
Le cantine dei locali di tradizione sono un po’ come le sciare dell’Etna, vecchie bottiglie ci raccontano di un’epoca andata. Ora il bianco di chiama C’eragià, ma la bottiglia che Massimo nel ristorante di Parco Statella è a Randazzo ci tira fuori è semplicemente uno Chardonnay le cui viti sono state piantate nel 2000 dal precedente proprietario da cui poi è stata acquistata entrando nella Tenuta Tascante di Tasca d’Almerita. Si dice che le uve internazionali non siano identitarie, le teorie si incrociano. Io vi posso solo dire che è stata una grandissima bevuta: il suolo vulcanico fa bene anche allo Chardonnay come ben sanno gli appassionati della NapaValley. Toni agrumati, note balsamiche e chiusura pulita, precisa, interminabile, lievemente amara che chiude la beva in modo affascinante. Un grandissimo bianco etneo da collezione.
Dai un'occhiata anche a:
- Casavecchia e Pallagrello anteprima 2026, quando il territorio sceglie di crescere
- Poggio Severo: il nuovo Brunello di Montalcino della Famiglia Lisini
- Rosato, il riscatto passa dal Vesuvio: ad Acerra la sfida con la pizza d’autore
- Cantina Palmieri Domus Vinaria Pontelatone
- Vini Bianchi, Rosati e Spumante Azienda Vinicola Cantele – Nuove annate
- Milano Pizza WEEK, IL PROGRAMMA DEL 16 LUGLIO
- Campania Stories 2026: I Vini Rossi e le Visite in Cantina
- Super Tuscan in terra di Falerno? Sì. La risposta è nei calici