di Monica Bianciardi
La scelta coraggiosa dell’azienda vinicola di Fedespina che ha scelto di mettersi in discussione con una degustazione verticale completa di tutte le annate prodotte dall’inizio a oggi di uno dei suoi vini più difficili ed amati il Pinot Nero. Operazione a scatola chiusa, non pianificata nei dettagli, nemmeno dai protagonisti stessi, che a loro volta assaggiavano le annate più vecchie per la prima volta; insomma una sorpresa condivisa, che ha trasformato l’evento in un momento di scoperta collettiva senza filtri, davanti ad un pubblico eterogeneo di conoscitori e appassionati, lontano da ogni riflettore. Una scelta non casuale, indicativa della volontà di offrire non solo un assaggio commerciale, bensì un’anteprima autentica, quasi intima, riservata ai presenti.
All’inizio degli anni Duemila, il recupero dei vigneti ed un nuovo modo di concepire il vino. È l’inizio di un percorso virtuoso, dove un territorio fino ad allora marginale come la Lunigiana potesse esprimere vini di eccellenza. Una sfida che all’epoca è sembrata quasi sconsiderata la quale inizialmente non ha mancato di sollevare critiche e stupore. Eppure, proprio questa visione ha contribuito a innescare un cambiamento più ampio, trasformando l’area nel giro di pochi anni in un distretto emergente, popolato da piccole e medie realtà le quali pur con identità diverse, condividono una tensione comune verso la qualità.
Un percorso davvero virtuoso al quale ha contribuito l’incontro di Antonio Fedespina patron aziendale con un giovane enologo, allora poco più che ventenne Francesco Petacco, che intuisce il potenziale del progetto e decide di adoperarsi nella sua riuscita.
Da quel momento vengono fatte scelte agronomiche il mantenimento dei vigneti in un equilibrio più naturale possibile con inerbimenti e sovesci. Si cerca di rallentare la maturazione dei grappoli affrontando decisioni rischiose. Alcune vendemmie saranno effettuate in condizioni climatiche difficili per poi scartare intere produzioni per mantenere uno standard qualitativo elevato. Una visione chiara con un determinato obiettivo, un successo aziendale il quale ha finito per coinvolgere l’intera area che vede la Lunigiana non più come una scommessa ma una realtà in continua evoluzione.
Tasting Notes
L’ evento esclusivo non si si è svolto all’interno della cantina ma in una sede esterna, legata a una figura di riferimento che ha trovato in Giampaolo Giacomelli un moderatore ed organizzatore di prim’ordine.
Il successo di un territorio è dovuto ad una squadra non ad una intenzione personale.
Spinorosso 2022 Sempre molto vivace, il vino di ingresso aziendale trova le sue migliori qualità in un bouquet fragrante in una beva piacevolissima. Melograno, susina, frutti di bosco aciduli, ciliegia dolce, sono contornati da una serie di erbe spontanee e aromatiche la beva è dominata da freschezza balsamica e tannini smussati.
Cà 2020 Merlot 100% e vino di punta aziendale . Un vino ben integrato nel territorio da cui trae gli aromi di sottobosco e le erbe aromatiche. L’annata porta in dote calore e materia con il frutto rosso sottospirito, fragola dolce, spezie piccanti, avvolgente e bilanciato ha svolgimento intenso con tessitura tannica rotonda che si avvisa ma non disturba.
Pinot Nero
Tutto è iniziato con il recupero di un vigneto sopra un appezzamento pensato per produrre vino bianco, che si rivela invece custode inaspettato di vecchie piante di Pinot Nero di circa cinquant’anni di età. Una scoperta quasi accidentale, accolta con molto scetticismo iniziale, ma che si trasforma in una delle intuizioni più felici del progetto. Macerazione sulle bucce per 20 giorni a temperatura tra i 22-27° in botti di cemento. A svinatura avvenuta si stimola naturalmente la fermentazione malolattica a cui segue un lungo affinamento in botti di legno e successivamente in bottiglia per almeno 12 mesi.
Pinot Nero 2016 Prima annata prodotta ed una stagionalità da manuale, equilibrata e fresca che ha prodotto vini eleganti quasi sofisticati, con un carattere che sottolinea aromi dai contorni delicati che ricordando i pinot di altura, fragoline, lamponi, erbacei, molta menta, acqua di rose, palato finissimo elegante, sfumato.
Pinot Nero 2017 Colore intenso dí maggiore concentrazione ha balsamici di resina, il frutto ha dolcezza e maturità, cassis e spezie si fondono con erba tagliata, sottobosco. In bocca il palato ha pieghe morbide con svolgimento piuttosto austero sollevato da sensazioni fresche, tessuto tannico mobile che diventa percepibile a fondo bocca.
Pinot Nero 2018 Il recupero capillare dei vigneti inizia a dare l’espressività desiderata alla produzione in questo caso forse ancora limitata da una annata piuttosto calda ed umida. Sottobosco, muschio, fragola, rosa rossa carnosa, pepe rosa e resina, piacevolezza avvolgente al sorso.
L’utilizzo di una parte di raspo a grappolo intero nelle annate più calde dona energia e dinamicità.
Pinot Nero 2019 Annata simbolo, vino rappresentativo e centrato. Colore vivido acceso di luminosità. Il ventaglio odoroso ha molteplici sfumature fruttate, ben delineate da agrume, ribes, lavanda, molto floreale ed un delicato ventaglio speziato. Entra con energia sollevando il palato con una infusione di freschezza, sorso ricco e saporito carico di leggiadria, tannini sottili distesi in un sorso lungo ed elegante.
Pinot Nero 2020 La cifra stilistica aziendale si proietta verso uno stile elegante più che potente. Una bella declinazione di un annata che arriva subito dopo una magica 19. Rose di macchia, violette, erbe spontanee, karkadè e melograno, palato gentile irrorato di freschezza, il cui svolgimento trova la sua essenza in una cadenza ritmata e lineare.
Pinot Nero 2021 Nonostante una stagionalità calda la cura e la progressiva crescita delle viti hanno dato vita ad un vino denso di aromi e vitalità, progressione e pienezza gustativa diventano il filo conduttore di uno svolgimento dove la materia risulta protagonista, ricca, piccante, profonda che mantiene l’equilibrio tra le dolci pieghe fruttate e un appagante freschezza.
Pinot Nero 2022 Ultimo uscito L’aderenza del vitigno al territorio viene confermata in un bouquet che mantiene doti aromatiche, erbacei freschi, acqua di rose, essenza di fragole di bosco lamponi, succoso riccamente irrorato da parte agrumata e tannini scorrevoli ben definiti.
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