
di Ornella Buzzone
Ci sono luoghi che non si visitano soltanto, si attraversano lentamente. Luoghi dove la terra parla attraverso il vino, la cucina e le persone che la custodiscono ogni giorno. Il Cacciagalli Wine Resort, immerso nel verde delle colline di Teano, è uno di questi. Non è semplicemente una cantina, non è solo un ristorante e non è soltanto un resort: è un progetto agricolo completo dove vigneti, cucina, ospitalità e paesaggio convivono nello stesso racconto.
Il mio viaggio ai Cacciagalli è iniziato con una passeggiata tra i filari insieme al direttore Giovanni Diodato, che da anni affianca la proprietà e che ha sviluppato un legame profondo con questa terra. Camminando tra vigneti, orto e cantina racconta la tenuta con una passione quasi contagiosa. Non è il racconto di chi semplicemente lavora in un luogo, ma quello di chi ne ha compreso l’anima.
La proprietà si estende per circa 42 ettari nel cuore della Campania Felix, uno dei territori agricoli più fertili della regione. Dodici ettari sono dedicati alla viticoltura con cinque vitigni autoctoni: Fiano e Falanghina per i bianchi, Piedirosso, Aglianico e Pallagrello Nero per i rossi. Altri dodici ettari sono coltivati a noccioleto, con la celebre nocciola di Teano, mentre il resto della proprietà è occupato da uliveti, castagneti e bosco naturale lasciato volutamente intatto per preservare la biodiversità.
Qui la biodinamica non è una scelta di marketing ma un vero approccio agricolo. Il terreno, rimasto inutilizzato per molti anni, si è rivelato straordinariamente pulito e ha permesso di costruire un progetto basato sul rispetto del suolo e dei cicli naturali.
La storia dell’azienda è prima di tutto una storia di famiglia. La proprietà appartiene alla famiglia Iannaccone da generazioni e il progetto vitivinicolo nasce grazie alla visione dell’agronoma Diana Iannaccone e di suo marito Mario Basco. Il nome stesso Cacciagalli deriva dall’antica masseria presente su queste terre già alla fine del Settecento.
L’idea alla base del progetto è semplice ma ambiziosa: raccontare il territorio attraverso il vino e l’agricoltura.
Le vigne si trovano in una posizione particolarmente favorevole, alle pendici del vulcano spento di Roccamonfina. Qui le correnti d’aria provenienti dalle aree interne dell’Appennino si incontrano con quelle che arrivano dal mare, creando un equilibrio climatico ideale per la maturazione delle uve. È proprio questa combinazione che dona ai vini freschezza, tensione e grande espressività aromatica.
La produzione della cantina conta circa 65.000 bottiglie all’anno e ruota attorno ai vitigni autoctoni del territorio. Una parte importante della vinificazione avviene in anfore di terracotta, una scelta che permette una micro ossigenazione naturale e valorizza il carattere del vitigno.Tra le etichette più rappresentative troviamo Aorivola, Falanghina elegante e territoriale; Nusigepa, Fiano intenso; Zagréo, il celebre Fiano macerato vinificato e affinato in anfora; Pellerosa, Aglianico affinato in anfora; Lucno, Piedirosso vinificato in anfora; Sphaeranera, Pallagrello Nero di grande personalità; Phos, Aglianico strutturato; Mille, blend di Piedirosso, Pallagrello Nero e Aglianico; Masaniello, Asprinio frizzante fresco e vibrante. Ultimi entrati in carta “Viento ‘e Terra” spumante millesimato rosato (da uve 100% aglianico, affinato in anfora), elegante, con bollicine fini e delicate. Viento ‘e Mare: spumante millesimato, dal colore decisamente brillante (da uve 20% fiano e 80% falanghina affinato in acciaio). Per scoprire davvero questo mondo il modo migliore è partecipare al wine tour dell’azienda.
Le visite guidate accompagnano gli ospiti tra vigneti, cantina e anforaia per raccontare il lavoro che c’è dietro ogni bottiglia. L’esperienza si conclude con una degustazione dei vini della tenuta, spesso accompagnata da tapas della cucina del ristorante.
Il cuore gastronomico dei Cacciagalli è il ristorante Humus. Qui la cucina racconta il territorio circostante con una sensibilità contemporanea. In cucina troviamo lo chef Dario Panico affiancato dalla sous chef Rebecca Maresca, mentre la parte bakery è curata da Aldo Pagliuca.
