
di Enrico Malgi
Greco, Greco, Greco e Greco e poi ancora Greco e Greco e Greco e Greco. In tutto sono otto le bottiglie di Greco di Tufo prodotte da Cantine Di Marzo di Ferrante Di Somma con la fattiva collaborazione dell’esperto e bravo enologo Vincenzo Mercurio proprio nel comune di Tufo, che ha dato il nome a questo meraviglioso vino bianco campano. I primi quattro rappresentano i cru Vigna Ortale Riserva, Vigna Serrone Riserva, Vigna Laure Riserva e Vigna Torre Favale Mulino Giardino Riserva, i secondi si riferiscono al Didymos Riserva maturato in anfora ed al Greco base, mentre gli ultimi due sono spumanti metodo classico Anni Venti e 1930. A questi vanno aggiunti poi un’etichetta di Fiano di Avellino, una di un’inedita Falanghina e due bottiglie di rosso: Aglianico Irpinia e Taurasi.
Circa tre settimane fa ho provveduto ad assaggiare e recensire i due spumanti ed i due rossi, mentre stavolta tocca ai restanti otto bianchi.
L’Imbucata Falanghina Biologica Campania Igt 2025. Soltanto Falanghina maturata per sei mesi in acciaio. Tasso alcolico di tredici gradi. Prezzo finale di 12,00 euro. Bottiglie prodotte numero 4.000.
Vino dedicato a Maria Di Marzo. Ecco cosa dice in proposito Ferrante Di Somma: “la donna che dall’Irpinia arrivò a Napoli per sposare Vincenzo di Somma, 13° Principe di Colle e 14° Marchese di Circello. Proprio come questa Falanghina “si imbuca” tra i ranghi del Greco di Tufo, così Maria entrò con eleganza e carattere nella vita della famiglia di Somma a Napoli. Quell’unione avrebbe segnato il destino delle nostre Cantine: quasi un secolo dopo infatti, il nipote, Ferrante di Somma, avrebbe ripreso le redini dell’azienda, ormai in decadenza, trasformando per sempre la storia delle nostre Storiche Cantine. L’Imbucata è il nostro omaggio a lei: alla donna che ha saputo cambiare la nostra storia.”
Dal calice rifulge un colore giallo paglierino giovane e luccicante attraversato da riflessi verdolini. Bouquet intenso ed ottimamente modulato, che sciorina al naso una sfilza di ottimi profumi, a cominciare da quelli fruttati di banana, ananas, mela verde, mandarino e pera spadona. In appresso risaltano respiri di fiori d’arancio, ginestra, pino silvestre, eucalipto e chiodi di garofano. Sorso gradevolmente fine, languido, suadente, tagliente, morbido, sapido, cristallino, dinamico ed armonico. Mentre la bocca a sua volta tasta un gusto raffinato, elegante, aggraziato, leggero, gaudente, citrino, minerale, arrotondato e seducente. Buona la serbevolezza. Chiusura disegnata su toni appaganti. L’ho provato su un piatto di vermicelli a vongole e rustico di pasta sfoglia farcito.
Fiano di Avellino Docg 2025. Fiano in purezza coltivato nel vocato areale di Lapio a 550 metri di altezza. Affinamento in acciaio per sei mesi. Tenore alcolico di tredici gradi. Prezzo finale di 14,00 euro. Bottiglie prodotte numero 5.000.
Alla vista si appalesa un luminoso e limpido colore giallo paglierino. Dal complesso ed interessante bouquet si eleva una cospicua e diffusa percezione di piacevoli aromi, che come incipit trasmettono al naso caratteristiche fragranze fruttate di nocciola, pesca bianca, albicocca, mela golden, clementina ed ananas. Di seguito entrano in gioco gradevoli punteggiature di biancospino, magnolia, tiglio, muschio, cannella e zenzero. In bocca penetra un sorso che conquista le papille gustative attraverso un contatto tattile fresco e glicerico, succoso ed avvolgente, elegante e sapido, scalpitante e costumato, apprezzabile e pervasivo, equilibrato ed armonico, ammaliante e godurioso. Longevità tutta da esplorare. Affondo finale decisamente persistente. Da abbinare ad un risotto ai funghi porcini e mozzarella.
