Francavilla in Sinni, Basilicata. La Fontana del Tasso

Pubblicato in: Gli agriturismi più belli

Contrada Scaldaferri, 40
Tel. 0973. 644566
Ristorante chiuso il martedì, ferie in autunno

Superata Francavilla in direzione di Terranova c’è questo casale contadino costruito alla fine dell’Ottocento restaurato con molta eleganza da Maria e Prospero. Dopo anni passati al Nord, la decisione di tornare nella terra di origine per recuperare la proprietà è stata la molla che ha spinto marito e moglie, lui regna nella cucina, lei nel resto della struttura, a vivere questa avventura rurale in salsa moderna. Il restauro ha conservato la pietra sia all’esterno che negli ambienti interni dove nei muri sono ricavate vetrine per esporre vini e prodotti. Un bel camino antico domina le due sale usate come ristorante. La cucina e l’ospitalità non esauriscono le offerte di questo agriturismo che prende il nome, appunto dalla Fontana del Tasso, vecchio ristoro per i viaggiatori e per gli animali tra cui, appunto, anche un tasso ben conosciuto in paese. E’ infatti possibile fermarsi per comprare, dopo averli prenotati, anche formaggi, salumi e ortaggi, oppure lavorare in azienda, fare gite a cavallo o con i fuoristrada per scoprire i dintorni con i tre laghi, le vedute spettacolari e i boschi, tra cui la riserva naturale Rubbio oltre i mille metri. Francavilla è ricca infatti di monumenti e chiese ed è soprattutto sede della Certosa di San Nicola cosi chiamata perchè la chiesa era dedicata al Santo di Bari: fondata nel 1395 da Vencislao, conte di Chiaromonte, era la terza del regno di Napoli dopo Padula e San Brunone. Furono i certosini, nel 1420, per concessione della regina Giovanna II, a costruire la borgata di Francavilla, per alloggiarvi i loro servi e coloni. Le diedero questo nome perché era una loro villa resa franca da ogni balzello regalizio. I contadini, sgravati da tasse ed angherie, si affrettarono a popolare il centro, che nei secoli successivi s’ingrandì notevolmente. Fu distrutta tra il 1808 e il 1812. A tavola gli antipasti valgono da soli il viaggio: la ricotta è servita calda, polpette di melanzane, gelatina suina, lampascioni e la pagnotta con la peperonata. Molto buoni la minestra impastata con patate, fagiolini zucca e i peperoni cruschi della vicina Senise. Tra i primi i ravioli di ricotta e salsiccia, i fusilli con le patate e la salsiccia, i rascatelli con ricotta salata e peperone crusco. Con queste premesse, il trionfo di carne è quasi scontati: ecco allora pollo, capretto, agnello e vitello alla brace, cinghiale in umido. E ancora le zuppe di legumi, il soffritto. Si chiude con la mousse di ricotta e le crostate fatte in casa. Un’altra sorpresa è costituita dalla cantina, che ha buone proposte regionali e nazionali e gli infusi, oltre trenta, preparati in proprio e da portare via per buon ricordo. Ma forse è meglio lasciarli in credenza e tornare.


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