Bodegas Osborne e lo Sherry: il cornuto più famoso in Spagna

Pubblicato in: I miei prodotti preferiti

di Sara Marte

E’ il cornuto più famoso di Spagna! E’ un simbolo, un’eredità, una forma di comunicazione diventata poi oggetto di arte ed emblema nazionale. E’ il famoso Toro di Osborne. Di quelle sagome nere oggi, sulle strade di Spagna, ce ne sono oltre novanta segnalate da una mappa dettagliatissima. Per souvenir di ogni fattura e gusto è diventato un must.

Ebbene nasce come campagna pubblicitaria della Bodegas Osburne, nel 1956, ed affidata al disegnatore Manolo Prieto. Cartelloni pubblicitari da porre sulle strade che rappresentassero uno dei prodotti più famosi aziendali: il Veterano. Incredibile il successo virale che portò addirittura ad una mobilitazione sociale quando, nel 1988 per legge, furono vietate pubblicità sulle strade. Si decretò, riconoscendone dunque il valore culturale e sociale che: “ Il Toro di Osborne ha perso ormai il suo significato pubblicitario ed è integrato col paesaggio”.

Osborne, oggi con numerose sedi, affonda le sue radici nel Triangolo dello Sherry. Le città cardine sono Jerez de la Frontera, Sanlúcar de Barrameda e proprio El Puerto de Santa María, dove sorge la prima e più antica struttura della Bodegas. Oltre due secoli di storia.

Nata nel 1772, dopo che Thomas Osborne rilevò la quota dei soci Duff e Gordon, rimane da allora della stessa famiglia. L’attuale proprietario e discendente è proprio l’omonimo Thomas Osborne. Curata e suggestiva la storica cantina. Un vero sogno l’enorme salone che accoglie le botti per la produzione dello Sherry. Tipico il colore scuro e i simboli distintivi che i winemaker lasciano su ciascuna botte col gesso nell’atto di catalogare e selezionare il destino di quei vini o ancora dediche istituzionali di personaggi in visita.

Tetti altissimi e finestre che si aprono con sapienza, finalizzate a mantenere un microclima costante. La muffa che rende i muri neri ed il giusto grado di umidità sono indispensabili per lo sherry. Il palomino proveniente esclusivamente da questo immaginario triangolo, l’albariza, la tipica terra bianca, dura e pietrosa, ricca di carbonato di calcio, che custodisce l’acqua nelle calde estati, caratterizzano questo prodotto sin dalla vigna. Il Pedro Ximenez, sherry dolce e dalla grande capacità d’invecchiamento, proviene invece dalle omonime uve, pedro ximénez appunto e moscatel, solitamente appassite. Per il palomino avviene sovente invece una vendemmia tardiva.

Il metodo Soleras è di queste meravigliose Bodegas di Sherry. Affascinante ed antica tecnica d’invecchiamento, da sempre è utilizzata per lo sherry appunto, il madeira e per i migliori marsala. Per lo sherry vengono impiegate botti di rovere americano da circa 600 l, sovrapposte in lunghe file. Le botti sono riempite solo in parte. Per circa i 2/3. S’imbottiglia esclusivamente il vino delle botti poste al suolo che si chiamano appunto “ soleras” e prelevandone solo una minima quantità (mai più di 1/3). Le botti vengono ricolmate, man mano, con il vino contenuto in quelle sovrastanti. Fino all’ultima fila che verrà rabboccata con il vino più giovane. Ogni botte sarà dunque costituita da blend di vini di differenti annate. Questo rende lo sherry un vero sorso di storia ed unicità in cui poter trovare magari anche un sapore di 100 anni prima. Le botti, subito sopra le soleras sono le botti della prima criadera, a seguire seconda criadera.

Fino, Amontillado, Oloroso le più diffuse tipologie di sherry secco. Dalle uve palomino si produce un vino di circa 11-12% di alcol. Questi, si sa sono vini liquorosi o fortificati. Dopo aver subito l’alcolizzazione (per lo sherry è comune l’aggiunta del brandy al vino) raggiunge il 15% di alcol per il Fino e il 18% per l’Oloroso.

Le botti, come dicevamo, vengono mantenute scolme e proprio lì, su quella superficie del vino, avviene la magia del Flor: una patina di lieviti filmogeni che protegge il vino dall’ossigeno. La completa maturazione del vino sotto Flor produce la tipologia Fino. Quello prodotto nella bella e suggestiva città di mare di Sanlúcar de Barrameda, dove si gode anche della vista della foce del Guadalquivir, si chiama Manzanilla ed ha un inconfondibile sentore marino e iodato.

Quando il vino supera il 17% di alcol il Flor formatasi si rompe ed il vino subisce in parte un processo ossidativo che dà origine all’Amontillado.  L’oloroso non matura mai con il Flor subendo dunque un “invecchiamento ossidativo”.

Scelgo in degustazione una tipologia meno nota ma davvero molto diffusa e particolarmente apprezzata dal mercato inglese. Lo Sherry Cream, per la cantina Osborne Santa María Cream Sherry, blend di oloroso, quindi sherry secco, e Pedro Ximénez, dunque dolce.

Il risultato è un vino di corpo ed avvolgenza dai sentori di uva sultanina, mandorle, scorza di arancia candita seguita da note di zucchero di canna e caramello con una sorprendente vivacità del palato. Buona la sapidità che tira tutto su. Tra i più classici degli abbinamenti spiccano formaggi erborinati ed il mio preferito: il fois gras.Qui, in questo matrimonio ogni componente cibo-vino largamente si esalta a vicenda.

Ora, siamo onesti, solitamente questi tour aziendali li definisco “di plastica”, successe da Tio Pepe ad esempio. Stavolta però, pur sfiorando un certo approccio turistico (ma in fondo visite turistiche si chiamano per questo) posso dire di aver goduto di un livello professionale elevatissimo. La possibilità di poter scegliere degustazioni esclusive e private in sale dedicate con sommelier professionisti e brochure dettagliatissime. Anche l’assenza di orridi trenini con finte locomotive che spesso s’incontrano qui e lì sono motivo di grande gioia.

Infine , pasteggiare con questi vini è entrare nello spirito più puro del triangolo dello sherry. L’enorme varietà di stili rende lo sherry molto versatile, dal Fino con le più classiche tapas fino all’Amontillado e all’Oloroso con le loro concentrazioni e dai colori intensi e carichi finendo con un grande pedro ximénez. Basta poco per entrare nella sacralità di questo rito: in fondo le cantine di sherry qui sono chiamate proprio cattedrali … Chiudendo un occhio, è sacrosanto, sulle corna!


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