Greco di Tufo Docg 2025. Greco in purezza allevato nelle frazioni di San Paolo e Santa Lucia. Affinamento del vino in acciaio per almeno sei mesi. Tasso alcolico di tredici gradi. Prezzo finale di 14,00 euro.
Nel calice si appalesa uno scenografico e brillante colore giallo paglierino carico. Bouquet intensamente affastellato da doviziosi e variegati profumi di pesca gialla, albicocca, pera williams, mela annurca, pompelmo, mandorla, ginestra, iris, salvia, timo, cannella, chiodi di garofano e parvenze prettamente sulfuree. In bocca esordisce un sorso che comunica al palato sensazioni di grande freschezza, avvolgenza, esplosività, potenza, succosità, morbidezza, rotondità, vitalità, affidabilità e schiettezza. Da parte sua la finezza palatale risulta corroborante, balsamica, goliardica, stimolante, caratteriale, sfarzosa, scattante, tonica, solida e vibrante. Potenzialità di serbevolezza a lungo raggio. Scatto finale epicureo. Da preferire su un piatto di linguine ai frutti di mare e carne bianca.
Adesso veniamo alla composizione dei cinque cru e la loro collocazione, che si rifà alla cosiddetta “zonazione” o “microzona”, cioè lo studio di una particolare area di produzione vinicola per determinare l’impatto dei diversi aspetti microclimatici e pedologici sulla qualità delle uve e dei vini che si ricavano. Tutto questo è nato sulla scorta di quanto accaduto in Francia a metà 800, quando si comprese l’importanza del terroir per la qualità dei vini prodotti nelle più importanti aree vinicole, come il Bordolese, la Champagne e la Borgogna.
Vigna Serrone Greco di Tufo Riserva Docg 2023. Viti allevate nella frazione Santa Lucia di Tufo a 450 metri di altezza. Maturazione in acciaio per nove mesi e poi elevazione in vetro per un anno. Alcolicità di tredici gradi. Prezzo finale di 21,50 euro. Bottiglie prodotte numero 5.000.
Veste cromatica costellata da una splendida tonalità di un giallo dorato, tanto da abbagliare gli occhi. Spettro aromatico geloso custode di un dovizioso appeal olfattivo, che svela al naso orgogliosi afflati di pesca gialla, mela cotogna, albicocca, pera kaiser, melone bianco, gelsomino, fieno, anice, curry, zafferano e chiodi di garofano. Immancabili poi gli buffi sulfurei. Impatto del sorso sulla lingua tagliente di freschezza come lama di coltello, perché il Greco, come è noto, possiede un’elevata acidità. Avvolgenza, affidabilità, grassezza, rotondità, reattività, sapidità, equilibrio, eleganza, dinamicità e frutteria sono gli altri atout che il Greco mette sul tavolo con malcelata nonchalance. Longevità senza limiti. Retroaroma impagabile. Da associare ad un risotto alla pescatora e formaggi freschi.
Vigna Ortale Greco di Tufo Riserva Docg 2023. Uve provenienti sempre dall’areale di Santa Lucia. Tutto uguale a Vigna Serrone, compreso il prezzo finale.
Nel calice occhieggia un inevitabile colore giallo paglierino sempre molto carico. Crogiolo depositario di un ampio corollario di sensibili fragranze, le quali debuttano sulla scena innescando sontuosi e credibili afflati fruttati, floreali, vegetali e speziati di ottimo livello. Nelle more si percepiscono gradevoli umori di mela golden, pera williams, mandorla, papaia, frutto della passione, magnolia, giglio, erbe aromatiche, chiodi di garofano e zenzero, In bocca esordisce un sorso molto fresco, accattivante, minerale, ammaliante, aggraziato, vivace, pingue, rotondo, glicerico, masticabile e stimolante. Siamo appena all’inizio di un lungo percorso. Allungo finale composito e persistente. Testato su un piatto di pasta e ceci e per secondo prosciutto crudo e mozzarella pestana.
