
di Enrico Malgi
E’ passato più di un secolo dalla fondazione di Cantine Iannella 1920 di Torrecuso, avvenuta appunto nel 1920. Le attuali titolari aziendali sono Maria Fusco e sua figlia Mariantonietta Iannella, che rappresentano la quarta e la quinta generazione familiare. Vitigni posizionati a 420 metri di altezza nel cuore del Parco Regionale del Taburno Camposauro, territorio questo molto vocato ad una viticoltura di alta qualità.
Sono quattro le bottiglie di vino che ho assaggiato: due di bianco, una di spumante bianco ed una di rosso
Niè Bianco Campania Igt 2023. Si tratta di un composito blend in parti uguali di Fiano, Falanghina e Greco. Uve raccolte a metà ottobre. Maturazione in acciaio per cinque mesi e poi affinamento in vetro. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale di 19,00 euro.
Nel calice si scorge un luminoso, accattivante e classico colore giallo paglierino. Dal capillare e variegato bouquet un naso risoluto ed indagatore attinge numerosi e pluralistici profumi, che vanno ad allietare le narici attraverso gradevoli percezioni olfattive di pesca bianca, albicocca, mela annurca, pera williams, melone bianco, nocciole, pompelmo, banana, mandorla, biancospino, ginestra, erbe aromatiche e parcelle speziate. In bocca penetra un sorso gradevolmente fresco e succoso, morbido e sapido, seducente e raffinato, aggraziato e leggiadro, coinvolgente e fruttato e dotato di una purezza gustativa tipicamente mediterranea. Contatto palatale costumato, arrotondato, soave, elegante, cristallino, scattante, stimolante, intrigante, ammaliante, arioso e comunicativo. Potenzialità di serbevolezza tutta da scoprire. Affondo finale decisamente lungo ed appagante. Da provare in abbinamento con un classico piatto di vermicelli a vongole e latticini freschi.
Intus Falanghina Benevento Igp. Falanghina in purezza vendemmiata ad inizio di ottobre. Maturazione ed affinamento per complessivi quatto anni in anfora e boccia. Tasso alcolico di tredici gradi. Prezzo finale di 39.00 euro. Bottiglie prodotte numero 900.
Alla vista si appalesa un sontuoso colore giallo paglierino intenso. gioviale e tendente al dorato. Spettro aromatico intriso di calibrati, eclettici e spiccati profumi di tanta buona roba, che un naso perfettamente in forma riesce a decodificare pazientemente. E così il vino si dipana in un sapiente racconto, che rimembra pregevoli e promiscui aromi di mela golden, pera abate, melone bianco, banana, ananas, agrumi canditi, fiori di limone, glicine, aghi di pino, eucalipto chiodi di garofano e miele di acacia. In bocca esordisce un sorso asciutto, primordiale, profondo, verace, fine, aggraziato, plastico, balsamico, glicerico, sapido, succoso ed elegante. L’ottima spalla acida risulta integra e funzionale, tanto da determinare una ventata di gradevole freschezza che alita per tutto il cavo orale. Cotè stuzzicante, cristallino, armonico, reattivo, vibrante, scattante e dinamico. Tensione gustativa ben ritmata, affascinante e tonica. Avrà sicuramente ancora molti anni davanti a sé. Fraseggio finale appagante e persistente. Perfetto il matrimonio con un piatto di risotto alla pescatora e formaggi erborinati.
Euforia Falanghina del Sannio Dop Vino Spumante Extra Dry. Metodo Martinotti. Falanghina al 100%, le cui uve sono state raccolte ad inizio di settembre. Presa di spuma in autoclave. Tenore alcolico di dodici gradi. Prezzo finale di 19,00 euro.
Nel calice sfavilla un bel colore giallo paglierino vivido. Coltre di schiuma alta e compatta, mentre il perlage va a formare una gioiosa catena di piccole bolle ascensionali abbastanza numerose ed intraprendenti. Bouquet portatore di un’ottima gamma di profumi, che ricordano la mela verde, la pesca bianca, la susina gialla, la pera spadona, il lime, l’ananas, le piccole drupe del sottobosco, il giglio, la lavanda, il mughetto, il glicine, il timo, la salvia e sfaccettature speziate. Approccio palatale brioso, fragrante, immediato, fresco, fruttato, godibile, affidabile, plastico, beverino e non molto secco a causa del residuo zuccherino che si aggira intorno ai 15-20 grammi per litro per questa categoria Extra Dry. Sorso sapido, cristallino, spigliato, leggero, suadente, educato, succoso, delicato, morbido, affusolato, compiacente e collaborativo. Chiusura su toni molto deliziosi. Ho testato questo spumante su un piatto di pasta e cavolfiore ed alici fritte e spinate ed ha fatto sicuramente una bella figura.
