Bacoli, a Villa Ferretti l’anteprima di Mytilus Fest 2026 con una straordinaria proposta enogastronomica

Pubblicato in: Appuntamenti, persone

di Giulia Cannada Bartoli
Villa Ferretti fu costruita alla fine dell’Ottocento da una ricchissima famiglia di armatori genovesi che scelse Bacoli per la propria residenza estiva. Furono attratti dalla bellezza straordinaria del luogo, che era d’altra parte, il paradiso delle principali e più facoltose famiglie patrizie dell’antica Roma. Per anni è stato un sito degradato e abbandonato. Nel 1995 la Villa fu sequestrata alla malavita e nel 1997 divenne patrimonio architettonico e, sotto la tutela dello Stato, le fu assegnato un vincolo di utilizzo per fini sociali. La dimora affacciata sul mare sorge sui resti di una domus imperiale di epoca romana. La villa è stata affidata dal 2022 all’Università Federico II di Napoli, per farne una sede distaccata e approfondire percorsi di studi riguardanti l’archeologia subacquea, la biologia marina e la ricerca per la medicina di genere. Nel 2023 il parco pubblico di Villa Ferretti è stato intitolato alla memoria di Peppino Impastato, vittima innocente della mafia.

Recentemente, nell’area di Villa Ferretti, con il sostegno del Comune, è stata riportata alla luce una villa marittima attribuita a Publio Servilio Dolabella, un importante politico e militare, nonché, genero di Cicerone. Il complesso si colloca nel contesto archeologico dell’antica Baia, luogo di villeggiatura e di Otium dell’élite dell’Impero Romano. La spiaggia di Villa Ferretti, a ingresso gratuito, è un piccolo lembo di sabbia incastonato tra la villa e il Castello Aragonese, qui il mare è splendidamente verde azzurro, vero nutrimento per l’anima a due passi dalle rovine di Baia Antica.

Nella villa, di fronte al mare, si è tenuta l’Anteprima di Mytilus Fest 2026, la terza edizione di un evento, ormai collaudato, dedicato alla Cozza di Bacoli. L’evento, organizzato dall’Associazione Culturale MSP di Bruna Manfredonia, si tiene il 3, 4 e 5 luglio sul porto di Baia, con ingresso libero dalle 18.00. Molto ricco il programma: prevede un’area dedicata alla ristorazione, con i migliori ristoranti di Bacoli e dei Campi Flegrei. La zona Beverage è affidata ai vini del Consorzio Tutela Vini Campi Flegrei, a un produttore di birra artigianale di Napoli e a bar della zona per i soft drinks. Il format prevede una bella scelta di escursioni e attività collaterali, con laboratori dedicati ai più piccoli e un’ampia selezione di concerti serali di artisti flegrei e napoletani. Tutte le info sono disponibili su www.mytilusfest.it .

La conferenza stampa di presentazione dell’evento si è svolta con una serie nutrita d’interventi, a significare il forte sostegno delle istituzioni e l’importanza del comparto mitilicoltura flegreo, in particolare, della Cozza di Bacoli.
Sono intervenuti: Josi Gerardo Della Ragione, Sindaco di Bacoli; Mauro Cucco, Vice Sindaco di Bacoli e Assessore Turismo e Cultura; Giuseppe Cirillo, Vice Sindaco della Città Metropolitana di Napoli; Fiorella Zabatta, Assessore alla Pesca e Acquacoltura Regione Campania; Bruna Manfredonia, organizzatrice Mytilus Fest; Vincenzo Imperatore, presidente Ente Parco Regionale dei Campi Flegrei; Andrea Tartaglia, direttore artistico Mytilus Fest; Paolo Conte, direttore Confagricoltura Campania e GAL Parthenope; Fabio Postiglione, presidente OP Mytilus Campaniae; Francesco Scamardella, biologo; Michele Farro, presidente Consorzio Tutela Vini Campi Flegrei; Gino Pezzullo, guida turistica; Maria De Lillo, Ceo Dielle srl.