In sala il servizio è guidato dal sommelier Edmondo Rotondo. La brigata è composta da giovani professionisti appassionati che hanno costruito un rapporto forte con la proprietà. Questo clima si percepisce chiaramente nei piatti: c’è energia, entusiasmo e grande rispetto per la materia prima. Durante la mia visita ho scelto il menù degustazione, un percorso pensato per raccontare la filosofia della cucina.
Si parte con un’entrée di benvenuto seguita da un carciofo arrosto con provola, acciughe del Cantabrico e salsa verde: un piatto che gioca tra dolcezza, sapidità e cremosità. Poi arriva il riso Acquerello con baccalà, zeste di limone e polvere di caffè, sorprendente per equilibrio e complessità aromatica. Il viaggio prosegue con gli ziti spezzati con melassa di cipolle e costine di maiale nero casertano, un piatto intenso che racconta la tradizione campana con grande profondità. Come secondo viene servito un manzo scottato con zucca alla scapece e mandorle, elegante e perfettamente bilanciato.
Il finale arriva con una crema catalana accompagnata da frutti rossi ed essenza di limone. Il menù è accompagnato da una selezione di vini della cantina: Masaniello Asprinio frizzante, Aorivola Falanghina, Zagréo Fiano in anfora, Pellerosa Aglianico, Sphaeranera Pallagrello Nero e Fiori d’Arancio Moscato Bianco.
Un altro aspetto che colpisce è l’ospitalità della sala. Il servizio è attento, professionale e mai invadente. Il personale accompagna gli ospiti con naturalezza, comprendendo le esigenze di ogni tavolo e rendendo l’esperienza estremamente piacevole. A completare il progetto c’è il resort con otto camere affacciate sui vigneti. Dormire ai Cacciagalli significa vivere davvero la tenuta: svegliarsi con la luce che attraversa i filari, fare colazione con i prodotti dell’azienda e godere di spazi pensati per il relax come il biolago balneabile e la piscina con sali minerali.
Gli ospiti possono scegliere diverse esperienze: wine tour, degustazioni, soggiorni tra vigneti, percorsi gastronomici e momenti dedicati al benessere immersi nella natura.
Quando il sole scende dietro le colline e il silenzio della campagna avvolge la tenuta, si comprende davvero il senso di questo luogo.
Cacciagalli non è semplicemente una cantina o un ristorante.
È un’esperienza completa.
Un luogo dove la terra, il vino, la cucina e l’ospitalità si incontrano per raccontare la Campania più autentica.
Ristorante Humus Costo medio dai 30 ai 50 € dipende dalla degustazione
I Cacciagalli
Tel 0823 875216
3756020075
reservation@icacciagalli.it
SP91, 81057 Teano CE
Scheda del 2 giugno 2024
I Cacciagalli a Teano presentano i loro due nuovi spumanti
di Francesca Pace
Teano è un famoso comune dell’alto casertano, passato alla storia per lo storico incontro tra Giuseppe Garibaldi e Vittorio Emanuele II. Ma questa zona passerà alla storia anche come terra vocata alla produzione di gran bei vini.
Se volete fare una wine experience a 360 gradi immersi nella natura rigogliosa che sa fortemente di macchia mediterranea, godendo di ottimo cibo e vini molto interessanti vi segnaliamo “I Cacciagalli”.
Il 28 Maggio proprio in questo Wine Resort è stata tenuta una stimolante masterclass sui vini già conosciuti dell’azienda ma soprattutto sulle ultime novità in carta.
Prima però si sono sviscerati un po’ di dati: il Presidente di AIS Campania Tommaso Luongo e il delegato di Caserta Pietro Iadicicco, hanno evidenziato come il trend riguardante la vendita dei vini campani negli ultimi mesi sia fortemente e costantemente in crescita.
Alla presenza di professionisti del mondo della ristorazione e del vino, sono stati discussi le risultanti elaborate da Circana, società di ricerche di mercato nata dalla collaborazione di IRI e NPD, è stato appurato altresì che la crescita per quanto riguarda il settore della spumantistica sia giunta al +6.3% con stime relative al 2023: ciò confermerebbe il ritmo dei consumi di bollicine in linea rispetto al 2022 (936 milioni di bottiglie), ma con una crescita importante del +24% rispetto al 2019.
Ottima notizia per i produttori che investono tante risorse in questo settore.
Cresce anche la percentuale delle vendite dei vini fermi (+2,3%) e volano i rosati che stanno superando i classici vini rossi.