1920 Aglianico del Taburno Docg 2018. Soltanto Aglianico vendemmiato ad inizio di novembre. Affinamento in barriques di rovere francese ed americano per due anni e poi elevazione in bottiglia per un anno. Gradazione alcolica di quattordici e mezzo. Prezzo finale di 49.00 euro.
Livrea disegnata da un solare cromatismo perfettamente granato. Pregevoli le multiformi sensazioni olfattive, che rimembrano al naso inconfondibili ed affastellati aromi di ciliegia, prugna secca, mandorla tostata, uva passa, ribes, mirtilli, more, petali di rosa, violetta, sussurri di macchia mediterranea e respiri speziati di noce moscata, pepe nero, chiodi di garofano e zenzero. In fondo risaltano anche spunti terziari di cioccolato fondente, cacao, caffè torrefatto, liquirizia, tabacco essiccato, china, grafite, cuoio, resina, incenso e goudron. Frutto bello maturo e polposo. Sorso penetrante, intenso, robusto ed orgoglioso, che si insinua repentinamente in bocca, trasmettendo percezioni tattili infuocate, carnose, opulente, grintose, austere, esuberanti, energiche, sanguigne, strutturate, complesse e vibranti, ma nel contempo rilascia anche sensazioni taglienti di freschezza, gliceriche, balsamiche, avvolgenti, arrotondate e minerali. Trama tannica perfetta, che dissimula la propria forza attraverso sembianze affusolate ed aggraziate. Uso del legno molto provvido. Zenit ancora lontano. Chiusura decisamente generosa. Ho provato questo straordinario vino su un piatto di ravioli farciti di carne al ragù e capretto al forno con contorno di piselli e carote ed è stato senz’altro un ottimo partner.
Un meraviglioso vino davvero questo Aglianico del Taburno 1920, che rivaleggia a pieno titolo col suo omonimo Taurasi irpino, col quale condivide, a parte le stesse uve di Aglianico, la massima denominazione Docg della Campania. Ma anche gli altri vini assaggiati di Cantine Iannella non sono da meno per quanto concerne l’alto livello di qualità espresso ed in cui spicca senz’altro la Falanghina vero marker prettamente territoriale, che proprio nel Sannio ha trovato il suo habitat ideale.
Cantine Iannella 1920
Torrecuso (Bn) – Via Tora
Tel. 0824 872392
accoglienza@cantineiannella.it – www.cantineiannella.it
Enologo: Ernesto Buono
Ettari vitati: 10 – Bottiglie prodotte: 200.000
Vitigni: Aglianico, Piedirosso, Falanghina, Coda di Volpe e Moscato.
Scheda del 7 febbraio 2026
CANTINE IANNELLA a TORRECUSO
Tel. 0824.872 392
www.cantineiannella.it
Ettari: 10
Bottiglie prodotte: 100.000
Prima vendemmia etichettata: 1920
Enologo: Ernesto Buono
Azienda dalla storia ultrasecolare che con l’ingresso di Nietta Iannella sta virando molto verso l’ospitalità, intercettando una fascia sempre più consistente di estimatori giovanili. La bella struttura, con un accogliente bottaia, ospita eventi musicali, incontri di lettura e tanti altri appuntamenti il cui protagonista principale è sempre il vino. A completare l’offerta anche una suggestiva proposta di accoglienza enoturistica, con la possibilità di fruire delle quattro moderne camere che sono state realizzate nel piano superiore della cantina. Camere dotate di ogni comfort e tutte con ampie terrazze da cui poter ammirare il meraviglioso paesaggio vitato delle colline torrecusane. In realtà l’approdo di Nietta alla gestione dell’azienda di famiglia, per affiancare mamma Maria, non è stato di quelli semplici, collegato alla prematura scomparsa di papà Antonio, colui che sul finire del Novecento aveva impresso una decisa sterzata alla storia enologica di famiglia, avviata nel 1920 dal nonno Giovanni Iannella, che diede vita ad una delle prime cantine della Campania. La produzione all’avvio dell’attività della nuova cantina era dedicata esclusivamente alla lavorazione delle storiche varietà del Taburno, l’Aglianico e la Coda di Volpe, a cui ben presto si aggiunsero Falanghina e Piedirosso. Una scelta che contraddistingue ancora la produzione attuale, che viene seguita in cantina dall’enologo Ernesto Buono.
Vini Prodotti
Campania Igt Rosso 2020, Aglianico del Taburno Docg Riserva Don Nicola, Aglianico del Taburno Docg Rosso 1920, Aglianico del Taburno Docg Rosso, Sannio Doc Piedirosso, Aglianico del Taburno Docg Rosato, Campania Igt Bianco Niè, Falanghina del Sannio Doc Taburno, Sannio Doc Taburno Coda di volpe, Falanghina del Sannio Doc Spumante Extra Dry Euforia, Sannio Doc Spumante Demi sec Fior di Moscato
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