
Lo so, dobbiamo essere contenti. Nessun figlio avrebbe potuto darci più soddisfazione. E se in tanti, tantissimi, ti chiedono che questo figlio torni a casa, dobbiamo avere la capacità – e l’umiltà – di ripercorrere i nostri passi. Anche se questo ci comporta più fatica, più ansie, e ci fa apparire persone pervase da molti dubbi e poche certezze. Ma ci consoliamo con Cartesio e Voltaire e il loro elogio del dubbio.
Questo l’antefatto. La notizia è che torna in Castello delle Femmine e, a marzo, tornerà anche il Fontanavigna. Avevamo deciso di cambiare registro, una scelta di vita, una nuova filosofia aziendale e in queste ore stiamo cercando di capire come coniugare le nostre esigenze col ritorno di questi vini, amatissimi dal nostro pubblico, considerati quasi “necessari” da alcuni fedelissimi, che con dolore avevamo deciso di non produrre più. Ma è stato talmente tanto l’affetto, gli attestati di stima e le pressioni del nostro pubblico che ne abbiamo deciso il ritorno. Il 2016 del Castello delle Femmine è già in bottiglia, è più buono del solito perché lo abbiamo tenuto in affinamento due anni, il Fontanavigna ha appena terminato la fermentazione e si presenta in ottima forma. Ne produrremo sicuramente meno di prima perché vogliamo mantenere la piccola dimensione artigianale che abbiamo deciso di darci ma con lo stesso amore, la stessa passione e lo stesso impegno che ci hanno portato fin qui. Avevamo preannunciato che il 2018 sarebbe stato un anno “sabbatico” di passaggio, di riflessione su tante cose, sulla comunicazione, sulla visibilità, sulla produzione stessa e così è stato. Il primo risultato del nostro impegno (perché interrogarsi non è attività oziosa ma creativa) è stato il ritorno delle nostre due creature. Vedremo il seguito. Intanto auguriamo tanto buon vino agli amici che ci hanno sostenuto (e indotto) in questa scelta.
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