Cortese biodiversita’ di Sicilia

Pubblicato in: in Sicilia

di Marina Betto

Siamo nel Ragusano, un altopiano nella parte sud orientale della Sicilia, un territorio aspro e arido dove le specie vegetali si sono adattate alla mancanza d’acqua e ad un sole implacabile d’estate (si superano abbondantemente i 40°) come ad un certo rigore invernale dove anche la neve è familiare. Qui l’uva non è stata mai sfruttata in modo intensivo bensì spesso abbandonata a favore delle serre orticole dalle quali nascono ogni tipo di ortaggi venduti ed esportati non solo in Italia ma in tutta Europa. La chimica non c’è e non c’è mai stata, questo un po’ dovuto all’arretratezza  delle colture che oggi appare come una risorsa imprescindibile per la produzione. Il biologico è sempre stato attuato semplicemente perché era l’unico modo per coltivare affidandosi alla natura e al suo corso. Si è imparato così ad attendere e non a forzare le piante lasciando che ogni specie trovasse il modo per sostentarsi e proprio guardando alle tecniche di coltura tradizionale si è trovata la modalità  di produrre più consona e moderna. I trentini Stefano e Marina Girelli sono fratelli,  da tre generazioni nel campo enologico si sono innamorati della Sicilia. Nel 2016 gli si presenta l’occasione di comprare una piccola azienda agricola vicino Vittoria a conduzione familiare dalla signora Cortese e inizia così l’avventura siciliana. La prima vendemmia nel 2016 piena di dubbi e incertezze ma corroborata dal fatto di aver trovato in vigna cloni unici e ben maturi cosa  che ha messo subito in evidenza il potenziale della vigna e di quel lembo di terra ancora poco conosciuto vocato ad una produzione biologica e sostenibile. Quale è dunque la personalità di questi vini? Certamente li caratterizza una forte identità locale, la complessità legata a vigneti specifici inseriti in un ambiente pressoché incontaminato da cui scaturiscono vini biologici per natura. Vanedda  Bianco Terre Siciliane IGP 2017 costituito da Catarratto e Grillo è un vino ispirato alla tradizione ma ha uno stile moderno. Nel suo colore giallo dorato intenso è imprigionato il sole che ha abbronzato le bucce.

La fermentazione sulle bucce per due giorni e poi la sosta che il vino fa sui lieviti per sette mesi  dona complessità e ricchezza soprattutto al sorso che ha un ingresso morbido ma sarebbe appropriato dire dolce perché questa è la vera sensazione pur non essendoci nessun residuo zuccherino. Un vino strutturato sostenuto da una acidità di fondo perfetto con le verdure primaverili e per rimanere sulla cucina locale ragusana con il “macco di fave”. Il Nerello Mascalese Terre Siciliane Nostru IGP 2018 dal colore rosso rubino trasparente e scarico certamente diverso dai cloni coltivati sulle terre nere, vulcaniche dell’Etna che lo hanno reso celebre affascina per la sua semplicità di beva per il carattere dolce e fruttato la delicata speziatura che lo contorna e il tannino impalpabile che sembra quella sottile spolverata di cannella che si trova sui dolci siciliani.

Anche per questo vino  si ricorre ad una sosta sulle fecce fini per 6/8 mesi e la malolattica avviene naturalmente. Il bilanciamento tra acidità e alcolicità, la setosità del sorso e il finale minerale fanno di questo vino il compagno ideale delle scacce ripiene di ricotta e cipolla, di pomodoro e prezzemolo, dello sfincione e delle impanate che potete trovare dai fornai locali ma anche del pesce combinato in una zuppa o del tonno.

Sabuci Cerasuolo Di Vittoria Classico DOCG 2016 composto da Nero D’Avola e Frappato, uve  che sono fermentate separatamente, il primo vitigno in singole barrique mentre il Frappato in anfore da 7 hl dell’Impruneta non interrate dove si mantiene il contatto sulle bucce per almeno un anno. In sostanza due vini distinti che vengono quindi assemblati e affinati insieme per sei mesi in barrique e botti di varie misure a cui si fanno seguire altri tre mesi di bottiglia.

Il colore qui è granato le sensazioni olfattive di piccoli frutti rossi, di quelle more di rovo che si abbarbicano con le loro spine sui muretti a secco che dividono la campagna poi ancora si sente il melograno e la polvere di cacao, le erbe dei campi, la nepitella e quei profumi di macchia mediterranea e salsedine che provengono dai venti che spirano dal mare vicino. Non lontano dall’azienda Cortese sul  mare sorgeva una colonia greca a Kamarina cosa che ha influenzato anche nella scelta delle anfore per la produzione di questo vino che si lascia ricordare per un tannino impercettibile e per la larghezza di beva che necessita di avvicinargli piatti succulenti di carne, le salsicce, la carne di maiale sapientemente cucinata da quelle parti. Tutte le bottiglie prodotte hanno un prezzo molto contenuto che va dai 9 ai 15 euro.

Società Agricola Cortese
C.Da Sabuci,3 KM 11 – Vittoria – Ragusa – Italia
info@agricolacortese.com


Dai un'occhiata anche a:

Exit mobile version