La tavola si fa più semplice, i pasti sono più leggeri, molto spesso plant based, e ciò è una cartina tornasole per il mondo del vino che in qualche modo deve seguire in maniera costante le abitudini alimentari degli italiani e non, cercando di adattarsi al meglio.
Soprattutto in Campania la scelta si direziona sempre più verso il mondo delle bollicine e dei vini rosati che possono essere bevuti a tutto pasto questo perché nel bicchiere ritroviamo una piacevolissima freschezza, sapidità e una bella spalla acida che risulta perfetta con cene e aperitivi di tendenza.
E questo concetto è stato ben chiaro alla cantina I Cacciagalli che infatti hanno lanciato da poco sul mercato due nuovi spumanti. Un’esigenza nata dal fatto di voler coprire anche quella fetta di mercato e completare l’offerta dei vini prodotti in loco. Non è stata una decisione presa dall’oggi al domani, ma proprio frutto di una scelta ben ponderata e studiata per offrire il meglio ai propri clienti, senza però intaccare ciò che è il loro stile originario.
“Viento ‘e Terra” e “Viento ‘e Mare”, così si chiamano gli spumanti millesimati fini ed eleganti ottenuti con metodo classico e rifermentato con la tecnica del tiraggio con mosto fresco (che esclude l’impiego di lieviti e zuccheri). Meravigliose le etichette, opere dell’artista Sarah Hoehns, rendono perfettamente l’idea di ciò che si andrà a bere. I nomi non sono stati dati a caso: la posizione delle vigne, quelle di Fiano esposte a Sud, quindi al vento di mare e quelle di Aglianico esposte a Nord, quindi al vento di terra, hanno avuto una forza evocativa non indifferente.
Mario Basco e Diana Iannaccone i titolari dell’azienda durante la giornata hanno aperto anche le porte delle loro cantine e della loro sala di produzione, tenendo a precisare quanto sia fondamentale per loro rispettare la natura, restare fedeli al territorio e valorizzare i vitigni autoctoni.
La presentazione dei nuovi nati in azienda è stata accompagnata anche dalla degustazione dei vini “Aorivola” e “Zagreo”, a completamento della panoramica vitivinicola dell’azienda perfetti anche in abbinamento al brunch che l’azienda ha offerto ai presenti sotto al pergolato.
Di seguito la descrizione degli spumanti e dei vini protagonisti della giornata:
“Viento ‘e Terra” (2022):
spumante millesimato rosato (da uve 100% aglianico, affinato in anfora), elegante, con bollicine fini e delicate. Un fresco corredo olfattivo che trova compimento in sentori di frutti rossi, ciliegia nera e ribes. Sorso appagante, fresco e sapido con un finale agrumato che sottolinea una buona acidità.
Viento ‘e Mare (2022):
spumante millesimato, dal colore decisamente brillante (da uve 20% fiano e 80% falanghina affinato in acciaio). All’olfatto i profumi evidenti richiamano la foglia di limone, pesca ma anche sensazioni decise di fiori di acacia.
Il palato, accarezzato dalle bollicine, è caratterizzato dalla matrice vulcanica di questi suoli che determinano un sorso fresco, sapido ma anche largo e godurioso che confluisce in un finale dai sentori di zenzero.
Aorivola (2022):
falanghina che rispecchia il territorio con grande personalità: attraverso le note di gesso e fumo conferiscono persistenza e sapidità al gusto.
Zagreo (2020):
fiano macerato che con i suoi profumi empireumatici e la forza dell’acidità esalta il palato con un’esplosione di sapori. Un vero portento, perfetto per piatti sofisticati.
SP91, 81057 Teano CE – 0823 875216
Scheda del 21 novembre 2019
I Cacciagalli a Teano
Apertura: il lunedi-giovedi-venerdi-sabato pranzo/cena, la domenica solo pranzo.
Chiusura: il martedì e mercoledì
Cell. 0823 875216
Località: Teano – S.P. 91 Borgonuovo – Cipriani
info@icacciagalli.it – on facebook
di Franco D’Amico
I Cacciagalli, cantina, cucina e accoglienza con camere, in una location restaurata con caratteristiche rurali di campagna, nella valle di Teano in provincia di Caserta. Primo impatto a pochi giorni dall’apertura nella sua nuova veste, per un viaggio esclusivo tra i sapori sidicini in un contesto unico, filari di vigneti e uliveti, ma anche orti e il noccioleto dell’azienda a conduzione biologica, che è già attiva da anni in modalità vitivinicola a sviluppo biodinamico e con affinamento esclusivo dei vini in anfora.
