno tutto converge a Meltina, dove si assemblano le cuvée e si avvia la presa di spuma.
L’intero processo avviene nel segno della precisione e della lentezza.
Il nuovo corso firmato Wolfgang Tratter
Dal 2023, la guida enologica è passata a Wolfgang Tratter, che ha impresso una spinta di innovazione e modernità.
Tratter, ha mantenuto intatta l’impronta tradizionale ma ha introdotto affinamenti più lunghi sui lieviti
e un minore dosaggio di zuccheri riflettendo la più comune domanda di mercato puntando a ulteriori profondità, finezza e complessità aromatica.
Parallelamente, è in corso un progetto di razionalizzazione: meno etichette per una comunicazione più chiara e maggiore riconoscibilità.
Le cuvée da non perdere
Arunda resta una voce autentica e verticale dello spumante italiano, fedele al Metodo Classico e capace di parlare il linguaggio della montagna.
Oggi lo stile è sospeso tra eleganza classica e spirito contemporaneo. In attesa di novità che sarò contenta di esplorare e su cui mi spendo ottimisticamente, ecco alcuni dei miei assaggi preferiti:
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