Tutti gli intervenuti hanno condiviso la profonda valenza della mitilicoltura per i Campi Flegrei e per Bacoli. Il Sindaco ha sottolineato come la Cozza di Bacoli sia un prodotto fortemente identitario che racconta fatica, storia, cultura e tradizioni familiari di centinaia e centinaia di molte generazioni di bacolesi. Il mitile, conosciuto come “l’Oro nero di Bacoli”, ha regalato ricchezza e sviluppo a tantissime famiglie e, negli ultimi anni, con l’eccezionale sviluppo che Bacoli sta vivendo, è diventato straordinario volano di crescita economica, e della crescita del turismo e della ristorazione.
Gli interventi tecnici sono stati affidati a Fabio Postiglione, Mitylus Campaniae Op, Paolo Conte, Gal Pesca Parthenope e al biologo flegreo Francesco Scamardella. Il Gal Pesca Parthenope ha come fine istituzionale lo sviluppo e la promozione della pesca e dell’acquacoltura, con competenza sul litorale costiero che va da Torre del Greco fino a Castel Volturno, comprese Ischia e Procida. Il Gal, diretto da Paolo Conte, che è anche alla guida di Confagricoltura Campania, affianca e sostiene l’attività di tutte le imprese di pesca e dei Consorzi OP.
Un breve excursus sulla cozza di Bacoli, radicata sul territorio da almeno 2700 anni perché nel 730 a.C., una popolazione proveniente dalla penisola di Calcide in Eubea fondò qui la colonia di Kyme (in greco onda). Si tratta della seconda colonia dell’areale flegreo, la prima fu fondata a Pithaecusa sull’isola d’Ischia. A quell’epoca risale la famosa moneta raffigurante la cozza.

Passiamo alla parte “divertente”: gli assaggi dei bravissimi ristoratori bacolesi e flegrei e i vini di tutte le cantine del Consorzio Tutela Vini dei Campi Flegrei, presenti in grande spolvero e rappresentate dal presidente Michele Farro e da alcuni produttori. Le preparazioni degli chef flegrei sono state solo un’anteprima dell’area di degustazione del Mytilus Fest del prossimo week end, che sarà molto ampia e qualificata.

Cominciamo da una vecchia conoscenza, Tommaso Di Meo, per anni chef di Abraxas Osteria e, dal 2021, patron e chef di Home Piccola Osteria Alternativa a Bacoli con sua moglie Valentina Simeoli, raffinata pasticciera. La loro interpretazione della Cozza di Bacoli: Frisella al grano marsellina, Presidio Slow Food, con insalatina di fagioli spollichini pesto di cozze, gazpacho di pomodoro cannellino flegreo e mayo al miso. Un piatto moderno e antico allo stesso tempo, molto equilibrato, l’ho abbinato con Kairòs, Falanghina dei Campi Flegrei Doc di Cantavitae, un calice fresco, profumato e sapido, prodotto con grande passione da Michelangelo Schiattarella e Valentina Cirino.

La “Cozza Mbuttunat” di Capo Blu a Bacoli mi ha sorpreso per l’originalità dell’interpretazione dell’antica ricetta bacolese…. Ingredienti:1 kg. di cozze; olio extra vergine d’oliva q.b.; 2 uova; parmigiano grattugiato q.b.; pan grattato q.b.; aglio q.b. Sale q.b.;1 litro di salsa di pomodoro; prezzemolo q.b. Procedimento: Bollire la salsa di pomodoro in una pentola con un po’ di sale, l’aglio e l’olio. Pulire le cozze, eliminando le incrostazioni esterne e i filamenti; aprirle a metà, prestando attenzione a non staccare i due gusci. Preparare un battuto con le uova, un pizzico di sale e il prezzemolo. Aggiungere dell’abbondante parmigiano grattugiato e il pangrattato. Mescolare fino ad ottenere un composto compatto. Riempire le cozze con il composto, quindi chiuderle con dello spago da cucina o, con filo di cotone, per evitare che il ripieno si versi nella pentola durante la cottura. Disporre le cozze nella pentola con la salsa di pomodoro, una alla volta, e cuocere a fuoco lento per 20-30 minuti. Distribuire le cozze in un piatto e servire calde. Lo chef Pasquale Di Fraia, ha declinato la ricetta originale con tecnica, fantasia e gusto moderno. La cozza è stata farcita con seppia, mollica di pane, formaggio pecorino e buccia di limone grattugiata son aggiunta di prezzemolo e menta. Non potendo per motivi tecnici, utilizzare la passata di pomodoro, Pasquale ha optato per una goccia di pomodoro cannellino flegreo confit, poi passato al mixer con un’indovinata miscela di spezie: cumino, coriandolo, 3 tipi di pepe e curry home made. Un gusto pieno e speziato a cui ho abbinato, Vir’Tu Campi Flegrei Doc Piedirosso di Maria Furgiero, bacolese fin nelle ossa. Il calice, di bella trasparenza, si presenta rubino intenso con sfumature violacee. Elegante il naso che esprime profumi di ciliegia, susina, piccoli frutti rossi di bosco, proseguendo con note floreali di gerani e rose e un’esplosione finale di violetta. Sorso agile e fresco, con rimandi fruttati e tipicamente minerali. Tannini ben dosati e convincente chiusura sapida.

