
di Antonio Vuolo
Cinquant’anni di storia, di lavoro e di visione condivisa. La Cooperativa Agricola Nuovo Cilento celebra il suo cinquantesimo anniversario confermandosi come uno degli esempi più solidi e longevi di resilienza, crescita sostenibile e coesione sociale nel cuore del Cilento. Un’esperienza che ha saputo trasformare l’agricoltura in uno strumento di sviluppo economico, tutela ambientale e presidio umano del territorio, offrendo occupazione, dignità e prospettive a intere generazioni.
Fondata nel 1976, la Cooperativa nasce in un contesto complesso, segnato dall’emigrazione e dal progressivo spopolamento delle aree interne. La scelta cooperativa rappresentò allora un atto di coraggio e di visione, capace di mettere insieme persone, competenze e risorse intorno a un’idea chiara: restare, coltivare e custodire la terra come bene comune. Un percorso che negli anni si è consolidato grazie a una concezione moderna dell’agricoltura, attenta alla qualità delle produzioni, alla biodiversità e all’equilibrio tra uomo e ambiente. E, oggi, la Cooperativa è cresciuta e si è sviluppata con valori, tecnologie e servizi fino a contare più di 400 soci e 2500 ettari di terra. «Le zone interne non sono una periferia da assistere, ma un patrimonio da valorizzare», ha più volte sottolineato il fondatore, ex presidente emente della Cooperativa, Giuseppe Cilento.
«Qui esistono risorse ambientali, culturali e umane straordinarie. Se vengono messe in rete, possono diventare un modello di sviluppo alternativo e duraturo» aggiunge Cilento, che è stato anche sindaco di San Mauro Cilento, il piccolo comune a sud di Salerno dove negli anni sono arrivati da ogni parte del mondo per apprendere da questo modello virtuoso. Nel tempo, Nuovo Cilento è diventata anche un laboratorio di idee e pratiche innovative, capace di coniugare tradizione e sperimentazione. Dalla gestione sostenibile degli oliveti alla promozione di un’agricoltura rigenerativa, la Cooperativa ha costruito un rapporto profondo con il territorio, contribuendo alla salvaguardia del paesaggio e alla difesa della biodiversità. Tra le tappe più significative di questo mezzo secolo di vita, il riconoscimento nel 1997 del primo olio D.O.P. in Campania e la nascita nel 2000 del ristorante “Al Frantoio”, un vero e proprio laboratorio gastronomico sulla cucina cilentana, e della Biofattoria Didattica, il braccio educativo della Nuovo Cilento per condividere conoscenze ed esperienze su ambiente e nutrizione. «Fare agricoltura oggi significa prendersi cura del suolo, dell’acqua e delle persone – aggiunge Antonello Di Gregorio, giovane agricoltore e nuovo presidente della Cooperativa dal 2022 – Senza una visione sistemica non c’è futuro né per le campagne né per le comunità».
Il cinquantesimo anniversario sarà celebrato con un articolato programma di iniziative, in calendario dal 21 al 25 gennaio, che unisce momenti celebrativi, formazione e confronto pubblico. Dai laboratori didattici sulla biodiversità al convegno dedicato allo spopolamento delle aree interne, fino alle visite aziendali e al corso di potatura dell’olivo, le iniziative mirano a ribadire il ruolo dell’agricoltura come leva strategica per il rilancio dei territori di collina e di montagna. Un traguardo che non rappresenta un punto di arrivo, ma una nuova ripartenza. «La cooperazione resta lo strumento più efficace per dare forza alle comunità locali – conclude Giuseppe Cilento – Cinquant’anni fa abbiamo scelto di restare. Oggi continuiamo a scegliere il futuro». Una storia che dimostra come dalle aree interne possano nascere non solo resistenza e tenacia, ma una concreta idea di sviluppo condiviso.