Az. Agricola Bianchini, passato presente e futuro

Pubblicato in: Storie di Olio di Fabiola Pulieri
Rosa e Giorgio Az. Agricola Bianchini

di Fabiola Pulieri

Grazie alle nuove generazioni nel mondo dell’olio qualcosa sta cambiando! Volenterosi, preparati e gelosi custodi del passato e delle tradizioni familiari, nel presente, con determinazione e coraggio applicano in campo agricolo conoscenze e studi maturati a scuola e all’Università per migliorare la resa delle coltivazioni e raggiungere obiettivi che mirano alla qualità e alla precisione. Saranno loro a dare una svolta positiva al futuro dell’olivicoltura? Di sicuro è così per Rosa Bianchini e Giorgio Iuculano, data analyst e ingegnere ambientale, oggi anche imprenditori, che hanno radici al sud, in Sicilia e Calabria, ma nell’alto Lazio stanno coltivando il loro futuro.

Il nonno di Rosa, calabrese “visionario” olivicoltore con la sua famiglia fin dal 1930, circa 30 anni fa decise di fare un viaggio da Sinopoli (Rc) alla Toscana per acquistare terreni e uliveti che producessero olio. La ricerca però non andò a buon fine e di ritorno in Calabria, nonno Saverio, passando dal viterbese si fermò a Tuscania dove vide un bellissimo campo ampio e vuoto perfetto per piantare ulivi. Il primo passo fu quello di comprarlo, piantare le varietà sinopolese e nocellara e una volta al mese spostarsi dalla Calabria all’alto Lazio per curare le piante che piano piano crescevano. Grazie all’aiuto e al lavoro del figlio Michele, nonno Saverio nel tempo ha acquistato altri uliveti di varietà caninese, con esemplari centenari di 200/300 anni, tra il Lago di Bolsena e Roma fino a raggiungere un totale di circa 4000 ulivi.

L’azienda familiare nel corso degli anni non si è mai sviluppata con un marchio tutto suo e la vendita dell’olio tra i terreni in Calabria e quelli nel Lazio è sempre stata diretta, al dettaglio o all’ingrosso, ma mai strutturata e brandizzata. Nel frattempo è arrivata Rosa che è cresciuta, si è laureata in ingegneria ed ha incontrato Giorgio, ingegnere anche lui, siciliano. Da fidanzati, durante un week end di piacere nel 2021, hanno visitato una cantina/frantoio in Trentino e sono rimasti letteralmente folgorati dall’organizzazione e dalla capacità di sviluppare qualità e efficienza in piccolo, anche senza grandissimi numeri!

Alla passione non si comanda e può venir fuori in qualsiasi momento della vita, nasce da una scintilla e ci accende in un fuoco dirompente proprio come è accaduto a questi due giovani ingegneri che erano proiettati a fare un lavoro in altre aziende (che tutt’ora fanno!) e che mai avrebbero pensato di lasciare per iniziare a produrre, imbottigliare e vendere olio extravergine di oliva con il proprio marchio. E invece sono diventati in poco più di due anni “olivicoltori 3.0”, la nuova generazione di giovani che dopo aver studiato e appreso tecniche di marketing, analisi, ingegneria, tecnologia, decidono di investire le loro conoscenze nel settore agricolo e in particolare in quello dell’olivicoltura mettendo a disposizione di quest’ultimo gli enormi vantaggi dati dalla tecnologia di precisione e dalle moderne attrezzature e tecniche di coltura che diventano una grande risorsa per il futuro pur mantenendo salde le radici affondate nella terra, tanti anni prima, dalle precedenti generazioni.

Rosa e Giorgio hanno subito pensato di poter valorizzare gli oliveti di famiglia e il loro olio anche se i volumi prodotti non erano altissimi e hanno studiato e fatto corsi per imparare a capire come produrre un olio extravergine di qualità. Grazie all’esperienza in campo di Michele, papà di Rosa, e al background ingegneristico, il cammino è stato veloce e dettato da una serie di tappe percorse con organizzazione e grande entusiasmo: corsi di assaggio e attestati di studio, sito web, creazione del marchio e del packaging, tutto grazie anche all’aiuto di una società di professionisti. Insomma il percorso che hanno fatto questi due giovani imprenditori, in soli due anni, è stato determinato dalla volontà di valorizzare un bene, gli uliveti di famiglia, e valorizzarne il prodotto seguendo criteri di qualità ma soprattutto affidandosi all’utilizzo della tecnologia e delle conoscenze apprese con gli studi.

