Franco Pepe, il profeta della nuova pizza napoletana

Pubblicato in: La Pizza e basta

Giorgio Melandri, ideatore e patròn di Enologica e responsabile Gambero Rosso dell’Emilia Romagna,  è stato a Caiazzo per partecipare alla serata organizzato con Beniamino Biliali. Ha affidato le sue impressioni a una mail che noi, con il suo consenso, rendiamo molto volentieri pubblica.
di Giorgio Melandri

Le trame di questa terra corrono tra una casa e l’altra senza lasciare tracce evidenti, tutto è mistero e la campagna, a guardarla da lontano, sembra nascondere ogni cosa. Poi pian piano, in quel paesaggio rarefatto si possono scorgere i protagonisti silenziosi di una filiera fuori dal comune.

I contadini, gli alberi, gli orti, gli sguardi delle bufale. Dietro, spogli e sassosi, i monti Trebulani, il simbolo della diversità di questo pezzo di Campania, la Terra di Lavoro che profuma di Appennino e sud, Napoli a due passi eppure già altro.

 

 

Franco Pepe è nato qui, a Caiazzo, un pugno di case lontane e vicine a tutto, vicoli e scorci di olivi, vecchie pietre e strade che si perdono in un momento. La famiglia Pepe è custode di una tradizione che sintetizza perfettamente questo luogo.

 

 

La pizza, le lievitazioni, ma anche tanto altro, la capacità di dare ad ogni prodotto un ruolo preciso. I ceci, l’orto, la scarola, le olive caiazzane, una mozzarella di rara personalità. Eppure Franco Pepe, dolorosamente, ha sentito la necessità di andare oltre, di lavorare su questa tradizione per liberarla da riti approssimativi, per comprenderla come nessuno aveva mai fatto.

 

 

È un gesto d’amore, l’urgenza di capire per proteggere, per rendere questa meravigliosa sapienza consapevole. Forse l’unico modo per renderla moderna senza cambiarla. Ecco allora una strada difficile dove tutto è in discussione, ma tutto è presente, sempre più a fuoco, sempre più preciso. La purezza delle pizze di Franco pepe è in questa nitidezza, nella voglia di portare quel linguaggio contadino nel contemporaneo. Franco Pepe, lo capiremo negli anni, ha tradito per non tradire e quei suoi gesti precisi ed essenziali sono un rito nuovo che prende l’incanto di un bambino e lo rende leggibile a tutti, intatto e perfetto.


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