Vigna Laure Greco di Tufo Riserva Docg 2023. Greco allevato nella frazione di San Paolo a 350 metri di altezza. Il resto tutto uguale alle due precedenti bottiglie. Pezzi numero 5.000. Vino vincitore di Tre Bicchieri Gambero Rosso 2026.
Nel calice si staglia un luminoso colore giallo paglierino carico riverberato di spicchi dorati. Piglio olfattivo portatore di intensi, nobili e versatili accrediti, riccamente affastellati da gioiose rimembranze di mela annurca, pesca bianca, clementina, mandorla, ananas, mimosa, magnolia, acacia, caprifoglio e citronella. Proposizioni di zafferano, miele di acacia, cera d’api e tratti sulfurei vanno a completare poi tutto l’ottimo quadro aromatico. Sorso voluminoso e quasi arrogante, tanto da occupare seduta stante tutto il cavo orale. In appresso vengono intercettate captazioni succose, acide, morbide, sapide, raffinate, palpitanti, ficcanti, essenziali e dotate poi di un’ottima struttura. Longevità a lungo raggio. Vino accoppiato con un piatto di riso e patate e poi con un piatto di carne di pollo impanata con contorno di peperoni arrostiti.
Vigna Torre Favale Mulino Giardino Greco di Tufo Riserva Docg 2022. Greco coltivato a Tufo. Affinamento in acciaio per nove mesi. Elevazione in boccia per un anno e mezzo. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale di 21,50 euro. Bottiglie prodotte numero 4.000.
Nel calice appare alla vista uno scenografico, luminoso e canonico colore dorato. Dal poliedrico e ben dotato bouquet emerge una complessa e molteplice composizione di gradevoli profumi. La primogenitura è ovviamente di pertinenza di intrecci fruttati di pesca gialla, albicocca, pera spadona, pompelmo, lime, mandorla ed ananas. Di concerto al naso si approcciano poi voluttuose fragranze di ginestra, mimosa, tiglio, salvia, citronella, cannella, curry e parvenze prettamente sulfuree. Appena entrato in bocca il sorso trova subito lo slancio per affermare la sua indiscussa preminenza, attraverso una miriade di compiacenti svolazzi di freschezza, esplosività, intensità, potenza, succosità, morbidezza, rotondità, vitalità, affidabilità, armonia, equilibrio e sapidità. Longevità a lunga scadenza. Scatto finale totalmente appagante. Testato su un piatto di pasta e fagioli e pollo in salsa gialla con vari contorni.
Didymos Greco di Tufo Riserva Docg 2022. Vigna allevata nella frazione San Paolo. Vinificazione in anfora e macerazione per un mese. Affinamento per un anno sempre in anfora. Sosta in bottiglia per 30 mesi. Gradazione alcolica di dodici e mezzo.
Prezzo finale di 30,00 euro. Bottiglie prodotte soltanto 800.
Ferrante Di Somma ha dedicato questa bottiglia ai suoi due figli gemelli (Didymos in greco).
Tipicamente sfolgorante ed appariscente la tonalità aurea che si scorge nel calice. Gamma aromatica apportatrice di tanta buona roba. In primis risalta una scorta fruttata di pesca bianca, pera coscia, mela fuji, mandorla, nespola, pompelmo e papaya, a cui seguono umori floreali e vegetali di giaggiolo, magnolia, caprifoglio e salvia, agganciati poi a costumanze speziate di zenzero e di chiodi di garofano. Il tutto piacevolmente scortato dalle immancabili percezioni sulfuree e minerali. In bocca fa il suo ingresso un sorso che fa dell’acidità il suo cavallo di battaglia, in modo tale da sviluppare una fresca e godibile beva. Tensione palatale morbida, sapida, armonica, pulita, affascinante, stimolante, agrumata, strutturata, grassa, sensuale, leggiadra, dinamica e perfettamente equilibrata. Resterà in sella ancora per molti anni. Fraseggio finale persistente, godibile e leggermente ammandorlato. L’ho accompagnato ad un piatto di pasta e lenticchie e salmone affumicato con contorno.
