Dubl Greco al wine bar

Pubblicato in: I vini del Mattino

Due novità in una: un bicchiere di Greco Spumante pensato da Anselme Selosse per i Feudi di San Gregorio da bere nel nuovo wine bar dell’azienda di Sorbo Serpico inaugurato da poco al Vulcano Buono di Nola, il primo in assoluto nel Mezzogiorno continentale pensato da una cantina al di fuori del corpo aziendale. Il Greco è in commercio da poco tempo dopo la sboccatura avvenuta in estate: rispetto alla Falanghina e all’Aglianico Rosato, anche questi messi a punto con metodo classico, il bicchiere mostra corpo e struttura di buono spessore e se gli altri due erano una beva allegra e poco concettuale, qui forse ci troviamo di fronte davvero alla migliore espressione possibile del «metodo ancestrale» teorizzato da Anselme. Noi sappiamo come ci sia già un precedente con questo vitigno, anzi due se contiamo l’azienda Villa San Michele a Vitulazio in provincia di Caserta che ha chiuso qualche anno fa. Parlo del Greco Metodo Classico realizzato da molti anni da Mario Struzziero, un attestato della potenza del vitigno, confermata da questa espressione secca, fine, elegante, che rimanda direttamente allo Champagne di Selosse nonostante la diversità delle uve. Il bicchiere ideale e franco da consumare nello show room dei Feudi disegnato da Massimo Vignelli e aperto a Nola, un locale essenziale come del resto la cantina e Marennà, le doghe delle barrique usate come piatti, poco più di 20 posti a sedere su un lungo tavolo disegnato ad hoc dove è facile socializzare, in degustazione tutti i vini dell’azienda di Sorbo Serpico venduti anche al bicchiere. Qui si entra e con dieci, massimo quindici euro si beve un sorso e si mangia un piatto d’autore pensato dal bravo Paolo Barrale di Marennà ed eseguito da Raffaele Galasso. Divertenti le tapas tra cui citiamo la spuma di fagioli con polvere di caffé e nocciola, gli affettati di territorio, i formaggi regionali, il tagliere misto, le insalate per manager salutisti e la zuppa del mese: sui tavoli verdura fritta croccante, buon pane e piccoli taralli. La presentazione strizza l’occhio allo stile orientale, ma si tratta di divertimenti più che di virtuosismi, il senso è di fare una pausa diversa oppure, con l’apertura del Multisala, un bella cenetta carica di spuntini prima di tornare a casa. La struttura è diretta da Massimo Florio, sommelier professionista, appassionato e motivato come tutti i ragazzi impegnati a lavorare con l’azienda della famiglia Capaldo. E allora, zuppa di fagioli di Controne e olio Ravece, un bicchiere di Falanghina e arrivate a 10 euro. e Voilà, il vostro gioco è fatto.


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