
di Enrico Malgi
Storie di vino, storie di famiglia, storie di territorio e storie di un successo annunciato. Come si legge nelle note aziendali “Casa Setaro nasce dal desiderio dei coniugi Massimo e Mariarosaria, vignaioli a Trecase (Na), di continuare l’attività svolta dai rispettivi genitori tra le vigne del Parco Nazionale del Vesuvio”, dove su un terreno di natura vulcanica sono allevate specie varietali autoctone a piedefranco. Il padre di Massimo, Vincenzo, soleva ripetere che “Se si rispetta e si ama la terra, essa saprà ricompensarti”. E proprio questo insegnamento ha sempre indirizzato le scelte aziendali, tanto da raggiungere in poco tempo apprezzabili risultati in termini di qualità, di marketing e di gratificazioni.
All’ultima edizione di Radici del Sud Casa Setaro ha ottenuto due riconoscimenti, entrambi da parte della giuria dei giornalisti: il primo posto assoluto nella categoria degli Spumanti Bianchi son il Caprettone Spumante Brut Metodo Classico 2013 ed il terzo posto nella categoria del Gruppo Misto Vini Rossi del Sud con il Don Vincenzo Lacryma Christi Doc 2013, dedicato al papà di Massimo.
Il Caprettone Spumante 2013 Brut ha fermentato per una ventina di giorni. Presa di spuma dopo sei mesi, sosta di trenta mesi sui lieviti ed affinamento per un anno in bottiglia. Il tasso alcolico è di dodici gradi e mezzo. Prezzo finale di 15,00 euro.
Premetto che ci vuole un bel coraggio a spumantizzare il caprettone, che notoriamente non possiede un’acidità molto elevata. Ma nel complesso ho comunque riscontrato un ottimo prodotto, perché il bravo enologo aziendale Carmine Valentino ha saputo interpretare nel migliore dei modi questo spumante, dandogli un’impronta personale e anticipando la raccolta delle uve. Spuma densa e compatta. Colore giallo paglierino, con riflessi luminosi. Perlage abbastanza fine e persistente nel bicchiere. Naso subito allertato da aromi fruttati di agrumi, di albicocche, di susine e di frutta secca. In appresso le narici aspirano profumi di ginestra, di erba mediterranea e di crosta di pane. In bocca il sorso si appalesa effervescente, fresco, scorrevole, sapido, minerale, sulfureo, elegante, armonico, equilibrato e strutturato. Retrogusto leggermente affumicato e sicuramente appagante. Da spendere su piatti di pesce, crostacei e formaggi freschi.
Il Don Vincenzo Lacryma Christi Doc 2013 è frutto del classico blend territoriale di piedirosso all’85% e saldo di aglianico. Dopo la fermentazione il vino matura per due anni in tonneau di rovere francese e si affina in vetro per altri sei mesi. Il tenore alcolico raggiunge i quattordici gradi. Il prezzo della bottiglia in enoteca è di 15,00 euro.
Espressivo e vitale il luccicante colore rubino che si nota nel bicchiere. La gamma olfattiva mette subito in rilievo una fierezza aromatica connotata da odorose sensazioni di piccoli frutti rossi del sottobosco e/o di prugna, di ciliegie e di geranio. Pregiate sfumature terziarie di caffé, di tabacco, di mentolo e di balsamo, associate a credenziali speziate di rimembranze orientali vanno a stuzzicare le narici. Il sorso plana sulla lingua morbido, fresco, elegante e delicatamente tannico. Percezioni terrose e ferrose. Timbro minerale. Accelerazione finale fascinosa e persistente. Da abbinare a piatti di pasta al sugo, carne arrosto e formaggi semistagionati. Prosit!
Sede a Trecase (Na) – Via Bosco del Monaco, 34
Tel e Fax 081 8628956 – info@casasetato.it – www.casasetaro.it
Enologo: Carmine Valentino
Ettari vitati: 10 – Bottiglie prodotte: 50.000
Vitigni: aglianico, piedirosso, falanghina e caprettone
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