
di Emanuela Sorrentino
Le nuove professioni legate alla valorizzazione della cucina italiana sono in crescita. E i social ricoprono un ruolo importante nella loro diffusione. Reale e virtuale ma alla base deve esserci sempre l’abilità, la capacità di saper lavorare in squadra e il restare con i piedi per terra. Lo sa bene Mario Sorrentino, 32 anni, chef privato originario di Torre del Greco. Una laurea in Economia e una passione smisurata per i fornelli, le materie prime, l’identità del territorio e la stagionalità dei prodotti. Balzato agli onori della cronaca per le collaborazioni con personaggi del mondo dello spettacolo, influencer, attrici e sportivi, da Giulia De Lellis alle sorelle Rodriguez, fino a noti calciatori come Gigio Donnarumma.
Un volto rassicurante, il sorriso appena accennato, padre medico otorino, mamma dirigente della Siae, Mario guida ormai una squadra di sette ragazzi che seguono a loro volta i clienti, molti dei quali diventati poi amici.
Su tutti c’è la sua supervisione, fatta di passeggiate al mercato e al porto di Torre del Greco, dal macellaio e all’ortofrutta di fiducia. Tutto è documentato sul web, così come le ricette di volta in volta preparate. Ma come è iniziata? «Nessuno mi ha obbligato a fare questo percorso. Ho cominciato da solo per divertimento, ho fondato un brand “imieipiatti” e realizzavo sughi pronti. Oggi “imieipiatti” è consulenza, è organizzazione per eventi, è il mio anzi il nostro mondo visto che con me lavorano ora altri giovani motivati e con la mia stessa passione. Ho collaborato e collaboro con aziende che producono e vendono eccellenze, penso a Granata Olive o a Latteria Sorrentina. Con i loro clienti più prestigiosi di tutto il mondo abbiamo raccontato il prodotto dall’origine alle ramificazioni, la cultura gastronomica dalla materia prima al suo utilizzo nelle ricette».
Non solo sportivi e volti noti del mondo dello spettacolo, Mario fa conoscere la cucina italiana, anzi napoletana, agli stranieri in vacanza, una clientela alto spendente che noleggia ville di lusso o imbarcazioni private. «Ho fatto eventi a Dubai, St. Moritz, ovviamente in Costiera e sulle nostre isole. A tutti gli ospiti faccio assaggiare la nostra cucina. Una costante? Gli spaghetti al pomodoro o al limone e poi la Nerano. Oggi nei grandi eventi si ricerca la semplicità, quel gusto di cucina di casa che sa tanto di territorio e ricordi. E che possa essere raccontato a chi non lo ha mai provato, come faccio io facendoli accostare ad esempio al mio piatto del cuore, la parmigiana di melanzana di mia nonna Dina». Recentemente Mario Sorrentino ha incontrato durante un evento alcuni tra i manager più importanti d’Italia. «Parlavamo della cucina italiana e di quanto sia importante andare oltre le standardizzazioni che nel nostro lavoro propongono in molti, anche cuochi stellati e noti. Ecco, la forza mia e del gruppo che coordino è proprio questa. Quando cucino il classico spaghetto al pomodoro penso proprio a questo», racconta il giovane Mario. Lo chef privato viene più apprezzato, ma fa anche tendenza. E se poi sui social ogni giorno “porta con sé” i suoi follower in un racconto tra botteghe storiche e commercianti che conservano l’autenticità dei prodotti di stagione e preservano così le tipicità del territorio, tanto meglio. «I miei clienti si fidano e si affidano. Tanti procuratori sportivi, ad esempio, si informano sul servizio che offriamo agli atleti proprio perché l’alimentazione personalizzata a 360 gradi è essenziale. Come facciamo con gli stranieri? Rispettiamo le culture e le esigenze ma il nostro territorio, ne “imieipiatti”, non manca mai».
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