Lo chef Luigi Costigliola di Hosteria Bugiarda, interessante realtà a Bacoli a due passi dal Parco Archeologico di Baia e dalla Casina Vanvitelliana, ha realizzato un Bun ai carboni vegetali home made, cozze, peperoncino verde e mousse di ricotta. Luigi ha alle spalle esperienze importanti presso Le Calandre – Alajmo. Nato nel 2019, Hosteria Bugiarda deve il nome allo “scagnanome” dei bisnonni (come usava all’epoca) dei cugini Luigi, Luca e Rossella Costigliola (cognome molto diffuso a Bacoli), il cui soprannome era, appunto “i bugiardi”. L’altro riferimento al nome si ritrova nell’idea di cucina dello chef: piatti divertenti, pur ancorati alla tradizione ma, fatti di apparenze e trasformazioni culinarie. Luca Costigliola guida la sala ed è responsabile anche della cantina. Vista l’aromaticità del peperoncino verde e della cozza e la dolcezza della ricotta, ho scelto per l’abbinamento la Falanghina Campi Flegrei Doc Torre Fumo di Cantine del Mare. Gennaro Schiano e Alessandra Carannante, montesi doc, sono soci storici del Consorzio Tutela Vini Campi Flegrei. Torre Fumo 2021 è una vera sorpresa: la vigna Anfiteatro, da cui provengono le uve, è stato impiantata in un’antica cava di pietra tufacea di origine vulcanica, recuperata e rimessa in produzione che ricorda appunto, un anfiteatro. Il vino mi si presenta giallo dorato intenso, vivace e brillante. Al naso note salmastre, ginestra, agrumi flegrei e macchia mediterranea. Al palato rimbalza un’impressionante sapidità, il sorso è fresco, bilanciato lungo e avvolgente. La riprova che i bianchi flegrei beneficiano del passare del tempo, gli anni a venire per questa vendemmia 2021 sono ancora molti.

Lo chef Giuseppe Di Ruocco, del Ristorante Paccasassi al Porticciolo Case Vecchie di Bacoli, ha presentato Coniglio e Cozza e Memoria Flegrea: una reinterpretazione marina del vitello tonnato, al posto del vitello, c’è il coniglio con una salsa cozzata. Un incontro equilibrato e sorprendente tra il mare e la terra dei Campi Flegrei. A questa nuova presentazione, che ha utilizzato il coniglio, spesso presente nelle ricette flegree e, in particolare dell’isola d’Ischia, ho abbinato Vigna Solfatara Piedirosso Campi flegrei Doc 2024 di Antonio Iovino, storico viticoltore con meravigliose vecchie vigne a piede franco, a due passi dalla Solfatara. Edizione limitata, poco più di 1.000 bottiglie, per Antonio, che ha ereditato questa vigna ultracentenaria da suo nonno Gennaro. Dal 1892 la famiglia Iovino lavora sul territorio, anche con una struttura di accoglienza molto bella e rodata. Il calice è luminoso, succoso e appagante, da bere senza paura sui piatti cult della cucina flegrea e napoletana.

Lo chef, Francesco Fevola di Aguglia Osteria di mare, raffinato e 100% flegreo ristorante a Marina Grande di Bacoli, ha presentato un piatto tutto mediterraneo: Fregola flegrea con cozze e peperoncini verdi a crudo. Ancora una volta un piatto equilibrato, tendenza dolce della fregola, aromaticità dei peperoncini e sapidità della cozza. Ho abbinato la Falanghina Campi Flegrei Doc 2024 di Cantine Federiciane, l’azienda di Antonio, Luca e Marco Palumbo, protagonisti di un cambio generazionale programmato e ben riuscito. Il vino ha un profilo cromatico che evoca la gioventù. Al naso tanta frutta e una leggera scia agrumata. Al gusto è piena ed equilibrata. Il sorso chiude in freschezza con marcate note sapide e minerali. Recentemente Aguglia ha raddoppiato con Aguglia Brilla nel 2024, inizialmente solo cantina del ristorante e poi, grazie alle numerose richieste d’acquisto da parte dei clienti, si è trasformata in una delle enoteche più fornite dei Campi Flegrei, gestita da Alessandro Costigliola, sempre presente in sala.

