
di Monica Piscitelli
Non ha sollevato l’attenzione che meritava, se non altro per la necessaria solidarietà da esprimere, l’incendio che a febbraio ha distrutto la osteria Reale di Tramonti.
A tanti mesi di distanza, Gigino Reale, che con suo fratello Gaetano portava avanti il locale, non dorme ancora sogni tranquilli. Per uno che come lui, proveniente, per lato di mamma, da una famiglia di ristoratori, e, per lato di papà, di agricoltori produttori di uve e limoni, il colpo è stato pesante. Nonostante l’impresa edile lavori alacremente c’è ancora molto da fare. Ma Gigino è ottimista, fa di forza, virtu’: approfitta metter su un locale ancora piu’ bello, atto ad accogliere meglio di prima giovani e vecchi del paese.
Una signora passa e gli chiede due margherite e lui le sorride indicandole di servirsi, un altro gli fa “non sto mangiando più la pizza da quando hai chiuso!”.
Lo stanno aspettando tutti. In particolare i contadini che intorno alle 17 si affacciavano sulla soglia per vedere se il forno era acceso e che poi si dileguavano, quasi schernendosi, all’arrivo dell’altro pubblico.
Ancora un mese di pazienza o poco più. La riapertura prevista è per la metà di giugno. Gigino non ha perso il sorriso e il tono calmo con il quale si porge sempre. Ma la mattina si sveglia presto e il primo pensiero è raggiungere gli operai. Sembra che l’incendio, nei confronti del quale non era protetto da assicurazione, avendo sempre più badato a fare più che a ragionare, sembra, mi racconta, si sia sprigionato o dal carica batteria di un cellulare o da un modem.
Fatto sta che l’interno è stato spazzato via, mentre la terrazza che affaccia sulla viuzza principale del Borgo di Gete, una delle 13 frazioni di Tramonti, è desolata. Solo ad ottobre era piena delle cassette d’uva del Tintore vendemmia 2011.
Accanto, la cantina, piccola e funzionale, continua il suo lavoro. La visito per Slow Wine 2013. Sono appena partite un bel pò di bottiglie per l’estero.
Tanti i progetti anche riguardanti il vino prima dell’incendio: un ampliamento degli spazi, dato che solo Gaetano e Gigino sono in grado di girarsi tra serbatoi , tubi, cassette e bottiglie senza inciampare l’uno nell’altro. Ma tutto è ora un po’ sospeso, e lo sarà fino alla riapertura.
Per un crudele destino il trasferimento di chiamata del telefono fisso del ristorante fa si che il cellulare di Gigino squilli di continuo per richieste e prenotazioni che non può esaudire. Tanti soldi che sarebbero potuti entrare in azienda, prendono altre strade, ora che ce n’è più bisogno.
E allora è bene ricordare che intanto l’azienda, con le sue vigne spettacolari secolari, è visitabile, i vini degustabili e l’accoglienza assicurata.
In bocca al lupo di cuore e un abbraccio per il gran animo che i Reale hanno tirato fuori, anche nel silenzio di noi altri.
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