
di Luciano Pignataro
Una bottiglia epica, la prima volta del Nero d’Avola tra i grandi vini italiani. Un quarto di secolo forse è un po’ troppo per questo vitigno pensato all’epoca in stile eccessivamente materico, ma l’emozione e la
freschezza hanno garantito una buona Pasqua e il rimpianto per quel decennio fantastico.
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