Il primo acquisto importante è stato quello delle “Stazioni Meteo” da sistemare all’interno degli uliveti che consentono a Rosa e Giorgio di monitorare il tempo atmosferico e di creare nel corso degli anni uno storico dei dati meteorologici che servirà a gestire le emergenze climatiche alle quali ormai ogni anno si deve far fronte. Tramite questi studi e rilevamenti applicati nel lungo periodo ed una dashboard creata da Rosa, per esempio, si riesce a monitorare empiricamente l’andamento delle temperature e questi dati in futuro serviranno ad un miglior controllo delle colture in campo e della siccità per un miglior prodotto in bottiglia.

Ma Rosa e Giorgio non si sono fermati a questo. Il loro principale intento è quello di “trasformare l’olivicoltura grazie a un impiego etico della tecnologia” per salvaguardare l’ambiente e curare le piante in modo naturale e con il minimo intervento invasivo. Ecco spiegato l’utilizzo del caolino per proteggere gli ulivi dall’eccessiva calura estiva e nei periodi di attacco della mosca e il monitoraggio anche in quest’ultimo caso tramite strumenti tecnologici appositamente studiati e messi a punto ad hoc. Ma non è tutto, poi c’è la parte creativa, il vero e proprio ingegno applicato nel concreto alle etichette sulle bottiglie: il Bollino Termocromico.

Rosa e Giorgio vogliono divulgare la conoscenza dell’olio evo e la sua qualità e si chiedono continuamente come fare a dare informazioni utili e preziose al consumatore attraverso mezzi semplici e facilmente comprensibili da tutti. Ed è così che hanno messo a punto una tecnica apparentemente elementare, ma non facilmente attuabile se non dopo un anno di studio e di prove, che finalmente in questa attuale campagna di vendita (2023) è stato possibile applicare a tutte le etichette. Su un angolo di queste è stato apposto un bollino verde che cambia colore fino a sparire quanto più è vicino a fonti di calore. Il calore, la luce e l’ossigeno sappiamo essere i tre principali nemici dell’olio extravergine di oliva e Rosa e Giorgio hanno trovato un modo per far capire ai loro clienti/consumatori che preservare l’olio dalle alte temperature, e quindi tenerlo lontano da fonti di calore, vuol dire prolungare il più possibile la qualità del contenuto della bottiglia. Purtroppo la maggior parte delle persone conserva la bottiglia di olio vicino ai fornelli o davanti a finestre, che d’estate lasciano passare i raggi diretti del sole, o vicino a forni a microonde o lavastoviglie e non sa che il calore fa degradare velocemente l’olio e ne intacca la qualità e le proprietà nutrizionali. Per questo motivo l’idea dei due giovani imprenditori tende ad educare i consumatori ad un consapevole utilizzo delle bottiglie così come delle Bag in Box, altro contenitore che utilizzano per i loro prodotti e che consente di “spillare” l’olio creando il sottovuoto e limitando l’azione dell’ossigeno oltre che del calore. In recenti occasioni di promozione questa iniziativa e la moderna filosofia aziendale di Rosa e Giorgio ha suscitato grande interesse e approvazione tra i consumatori e i clienti dimostrando come una rivoluzione giovane di “agricoltori 3.0” sia ormai in atto e possa essere il futuro di una olivicoltura di precisione, di attenzione, di studio e soprattutto di applicazione di una tecnologia moderna della quale non si può più fare a meno!

In attesa di ulteriori progetti futuri che guardano all’oleoturismo, quindi all’accoglienza in azienda e a visite del frantoio utilizzando la tecnologia 3D, in commercio e sul sito è possibile acquistare l’olio dell’Az. Agricola Bianchini raccolta 2023 nei due monovarietali di Sinopolese e Caninese.

 

Azienda Agricola Bianchini

di Bianchini Rosa

Località Castelluzza snc, Tuscania (VT)

339 4569570

info@aziendagricolabianchini.com

 

Olio Monocultivar Sinopolese 500 ml € 11,50

Olio Monocultivar Caninese 500 ml € 12,00


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