Una location composta da due corpi di masserie contadine adeguatamente riattate e la struttura della nuova cantina sono disposti in un’area storica, che ha visto l’avvicendarsi di popoli antichi tra queste terre, i sidicini prima e i romani a seguire, sino all’Incontro unitario avvenuto in tempi recenti proprio nei pressi. Una terra vocata e ricca di prodotti di qualità in un contesto territoriale pregevole di derivazione vulcanica affiancato dalla fertilità contigua delle valli bagnate dal Volturno. Qui dimorano i ceci del Presidio, le cultivar di olivo antiche, i fagioli ‘a pezzella e vicino tante altre eccellenze di terra.
Nel borghetto dei sapori ora si riscontra un ristorante con una cucina espressiva del territorio in tutte le sue sfaccettature, insieme agli abbinamenti dei vini dell’azienda a sviluppo agrituristico, che presenta oltre alla cantina una struttura ricettiva con camere arredate in stile sobrio e un biolago balneabile nella bella stagione, ma anche una sala degustazione per eventi dedicati al mondo del vino e non solo, per un turismo sostenibile e naturale di alta qualità, inserito nel contesto geografico tra il vulcano di Roccamonfina, i monti dell’Alto Casertano e il Matese.
In sala, comoda e luminosa, la gestione è affidata al validissimo Gaetano Marco Corvino, da Aversa, classe ‘85 Laurea in Giurisprudenza, Master in Bocconi per management delle imprese turistiche, Corso professionale di Sala presso il Gambero Rosso, Sommelier – AIS Campania e ultima esperienza lavorativa al GHParker’s di Napoli presso il George Restaurant 1 stella Michelin, quale miglior servizio in sala d’albergo d’Italia (secondo Gambero Rosso). Da luglio è impegnato nel lavoro di sviluppo di questo splendido progetto i Cacciagalli, anche se a qualche km da casa e dagli affetti, affascinato dalla terra e dalla sua generosità e convinto che il futuro culturale e commerciale della ristorazione e dell’ospitalità cerchino nuovo alloggio proprio nella campagna e nell’antica provincia italiana, in una chiave completamente esperienziale.
Ma come dicevamo, sono le materie prime che in cucina si pongono in evidenza, con pietanze collaudate e derivate dalla costola culinaria del Bistrot 26 home made tuttora attivo in centro a Teano. Ai fornelli uno staff testato da tempo con la regia di un giovane chef caleno motivato, che rappresenta nei piatti al meglio la filosofia dell’azienda, Dario Panico, classe ’97 con esperienze varie tra cui Villa Cuccola di Bellona, ma anche Rosa di Sclavia a Liberi e poi la Vecchia Lanterna, 1 stella Michelin a Monaco di Baviera in Germania. Lo stile di Dario nella nuova cucina dell’agriturismo i Cacciagalli vuole essere autentica ed espressiva del territorio che racconta, attraverso l’uso delle materie prime prodotte dall’azienda o selezionate dai piccoli produttori dei dintorni, dai campi confinanti ai mercati rionali presso Teano, per consegnare ai visitatori una esperienza gastronomica originale e coerente con l’ambiente e la storia di questa terra.
Appare doveroso fare un richiamo alla componente del vino che rappresenta innanzitutto il cuore dell’azienda I Cacciagalli, appartenente alla famiglia Iannaccone sin dal 1700, ora avviata dal 2004 da Mario Basco e Diana Iannaccone al settore vinicolo di qualità. Diana è l’agronomo di casa che segue in maniera scrupolosa le pratiche non invasive nella coltivazione della terra, con Mario quale appassionato ed esperto di vino, eccoli insieme in questo progetto speciale tra le proprie viti e i campi comprensivi di circa 35 ettari di terreno coltivati, tra cui una decina a vigneto, poi i noccioleti, gli olivi e i boschi in un’areale incontaminato che favorisce al meglio gli aspetti naturali della biodiversità territoriale.
Etichette pregevoli che corrispondono a vitigni autoctoni come Falanghina allevata nella frazione di Aorivola da cui ne deriva il nome, poi il Fiano, Piedirosso, Aglianico e Pallagrello Nero, che nel tempo hanno avuto numerosi riconoscimenti nel mondo dei vini naturali, non ultimo la presenza sulla pubblicazione Slow Wine 2020 con la “Chiocciola”, da cui la seguente menzione: “Per il modo in cui interpreta valori (organolettici, territoriali e ambientali) in sintonia con Slow Food. L’attribuzione di questo simbolo implica l’assenza di diserbo chimico nei vigneti. I vini di una Chiocciola rispondono anche al criterio del buon rapporto tra la qualità e il prezzo, tenuto conto di quando e dove sono stati prodotti”.
