Fabiola Pulieri. Turismo dell’olio, il nuovo libro per sapere tutto sull’oleoturismo

Pubblicato in: Personaggi

di Mariangela Barberisi

Giornalista, avvocato e scrittrice Fabiola Pulieri, grazie ai suoi libri, ha ridefinito i confini, la mappa e la storia del mondo dell’olio seguendo, passo dopo passo, lo sviluppo dell’oleoturismo.
La Pulieri, calabrese di nascita e romana di adozione è oggi tra i maggiori esperti del settore, il primo libro “Oleoturismo.
Opportunità per imprese e territori” scritto poco prima del covid, affrontava soprattutto il tema legato alla legge sull’oleoturismo, il testo approvato nel 2020 infatti decretava di estendere la disciplina dell’enoturismo anche alle imprese del comparto produttivo dell’olio d’oliva, un passo in avanti per aprire nuove opportunità di sviluppo alle aziende olivicole. Il secondo libro invece dal titolo “Turismo dell’olio. Idee e progetti per la valorizzazione delle esperienze” edito da Agra Editrice, mette nero su bianco la necessità di avviare una programmazione strategica per la crescita del settore. «I miei ricordi di bambina sono legati ai miei nonni in Calabria, sono cresciuta circondata dal profumo, dall’odore degli ulivi e del frantoio – ha raccontato la scrittrice – durante i miei viaggi in giro per l’Italia, notavo che molti viticoltori producevano anche l’olio ma non avevano gli strumenti per valorizzare questa incredibile risorsa. I consumatori, i turisti, gli appassionati grazie a questi nuovi percorsi hanno la possibilità di conoscere l’olio extravergine di oliva nei luoghi di produzione. Prima, in occasione dei percorsi dedicati al vino, si organizzavano semplici degustazioni portando all’assaggio anche l’olio.

Oggi invece grazie alla norma del 2020 e ai decreti approvati negli ultimi anni, i produttori possono pianificare esperienze e itinerari di oleoturismo e valorizzare sia le aziende olivicole e sia i territori, ma per un discorso così complesso c’è bisogno di formare gli operatori e soprattutto elaborare la comunicazione del patrimonio olivicolo italiano». La formazione dunque al primo posto per consentire ai visitatori non solo di degustare l’olio, ma di scoprire la storia degli uliveti, alcuni centenari, e di essere guidati attraverso i sapori per riconoscere le qualità organolettiche e il gusto delle tante varietà di olive. Se in un primo step la legge definiva i parametri per lo svolgimento dell’attività dell’enoturismo, oggi e per il futuro è fondamentale che le aziende agricole si attivino per realizzare una rete sul territorio. «L’oleoturismo può aprire diverse strade – ha rilanciato la giornalista – l’obiettivo non è solo aiutare la piccola azienda a crescere creando valore grazie ad una ricchezza che già le appartiene, ma con l’aiuto di sostegni economici anche da parte delle Regioni o dei Comuni gli olivicoltori possono apportare un segno tangibile e distintivo nella valorizzazione dei territori e dei paesaggi spesso abbandonati».

Cambia così la chiave di lettura e la comunicazione di coltivatori e imprenditori che possono inglobare l’intero territorio, attivando la parte culturale, rispolverando le tradizioni di un luogo, coinvolgendo la governance, i consorzi, i Gal e tutti insieme avviare un circuito virtuoso all’interno di una comunità. La Pulieri, assaggiatrice e sommelier dell’olio, per la sua dedizione e il suo impegno nella promozione culturale e territoriale dell’olio italiano, è stata da poco nominata Ambasciatrice dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio: «Ringrazio Michele Sonnessa, presidente dell’associazione che rappresenta ben 540 enti in Italia. Dal covid in poi – ha concluso – la quota femminile e i giovani hanno dato linfa vitale a questo settore, la modernità grazie anche all’utilizzo dell’IA può aiutare a migliorare le performance di percorsi pensati per i turisti che da tutto il mondo hanno un desiderio di conoscere l’olio, sporcarsi le mani partecipando ai periodi della raccolta, conoscere l’utilizzo che noi italiani facciamo dell’olio e per questo servono sempre di più figure formate, vere e proprie guide dell’oleoturismo come quelle a cui ci affidiamo quando visitiamo i bellissimi patrimoni artistici e storici del Belpaese».


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