
Bra, piccolo centro delle Langhe, quasi a metà strada tra Parigi e Roma diventa per 4 giorni il centro del latte, del caglio e del sale e come per ogni evento marchiato dalla chiocciolina gli ultimi della catena economica diventano i primi, gli animali coprotagonisti e la terra, quella bassa, come diceva mio nonno, il palcoscenico.
Da ogni angolo del mondo arrivano pastori e formaggi, addirittura prodotti con latte di cammello, per una festa straordinaria, colorata, gioiosa. Un cartellone ed un offerta gastronomica e culturale enorme, impossibile da seguire tutta, che muove migliaia di persone da ogni angolo.
Ho fatto un giro raccogliendo scatti e situazioni del grande villaggio del formaggio e solo una piccola parte dei tanti formaggi, casari e malgari presenti.
Mi hanno colpito molto le considerazioni di Burdese in chiusura dell’incontro dedicato alla contraffazione alimentare, che faceva più o meno così: non è solo un problema di leggi, di controlli e di etichette, la questione è culturale: occorre sviluppare e promuovere una nuova consapevolezza del cibo perché il consumatore che ha imparato a scegliere è in grado di controllare direttamente quello che acquista e mangia.
Buon giro
Tutte le foto qui
Dai un'occhiata anche a:
- Presentata a L’Amo “La cucina napoletana” di Hoepli, il cuore della cucina italiana
- Amarone Opera Prima: le considerazioni dei protagonisti e qualche assaggio glorioso
- Daniela Mastroberardino rieletta presidente nazionale de Le Donne del Vino | Secondo mandato 2026–2028: identità, formazione e cultura del vino al centro
- La Notte deì Falò a Nusco, Sant’Antonio e il ricordo della peste
- Un Mare di Foglie 2026 – Roma, Hotel Villa Pamphili
- Sigep 2026, Giuseppe Buoninconti porta il suo panettone stratificato
- Irpinia in bottiglia: Villa Raiano, tre decenni tra terroir, vini bianchi e gastronomia campana
- Castellammare. Slow Food ricorda Rita Abagnale