
La notizia è che Cristoforo Trapani, giovane talentuoso della scuola di Cannavacciuolo, Beck e tanti mostri sacri della ristorazione a partire dal 31 ottobre lascia il Palmento a Piano di Sorrento.
Non è la prima volta che in Penisola si verifica una rottura clamorosa tra il cuoco e la proprietà, complice sicuramente la crisi che non consente più di aprire ristoranti e vederli pieni anche in una terra dove questa estate tutto è andato alla grande grazie agli stranieri.
Purtroppo Cristoforo paga lo scotto della inesperienza e questa battuta di arresto gli servirà per i futuri successi che i suo talento merita.
Ogni storia ha motivi propri e non conosciamo i dettagli di questa.
Le intenzioni di partenza erano sicuramente buone.
Purtroppo dobbiano notare che questo esito è frequente quando i locali sono aperti da persone che non vengono da questo campo e che poco conoscono i meccanismi del tam tam dei clienti per fare grande un ristorante. Visto da fuori è un mondo scintillante, in realtà oggi devi contentarti di margini ridotti anche se sei già conosciuto e il rientro dell'investimento ha tempi molto lunghi.
Dai un'occhiata anche a:
- Capodimonte, dalla storia alla tavola dell’orto, Pasqua nel giardino borbonico
- Se io fossi direttore della Michelin…Le mie nuove Tre stelle per spiegare la cucina italiana da Nord a Sud
- La Diagonale di Antonio Cascarano, il contenitore conta, eccome se conta
- A Paestum la mozzarella diventa racconto: nasce il Manupressum, tra storia, paesaggio e civiltà bufalina
- Tra branding e prodotto: perché Butter Burger funziona
- Il rito dell’ uccisione del maiale nelle campagne italiane
- Roma, Intervista con Domenico Stile al Nite Kong per la rassegna Midnite chef
- La Riggiola a Napoli