Lo chef Mariano Armonia del Ristorante Armonì a Pozzuoli ha ideato per Mytilus Fest: Cous cous di cozze e pesto di zucchine alla scapece. Come gli altri colleghi, lo chef ha interpretato la cozza di Bacoli con fantasia e equilibrio. La presenza dell’aceto nella scapece è stata dosata con maestria, per cui l’abbinamento vino non è stato difficile. Ho scelto la Falanghina Campi Flegrei Dop 2024 di Mario Portolano. Il calice (si fa per dire… un terribile bicchiere di plastica!) si offre con un bel giallo paglierino luminoso e qualche pagliuzza dorata. Al naso si avverte un bagaglio di profumi tipico e varietale: floreale di ginestra e fruttato di pesca gialla. La regia – come sempre nei Campi Flegrei – è della nota salmastra e della mineralità di fondo, dovute al terreno vulcanico di tufo giallo, pomici e lapilli. Armonì Restaurant è l’indirizzo che mancava a Pozzuoli: una solida cucina creativa e tecnica che s’ispira ai piatti iconici della tradizione partenopea. Mariano ha esperienze importanti alle spalle: Capri Palace, il Riccio, il Quisisana e L’Altro Cocoloco. Sulle proposte del menù aleggia la presenza di Peppe Guida, legato a Mariano da una profonda amicizia.

Lo chef patron di Origini Sapori in Fermento a Bacoli, Geremia della Ragione, ha creato un piatto intimamente flegreo: Gazpacho Bacolese con Pomodoro Cannellino Flegreo di Gennaro Schiano, Cantine del Mare, peperoncini verdi, pane raffermo bagnato in acqua di cozze, fagioli cannellini e cozze. Un’esplosione di sapori che mi ha riportata ai 26 anni della mia vita in terra flegrea, per la quale sento una profonda nostalgia, pur non essendomi allontanata di molto. Geremia nutre una profonda passione per il vino, in particolare ama i vini delle piccole aziende, anche quelli naturali e biologici. A questi sapori semplici ma, complessi, ho abbinato la Falanghina Campi Flegrei dop 2024 di I Vini della Sibilla della famiglia Di Meo, bacolesi da oltre 5 generazioni. Il “bicchiere” si presenta giallo paglierino con leggeri riflessi dorati. Al naso dominano note fresche e delicate di gioventù (i vini della Sibilla hanno dimostrato di saper sfidare il tempo): salvia, macchia mediterranea, peperone verde, pesca gialla e ananas. Al gusto, il vino è sostenuto alla grande da una buona spalla acida, con una freschezza espressiva, minerale e persistente tipica dei Campi Flegrei, che annuncia lunga vita a questo vino.

La proposta enogastronomica della tre giorni di Mytilus Fest
Aguglia, Armonì, A’ Casa Vosta, Bajos, Blamangieri (proposte dolci), Borgo 50, Capo Blu, Cargo, Da Fefè, Essencia, Favorite, Guantiera (proposte dolci), Home PoA, Hosteria Bugiarda, Il Testardo, Kuma 65, La Cucina di Venere, La Dimora di Gea, La Dragonara, Locanda dei Re, Mar Limone, Materia Prima (proposte dolci), Monkey, Origini, Paccasassi, Polyphemos enoformaggeria, Riccio, Sazio, Sciardac, Tremare, Tribus, Birrificio Artigianale Napoletano – N’Artigiana, Consorzio Tutela Vini dei Campi Flegrei, Cantine Carannante.

Considerazioni sui vini e sulla cucina flegrea
La qualità della cucina flegrea negli ultimi 15 anni ha subito una forte accelerazione: sono nati tantissimi locali(moltissimi a Bacoli), aperti da giovani e talentuosi chef che hanno creduto nella loro terra, decidendo di restare e di investire in innovazione in cucina, formazione e eccellenza del servizio di sala. Allo stesso modo, i vini dei Campi Flegrei, per la maggior parte raccolti nel Consorzio Tutela Vini Campi Flegrei, hanno registrato una crescita qualitativa esponenziale, a 32 anni dal riconoscimento della Doc. Anche qui, in molti casi, c’è stato il cambio generazionale di giovani, vignaioli, enologi, agronomi e addetti all’ospitalità che hanno puntato sulla valorizzazione dei due vitigni storici del territorio, Falanghina e Piedirosso. Hanno investito in qualità e sostenibilità, senza allontanarsi dal patrimonio storico tradizionale della millenaria viticoltura flegrea.

Mytilus Fest sarà una tre giorni full immersion nel cuore pulsante dei Campi Flegrei: un magico mix “ardente” di storia, archeologia, cultura, mare, acque termali e sapori di una magnifica terra “ballerina” che, tra mare e vulcani, racconta storie, profumi e sapori unici al mondo e che meritano di essere tutelati e raccontati con una nuova narrazione immersiva, non didattica e poco coinvolgente, soprattutto per le nuove generazioni.

Info utili
Mytilus Fest – 3, 4 e 5 luglio, Porto di Baia dalle 18,00. Ingresso gratuito (ticket per area food & beverage). Linea Cumana Baia – Torregaveta in funzione 4 e 5 luglio fino alle 24.00
Consorzio Tutela Vini Campi Flegrei: www.consorziotutelavinicampiflegrei.it consorziovinicampiflegrei@gmail.com


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