L’azienda da poco tempo fa parte del circuito particolare del Movimento denominato “Triple A” – Agricoltori Artigiani Artisti, il cui passaggio produttivo delle uve è portato avanti in maniera artigianale e attenta, e durante la vinificazione non viene usato alcun additivo chimico e solo una leggerissima aggiunta di solforosa.
Lo stile de I Cacciagalli si caratterizza specie nell’utilizzo delle anfore in terracotta per la vinificazione delle uve. Questa scelta è stata fatta a causa del forte legame che il materiale di questi incredibili contenitori (la terracotta) ha con la terra. Questi “vasi vinari” sono stati appositamente scelti perché, a differenza di altri materiali che vanno a coprire la molteplicità aromatica di un vino, fungono da veri e propri amplificatori delle sensazioni gusto-olfattive. Si tratta di contenitori ideali per lasciar esprimere nel modo più naturale possibile il territorio e l’uva.
I vitigni scelti dalla tenuta I Cacciagalli per la carta dei vini rispecchiano innanzitutto quelli di propria produzione, come i sopracitati autoctoni Falanghina, Fiano, Piedirosso, Aglianico e Pallagrello Nero che rappresentano al meglio il territorio sidicino e Alto Casertano, racchiudendone le tipicità campane.
Rarità, le farine utilizzate in azienda derivano da grani antichi coltivati in proprio nell’areale di Presenzano, per la preparazione del pane in agriturismo, degustato insieme al novello olio extravergine.
In apertura, insieme al plateau di formaggi del noto maestro casaro Peppe Iaconelli di Optimum, arriva un bianco in anteprima notevole che abbiamo avuto modo di degustare nell’occasione, il Fiano Zagreo 2018 affinato in anfora, per una vendemmia che ha messo in evidenza nel vino più caratteri di eleganza e finezza rispetto al 2017, che invece è stata un’annata vocata alla concentrazione e struttura.
La scelta di lasciar spazio alla natura, nella formazione della personalità dei vini, ha portato l’azienda a forgiare una solida filosofia, applicando in vigna i principi e le pratiche dell’agricoltura biodinamica, veramente da esempio il nuovo arrivato Zagreo 2018, un fiano eccellente che apre le danze alla buona tavola riscontrata nelle pietanze degustate.
Dopo l’assaggio dei formaggi e l’antipasto, due primi espressivi del territorio: i paccheri di Gragnano con le verdure dell’orto che si equilibrano con la sapidità delle acciughe e il caciocavallo matesino, mentre i tortelli realizzati con pera e provolone si adornano di nocciole sidicine in ristretto di aglianico.
La summa nei rossi, una bella rivelazione, Spheranera il Pallagrello 2017 della tenuta I Cacciagalli espressivo in tutte le sue caratteristiche tipiche del vitigno benché giovane, che chiude queste pietanze molto gustose ed interessanti, tratte dall’insieme delle materie che abbiamo ritrovato nella tenuta.
Il discorso carni va letto a parte, considerando che alcune materie provengono da produttori vicini o conclamati, come nel caso manzo e suino sono prodotti di Sabatino Cillo da Airola, nel beneventano.
I DESSERT:
Tenuta agrituristica I Cacciagalli, un borghetto del buono dedicato a chi vuole staccare la spina e stare bene, una bella realtà in provincia di Caserta alle porte di Teano, che con la ristorazione e l’accoglienza ora completa l’offerta insieme ai vini di propria produzione, per un rapporto di qualità a costi accessibili tenendo conto che il menù varia secondo la stagione e spazia con gli antipasti dai 7 ai 10 euro, mentre i primi e i secondi piatti vanno entrambi dagli 8 ai 10, infine i dessert a 5-6 euro. Naturalmente i vini e le altre bevande sono a parte.
Volendo si può costruire un ottimo pasto alla carta sui 30-35 euro circa con un buon calice di vino aggiunto, per poi raggiungere il completo a max 40-45 euro, nell’ultimo caso è compresa una buona etichetta, caffè e distillato.
Opportuna la prenotazione anche per le soluzioni alloggiative.
I Cacciagalli a Teano