Vini Antonio Molettieri

Pubblicato in: Avellino

di Enrico Malgi

La Cantina Antonio Molettieri di Castelfranci affonda le sue solide ed antiche radici in pieno territorio irpino fin dal 1920, ma è solo giusto un secolo dopo che si è deciso di imbottigliare in proprio i vini aziendali, attraverso quattro etichette: una di bianco e tre di rossi, grazie all’impegno dei fratelli Sibaldo e Gerardo, diretti discendenti di nonno Felice Gerardo e poi di papà Antonio, e con la fattiva collaborazione del giovane e bravo enologo locale Sabino Colucci.

Nel frangente ho degustato le tre bottiglie di vino rosso.

Atipico Rosso Campania Igt 2021. Soltanto Merlot allevato a 500 metri di altezza. Uve raccolte a metà settembre. Affinamento in acciaio per quindici mesi e poi elevazione in vetro per due mesi. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale di 23,00 euro.

Il titolo Atipico di questa bottiglia trovo che sia proprio azzeccato, trattandosi di un Merlot in purezza in terra di grande Aglianico.

Dal sontuoso calice fa capolino un limpido e smagliante colore rosso rubino. Bouquet riccamente affastellato da un’esplosione di tipici profumi, che si materializzano al naso sotto forma di marasca, susina nera, lamponi, fragoline di bosco, cassis, mora e mirtilli, intersecati intimamente poi ad umori floreali di viola mammola, rosa canina e peonia ed a variegati aromi di timo, menta, mentolo, radici, terra umida, funghi, cannella, pepe nero e zenzero. In bocca penetra un sorso avviluppante, imponente, fresco, morbido, secco, sapido, fruttato, armonico, schietto, incisivo, accondiscendente, rotondo, plastico, goliardico, equilibrato, dinamico e bene articolato. Trama tannica affusolata. Nobile l’allure che comunica una percezione tattile affascinante, sensuale, elegante, ammaliante, aristocratica ed intrigante, Buona la potenzialità di serbevolezza. Affondo finale molto gradevole. Da provare su un risotto alla pescatora e formaggi semistagionati.

Badius Aglianico Irpinia Doc 2020. Aglianico in purezza coltivato a 550 metri di altezza. Vendemmia effettuata a metà ottobre. Maturazione in acciaio per quindici mesi e poi affinamento in boccia per due mesi. Gradazione acolica di quattordici e mezzo. Prezzo finale di 28,00 euro.

Alla vista si manifesta uno sfolgorante ed invitante colore rosso rubino che vira verso una più carica tonalità di granato. Timbro olfattivo intriso in primis di gioiose connotazioni fruttate di amarena, prugna, carruba e piccole drupe del sottobosco. In appresso risaltano poi voluttuosi toni floreali, vegetali e speziati di violetta, petali di rosa, erbe aromatiche, chiodi di garofano e noce moscata. L’impatto del sorso sulla lingua comunica all’istante un bonus di calore alle papille gustative, insieme ad intense sensazioni austere, corpose, strutturate, complesse, corroboranti, scalpitanti, materiche, carnose, esuberanti e pimpanti. Timbro terroso. Impalcatura tannica solida ed aggraziata. Finezza palatale balsamica, rotonda, glicerica, elegante, ammaliante, raffinata, fine, scattante, infiltrante, dinamica e ben ritmata. Longevità a lungo raggio. Allungo finale persistente e godibile. Perfetto su un piatto di lasagna al forno e tagliata di carne arrosto.

D’Oreste Taurasi Docg 2020. Aglianico al 100% le cui uve sono state raccolte tra la metà e la fine di ottobre. Maturazione in legno per 18/24 mesi e poi il vino transita in acciaio. Elevazione in bottiglia per sei mesi. Tasso alcolico di quindici gradi. Prezzo finale di 60,00 euro.

Veste cromatica segnata da un fulgido ed appariscente colore rosso granato. Crogiolo depositario di una moltitudine di sospirosi aromi, che vanno subito all’assalto di un naso molto disponibile ed ansioso di collaborare. Di primo acchito emergono preziosi e performanti afflati di una scorta di tanta buona frutta, come la ciliegia, la prugna secca, la fragola, la carruba, l’uva passa, il gelso nero, la mandorla, il mallo di noce, la scorza d’arancia, il ribes nero ed i mirtilli. Di concerto risaltano poi confortanti e rassicuranti pulsazioni floreali di violetta e di rosa damascena, svolazzi vegetali di eucalipto, timo ed aghi di pino e pregevoli umori speziati di pepe nero, chiodi di garofano, cardamomo e noce moscata. Affascinanti poi gli sbuffi balsamici, mentolati, terrosi, sulfurei, liquiriziosi, tabaccosi ed empireumatici, che vanno a completare così l’ottimo registro olfattivo. Nel frattempo una bocca ampia ed accogliente aspetta il suo turno per ricevere un emancipato e ben focalizzato sorso, il quale si rivela caldo, avvolgente, voluminoso, grasso, espansivo, profondo, incalzante, polposo, strutturato, trascinante, maestoso, caratteriale, contrastato, centrato, morbido, minerale, reattivo, dinamico e tagliente di freschezza. Tannini ancora belli vispi ed intelaiati da una fitta impalcatura. Legno ben dosato. Longevità ancora tutta indenne. Chiusura appagante ed edonistica. Da preferire su un piatto di pasta al ragù e capretto al forno con patate.

Ho assaggiato una triade di ottimi vini rossi irpini, degni rappresentanti di un areale privilegiato e molto vocato alla produzione di eccellenti bottiglie come queste e che sa tesaurizzare al meglio un vasto ed eccezionale patrimonio ampelografico territoriale.

 

Cantina Antonio Molettieri

Castelfranci (Av) – Contrada Baiano

Cell. 348 9383922 – 349 5860935

info@molettieri.euwww.molettieri.eu

Enologo: Sabino Colucci

Ettari vitati: 5 – Bottiglie prodotte: 7.000

Vitigni: Aglianico, Merlot e Coda di Volpe

 

Scheda del 9 gennaio 2026

Cantina Antonio Molettieri a Castelfranci tra Coda di Volpe e Aglianico

ANTONIO MOLETTIERI CASTELFRANCI
Contrada Baiano
www.molettieri.eu
Tel,
348 93 83 922
Ettari: 15 ettari di cui 5 a vigneto
Bottiglie prodotte: 7000
Enologo: Sabino Colucci

La novità è l’arrivo tanto atteso del Taurasi tra le etichette in commercio. La cantina è nata nel 2020 per volontà dei fratelli Sibaldo e Gerardo, ma i Molettieri si occupano di uva e vino da almeno cento anni. Fu allora, infatti, che nonno Felice Gerardo piantò i primi vigneti di aglianico e coda di volpe. Da lui il testimone è passato al figlio, Antonio, che per una vita ha prodotto vino per venderlo sfuso, conferendo le uve rimanenti alle grandi aziende del territorio. Dunque, Sibaldo e Gerardo che vorrebbero un domani lasciare l’attività ai rispettivi figli: Sofia e Antonio (Sibaldo) e Michele e Alissa (Gerardo).  L’obiettivo è la qualità e per raggiungerla si è deciso di puntare su un enologo giovane e di territorio, Sabino Colucci. Nei pressi dell’azienda ci sono ancora le viti centenarie piantate dai nonni. Si produce anche olio.

Vini prodotti
Coda di Volpe, Atipico Campania igt, Badius Irpinia doc, Taurasi docg


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