Domani 25 cuochi selezionati da Paolo Marchi incontrano il ministro Martina per ragionare su come valorizzare la cucina italiana.
In effetti basterebbe fare solo un controllo e non 365 ogni anno e consentire di tenere in cucina quelli che all’estero si chiamano stagisti e in Italia lavoratori in nero e gran parte del compito di un governo sarebbe svolto.
Ma la cosa curiosa è che si è scatenato l’inferno sui social sui criteri di scelte, a cominciare da Paolo Marchi. Come se domani fosse la prima e ultima occasione di discussione e il ministro avesse dichiarato di voler ascoltare solo questi e non altri, o altre realtà come per esempio le due associazioni di pizzaioli a Napoli che stanno conquistando il mondo.
Ora la prima reazione di un politico rispetto a questo casino quale potrebbe essere? Semplice, ho messo le mani in un vespaio, me ne tiro subito fuori.
Dunque prima di dire che la colpa è sempre degli altri, impariamo a ragionare, se possibile, come rete. Alla fine che importa se manca Tizio o Caio? Quel che conta è che per la prima volta si parla di cucina.
Una grave assenza però c’è: l’assaggiatore /consulente di pizza di Report:-))))
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