
di Roberto Giuliani
Antonio Buccoliero è un vignaiolo che ha un piccolo appezzamento nel comune di Sava in provincia di Taranto, passato di mano dal nonno Antonio e poi dal papà Giuseppe, allevato ad alberello, con piante che hanno superato i 50 anni di età.
Due anni fa mi ha presentato il suo progetto denominato Èja, il suo desiderio principale è “fare della mia vigna un museo vivente dell’alberello per tramandare l’amore e la cultura del territorio alle nuove generazioni”.
Una delle particolarità di questo progetto è lavorare in regime di aridocoltura con l’apporto dell’agricoltura di precisione, attraverso l’utilizzo di un drone dotato di un sensore multispettrale in grado di fornire i dati tecnici fondamentali sullo stato delle piante, verificando l’indice di azoto, i microelementi come potassio, magnesio, calcio e ferro, lo stato di maturazione, lo stato di salute e lo stress idrico in determinate fasi fenologiche: pre-fioritura, allegagione, invaiatura, post vendemmia.
Con il supporto di una stazione meteorologica e dei sensori fogliari si possono realizzare dei modelli previsionali, che consentono di fare pochi e mirati trattamenti fitosanitari sapendo prima cosa accadrà in campo, monitorando anche diversi insetti come tignola, tignoletta e cicalina.
Le rese sono sempre molto basse, tra i 35 e i 45 quintali per ettaro; in cantina la fermentazione delle uve, primitivo 100%, viene effettuata con l’utilizzo di lieviti selezionati e dura circa 45 giorni, dopodiché avviene la svinatura e il prodotto ottenuto dimora in barrique usate per oltre un anno, viene poi imbottigliato senza essere filtrato né chiarificato.
L’annata 2022 conferma le impressioni che avevo avuto con la 2021, l’ Èja rivela un colore rubino profondo, una trama olfattiva dove il frutto appare ricco e ampio, con note di mora, mirtillo, ciliegia nera, radici, guizzi di cacao, liquirizia e una piacevole vena balsamica.
Al palato colpisce per la notevole spinta acida (superiore alla 2021), che dona al frutto una particolare brillantezza espressiva, arricchita da delicate note speziate, cenni di tabacco; il tannino è ben definito, non aggressivo, la sensazione generale è di grande pulizia, si sente una qualità molto alta e il vino promette una lunga evoluzione.
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