Una straordinaria batteria di vini bianchi irpini, in cui il Greco di Tufo possiede la capacità di coinvolgere tutti i sensi. Un vino questo caratterizzato da un respiro decisamente internazionale, acclarato anche dall’impiego della tipica bottiglia renana o alsaziana, così alta e slanciata, che viene usata solitamente per il Riesling, il Gewurztraminer, il Muscat, il Pinot Blanc, ed il Pinot Gris.
Cantine Di Marzo 1647
Tufo (Av) – Via Gaetano Di Marzo, 2
Tel. 0825 998022 – Fax 0825 998383
info@cantinedimarzo.it – www.cantinedimarzo.it
Enologo: Vincenzo Mercurio
Ettari vitati: 20 – Bottiglie prodotte: 130.000
Vitigni: Aglianico, Greco e Fiano.
Scheda del 10 giugno 2026
di Enrico Malgi
Ormai sono abituato, con mio sommo piacere ovviamente, a degustare e recensire a turno molte bottiglie della stessa azienda vitivinicola. Questa volta si tratta di dodici etichette di Cantine Di Marzo di Tufo di proprietà di Ferrante Di Somma, coadiuvato dall’esperto e bravo enologo Vincenzo Mercurio.
Come di consueto ho pensato bene di dividere in due parti i report: prima una coppia di spumanti ed un’altra di vini rossi e poi successivamente i bianchi.
1930 Vino Spumante di Qualità Brut Nature Metodo Classico Millesimo 2022. Soltanto Greco di Tufo allevato a Laure, frazione di San Paolo. Rifermentazione in bottiglia sui lieviti per un anno e mezzo e poi sosta per quattro mesi in cantina dopo la sboccatura avvenuta a maggio 2025. Tasso alcolico di tredici gradi. Prezzo finale di 25,00 euro. Bottiglie prodotte 4.000
Nel calice occhieggia un attraente e brillante colore giallo paglierino schizzato di riflessi dorati. Coltre di spuma particolarmente spessa e vaporosa, che incorona un coreografico perlage doviziosamente dotato di minuscole, numerose e persistenti bollicine ascensionali. Da parte sua il bouquet risulta abbondantemente ricamato da molteplici profumi, che ricordano nell’ordine la frutteria di pesca bianca, mela renetta, pera spadona, fichi, clementina e mandorle, insieme a gradevoli costumanze di lavanda, glicine, erbe aromatiche, parvenze speziate, burro fuso, miele di acacia e pasticceria secca. In bocca penetra un sorso petillant, decisamente secco (il residuo zuccherino non supera i tre grammi per litro), rinfrescante, seducente, sfaccettato, delicato, sapido, avviluppante, cremoso, elegante e gioioso. Contatto palatale succoso, agile, spigliato, arioso, gioioso e leggiadro. Chiosa finale arrotondata ed edonistica. Perfetto su un risotto alla pescatora e frittura di pesce.
Anni Venti Spumante Riserva Extra Brut Greco di Tufo Docg Metodo Classico Millesimo 2020. Uve di Greco sempre provenienti dalla frazione Laure di San Paolo. Contatto con i lieviti in bottiglia per 48 mesi. Sboccatura a gennaio 2026. Quattro i mesi di sosta in cantina. Tenore alcolico di tredici gradi. Prezzo finale di 32,00 euro. Bottiglie prodotte 2.980.
