di Tommaso Esposito
Il logo delle catene di fast food rimane cosi tenacemente impresso nel cervello dei ragazzi tanto da essere esso soltanto capace di attivare le aree cerebrali correlate alla gestione e all’appagamento dell’appetito.
Lo ha dimostrato uno studio dell’ Università del Missouri-Kansas City, i cui risultati sono riportati dall’Independent.
Durante le fasi della ricerca gli psicologi hanno mostrato a un gruppo di ragazzi tra i 10 e i 14 anni 60 loghi legati al cibo, fra cui quelli dei più famosi fast food, e 60 altrettanto noti ma di altri settori commerciali.
L’analisi della risonanza magnetica dell’encefalo dei soggetti studiati ha mostrato che i loghi legati al cibo e al fast food aumentano il flusso sanguigno intorno all’area cerebrale corrispondente alle ricompense e all’appetito.
Questo fenomeno non si è verificato con gli altri logo.
“Il cervello dei bambini rimane ‘impregnato’ dai loghi . – commenta Amanda Bruce, l’autrice principale della ricerca- E se non opponiamo processi inibitori per aiutarli a prendere decisioni responsabili e autonome sarà più probabile che facciano scelte poco salutari sul cibo”.
Avanti con la dieta mediterranea, dunque.
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