
di Raffaele Mosca
Un Barolo puro, schietto, fluido, scorrevole e facilmente abbinabile già in questa fase, perché libero dalla gabbia dei legni d’affinamento – molto marcanti in alcuni Baroli giovani – e nel contempo privo delle imprecisioni tipiche di altre referenze prodotte seguendo lo stesso approccio non interventista.
È figlio del Cru Bricco Boschis di Castiglione Falletto, che sta più meno al centro della Docg Barolo, e mette insieme la finezza, l’immediatezza fruttata e floreale del settore di Barolo e La Morra – anche detto “tortoniano, dalla matrice geologica dei suoli – con l’austerità boschiva e sanguigna di Monforte e Serralunga. Non è altro che uno splendido succo di mirtilli e giuggiole con un pizzico di pastiglia alla viola e qualche refolo di liquirizia, humus e ghisa; sfodera un tannino sontuoso, infiltrante, ma senza macchia, che dà sostegno a una progressione d’ineccepibile equilibrio ed universale piacevolezza.
L’abbiamo bevuto con il controfiletto di manzo con lardo di cinta senese di Taverna Volpetti a Roma, un’insegna “fuori dai soliti giri” sulla quale mi riprometto di scrivere qualcosa a breve.
Prezzo: sui 70 euro
Dai un'occhiata anche a:
- Mandrella, il nuovo vino della Cataldi Madonna che unisce memoria e futuro
- Kallmet, il vitigno che racconta il nord dell’Albania | Mrizi i Zanave Venari
- Cantina Palmieri Domus Vinaria Pontelatone
- Danieli, Bassano del Grappa: la visione contemporanea dei fratelli Miotti tra memoria e futuro
- Il Catarratto Arbëreshë, viaggio alla scoperta del grande bianco siciliano
- Loredana Passariello è la prima donna a vincere il Campionato di Las Vegas
- Pazziella Capri, l’arte dell’accoglienza mediterranea
- Ettore Sammarco a Ravello si avvicina alle novanta candeline con una verticale del suo bianco più famoso, il Vigna Grotta Piana