Alla vista si manifesta un goliardico ed affascinante colore giallo paglierino carico, accompagnato da conturbanti luccichii dorati. Spuma soffice, compatta e voluminosa, che fa pendant con un variegato e fine perlage, ricco com’è di bollicine sottili, molteplici e durature. Un espressivo e ben modulato bouquet va subito all’attacco di un naso consenziente e molto disponibile, estraendo dal suo prestigioso cilindro in primis pregevoli profumi fruttati di pera kaiser, melone bianco, albicocca, mela verde, pompelmo e piccole bacche del sottobosco. In appresso si materializzano coriandoli floreali di bianco vestiti, gentili nuances vegetali e svolazzi speziati. Il palato viene subito investito da un sorso abbastanza secco (residuo zuccherino intorno ai sei grammi per litro), brioso, acido, delicato, delizioso, divertente, affusolato, aromatico, sapido, rotondo, cremoso, plastico, elegante e dinamico. Fraseggio finale molto gradevole e rinfrescante. Ottimo su un risotto ai frutti di mare e mozzarella.
Irpinia Aglianico Dop 2021. Aglianico in purezza allevato presso la frazione Santa Lucia di Tufo. Maturazione in barriques per sei mesi e poi elevazione in vetro per quattro mesi. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale di 14,00 euro.
Veste cromatica segnata da una sfavillante tonalità di rosso rubino concentrato, quasi granato. Spettro aromatico depositario di voluttuose, esplosive e poliedriche fragranze di amarena, prugna secca, uva passa, scorza d’arancia, lamponi, ribes, mirtilli, gelso nero, rosa damascena, violetta, sospiri di macchia mediterranea e giocosità speziate. Gradevoli poi gli afflati terziari di incenso, china, tabacco, liquirizia, cuoio, resina, caffè torrefatto e cioccolato fondente. L’impatto del sorso sulla lingua comunica subito intense percezioni tattili austere, corpose, potenti, strutturate, complesse, scalpitanti, materiche, carnose, esuberanti e pimpanti. Impalcatura tannica solida e performante. Legno molto collaborativo. Espansione palatale balsamica, rotonda, glicerica, ammaliante, raffinata, fine, intrigante, seducente, scattante, infiltrante, dinamica e ben ritmata. Ancora intatta la potenzialità di serbevolezza. Allungo finale persistente e godibile. Perfetto l’abbinamento con su un piatto di pasta al ragù e tagliata di carne arrosto.
Taurasi Docg 2019. Aglianico al 100% coltivato a Luogosano e Montemarano. Maturazione in tonneaux e barriques almeno per un anno. Affinamento in boccia per un altro anno. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale di 30,00 euro. Bottiglie prodotte 6.000.
Livrea disegnata da uno scintillante colore rosso granato. Dal sontuoso ed ampio crogiolo si sprigionano intriganti e coinvolgenti aromi di ciliegia, susina nera, carruba, fragola, cassis, violetta, genziana, spunti vegetali di eucalipto, salvia e timo, cadenze speziate di noce moscata, chiodi di garofano, pepe nero, cannella, curry e zenzero ed afflati terziari di mandorla tostata, caucciù, caramello, cacao, grafite e goudron. Approccio palatale austero, potente, vibrante, materico, strutturato, complesso, incisivo, consistente, equilibrato, dinamico e connotato da un ottimo bonus di freschezza. Sorso avvolgente, polposo, voluminoso, morbido, espansivo, balsamico, infiltrante, profondo, viscerale e sanguigno. Tannini ancora integri, ma piacevoli. Legno quasi del tutto digerito. Resterà in sella ancora per un altro lustro come minimo. Affondo finale persistente ed edonistico. Da consumare su un piatto di lasagna e capretto al forno con patate e sarà sicuramente un successo.
Davvero una magistrale degustazione ha caratterizzato queste quattro bottiglie di Cantine Di Marzo. D’altronde non c’erano dubbi, perché sapevo in anticipo che mi potevo fidare ciecamente, visto che nel tempo ho più volte sperimentato questi vini aziendali insieme a tutti gli altri. Ferrante Di Somma, proprietario, e Vincenzo Mercurio, enologo, formano poi una coppia inossidabile e perfettamente coesa.
Cantine Di Marzo
Tufo (Av) – Via Gaetano Di Marzo, 2
Tel. 0825 998022 – Fax 0825 998383
info@cantinedimarzo.it – www.cantinedimarzo.it
Enologo: Vincenzo Mercurio
Ettari vitati: 20 – Bottiglie prodotte: 130.000
Vitigni: Aglianico, Greco e Fiano.
