di Talia Mottola
Giovanna Voria, alla vigilia del giorno di San Giovanni celebra i 25 anni di Corbella. Sono anni di resistenza, di sorrisi, ma sopratutto di presenza. Una presenza che molto prima dell’avvento dei social ha saputo coinvolgere chiunque, giovani e meno giovani, cilentani e non. Lei è da sempre per tutti l’ambasciatrice della Dieta Mediterranea, portatrice sanissima di cilentanità, e non solo per la cucina, ma per lo stile di vita e per come ha portato e porta avanti un’idea.
Lo stesso tragitto che conduce a Corbella, lungo ma panoramico, a tratti tortuoso ma con i profumi di fiori e aria fresca, descrive il suo lavoro immenso di tutti questi anni.
L’operato di Giovanna è stato tutto intorno ad una lotta delle idee che solo una donna come lei, cilentana, creativa, e con un forte legame alla sua terra, poteva portare avanti da venticinque anni. Se ci si ferma a pensare a quante delle sue idee abbiano avuto riscontro poi nella realtà- il riconoscimento delle Dieta Mediterranea come patrimonio Unesco, grazie anche al sindaco Angelo Vassallo e Amilcare Troiano, presidente allora del Parco, e il cece di Cicerale come presidio slow food- ci rendiamo conto di quanta dedizione Giovanna abbia avuto nei confronti della sua Cicerale, della sua Corbella, del suo Cilento.
I venticinque anni vengono celebrati senza lasciare nulla al caso, a partire dal rito dell’acqua di San Giovanni con la raccolta di fiori insieme all’immancabile iperico che Giovanna utilizza anche per l’oleolito, medicamento per scottature ed elisir di giovinezza. Il 24 giugno è una data importante, coincide con l’onomastico di Giovanna e con il compleanno di Corbella, una festa che prende il via il giorno prima e che ha un nome ben preciso “Cuofani&Maccaturi”, espressione cilentana per raccontare l’uscita fuori porta con la famiglia e tra amici: un incontro conviviale, in campagna, attraverso la condivisione del cibo che viene trasportato nel cofano di un’auto o in un fazzoletto di stoffa.
Corbella nel giorno del suo 25esimo compleanno si trasforma in un luogo di racconti e di magie, di profumi e di sapori. La magia è tutta nella preparazione dell’acqua di San Giovanni, un’acqua purificatrice, dove i fiori vengono lasciati in ammollo per una notte al chiarore della luna, nella notte che precede il giorno dedicato al Santo. E poi l’albume, messo nell’acqua di fonte, anche qui lo si lascia fuori alla luce della luna come rito propiziatorio: il messaggio è dato dalle punte delle vele che si formeranno, quante più ce ne sono tanto più il messaggio che ricerchiamo è foriero di positività.
Corbella è dove Giovanna Voria ha voluto creare un suo piccolo mondo fatto da fitoterapia e magia, da racconti che ricordano i suoi genitori, che lei ha sempre presente e che oggi ricorda con un filo di commozione quando il sindaco di Cicerale Giorgio Ruggiero le conferisce una targa in suo onore. Un mondo fatto da costante affermazione della Dieta Mediterranea come status culturale, sociale e antropologico, un mondo fatto dai suoi sorrisi, e sopratttutto dalla sua continua ricerca e studio, che comunque l’hanno portata sempre e solo sulla sua strada originaria, quella evidentemente più giusta da perseguire.
Oggi sono 25 anni con Corbella, anni che Giovanna definisce “Nozze d’Argento”, e a questa tavolata non sono mancati i protagonisti della sua vita, il fratello e la sorella, chi come lei è ambasciatore della Dieta Mediterranea, il giornalista e scrittore Luciano Pignataro, Silvia Chirico produttrice e casara cilentana della tenuta Chirico, Vittorio Rambaldo pescatore e custode della pesca con la menaica, Maria Rina de “Il Ghiottone” a Policastro, altro punto di riferimento per la Dieta Mediterranea.
Gli altri amici di Giovanna, Rosa Pepe del Crea, l’epatologo Carmine Coppola Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Medicina Interna, Epatologia ed Ecografia Interventistica presso l’Ospedale di Gragnano, interessato ad uno studio che mette in relazione Dieta Mediterranea a tumori al fegato, e il direttore del Museo Vivente della Dieta Mediterranea, Valerio Calabrese, che ricorda la motivazione per cui allora Giovanna venne nominata ambasciatrice della Dieta Mediterranea “Oltre che per il recupero del cece di Cicerale, per la sua coltivazione e ristorazione eroica, e per la resistenza”.
In questa grande festa a raccontare Corbella è soprattutto la cucina, la focaccia con verdura, le zeppole con fiorilli, l’insalata mediterranea, la mozzarella nella mortella, erbe sperse con polpettine, la frittata di pasta e patate, un misto di fermentazioni utili al microbiota intestinale con finocchio marino e limoni e olive, la pasta e piselli degli amici del 53 a piazza Dante a Napoli. Immancabile, la “Cicciata” come buon auspicio, per questi anni e gli altri che verranno a raccontare la cilentanità, continuando a diffondere una delle cose che hanno permesso questa terra di essere annoverata tra le pagine di storia: la Dieta Mediterranea.
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