Scheda del 23 febbraio 2026
Cantine Di Marzo a Tufo, alle origini del Greco di Tufo
CANTINE DI MARZO
TUFO
Strada Statale 371,
Tel. 0825 998022
www.cantinedimarzo.it
Ettari: 21 di proprietà
Bottiglie prodotte: 160mila
Enologo: Vincenzo Mercurio
Prima vendemmia: 1833
Da sempre intimamente legata al Greco, l’azienda si sviluppa all’inizio dell’800 contestualmente allo sfruttamento delle miniere di tufo, da cui il paese prende il nome e il vino l’odore. In questa area ristretta, fatta di colline avvolte dal freddo e dalla nebbia, un saliscendi infinito di curve a gomito fra Avellino e Benevento lungo la valle del fiume Sabato, il Greco ha trovato la sua naturale vocazione nel territorio di otto comuni irpini. Nel 1970 la doc, nel 1993 la docg che prevede un taglio del 15% di coda di volpe. La leggenda racconta che nel lontano 1647 Scipione di Marzo, capostipite della famiglia, lasciò il paese natale di San Paolo Belsito, vicino Nola, per sfuggire alla peste che imperversava in Europa, rifugiandosi a Tufo. La tradizione vuole che portò con sè l’uva di un antico vitigno diffuso sulla costa Campana, chiamato Greco di Nola. Nel corso dei secoli, l’uva si adattò perfettamente alle colline di Tufo col loro sottosuolo unico, ricco di minerali, in particolar modo zolfo, che conferisce al vino la sua particolare mineralità. Scipione di Marzo quindi viene comunemente considerato come il creatore del famoso Greco di Tufo. Nel 1648 cominciò la costruzione del Palazzo, che ingloba l’antica cinta muraria del paese, e delle storiche cantine. All’attività vinicola della famiglia, si aggiunse presto la produzione di zolfo, grazie alla scoperta nel 1866 di un ricco giacimento di questo minerale proprio lungo il fiume Sabato. Tufo divenne un importantissimo centro minerario
Cantine di Marzo è sempre stato il portabandiera di questo vino nell’era post metanolo, prima come Filippo Di Somma con la storia familiare che risale appunto al’600, e adesso con il figlio Ferrante si è accentuato l’interesse verso la qualità assoluta dei prodotti producendo spumanti da Greco molto interessanti sino a tre cru registrati nel 2015 nell’ambito di un primo piano di zonazione scientifico portato avanti in collaborazione con Vincenzo Mercurio, non nuovo a queste cineserie produttive. Dal 2016 Ferrante Di Somma ha lanciato i suoi tre cru di Greco di Tufo, una piccola grande rivoluzione nel mondo vitivinicolo irpino dove, nonostante la vocazione del territorio, queste scelte si contano sulle dita delle mani. I vigneti più rappresentativi delle Cantine di Marzo vengono vendemmiati e vinificati separatamente, per esprimere in maniera intrigante ed originale le peculiarità proprie del territorio di Tufo. Lavorando poi sul monovarietale, questa scelta diventa ancora più estrema e difficile da portare avanti con conseguenza. Da non dimenticare il base e gli spumanti da Metodo Classico, sempre da Greco, davvero fantastici. La gamma è completata dal Fiano e dall’Aglianico. La visita alla cantina è una delle esperienze più belle che si possano fare in Irpinia. Tra le novità di quets’anno, un Greco del 2021 lavorato in anfora e una nuova etichetta, sempre di Greco.
Vini prodotti
Greco di Tufo docg, Didymos Greco di Tufo docg, Vigna Serrone Greco di Tufo Riserva docg, Vigna Ortale Greco di Tufo Riserva docg, Vigna Laure Greco di Tufo Riserva docg, Fiano di Avellino docg, Irpinia Aglianico doc, Taurasi docg, Spumante Anni Venti, Spumante 1930