
Un think tank mondiale per la ricerca sulla vite a piede franco, teso a dimostrare la maggiore adattabilità ai cambiamenti climatici ed evidenziare le caratteristiche peculiari nel produrre vini raffinati con una migliore predisposizione naturale all’invecchiamento.
È con questa idea che Loïc Pasquet, vigneron e creatore di Liber Pater, il vino più costoso al mondo, e Andrea Polidoro, ideatore di Long Live Brunello, hanno invitato venti produttori, insieme a scienziati e divulgatori di fama mondiale, ai primi Rencontres des Francs – che si sono tenuti a Bordeaux il 16 e 17 gennaio scorsi.
Come è ben noto, la fillossera – parassita di origine americano che venne introdotto accidentalmente nella seconda metà dell’Ottocento in Europa, dove distrusse il 90% dei vigneti – portò ad alterazioni profonde sia nella viticoltura, con la diffusione di viti innestate su radici americane, resistenti all’insetto, che nel gusto, dovuto al cambiamento della natura degli impianti e all’estensione dei cosiddetti vitigni internazionali.
Sui terreni sabbiosi la fillossera è però incapace di svilupparsi, o colpisce in maniera molto meno virulenta, e sono numerose le regioni del mondo dove la viticoltura a piede franco è tuttora praticata, con piante secolari o di nuovo impianto.
Durante i Rencontres des Francs ciascun produttore ha presentato i suoi vini a colleghi ed esperti come il biologo Marc-André Selosse, l’agronomo Olivier Yobrégat, il consulente Stéphane Derenoncourt e il maestro di terroir e degustazione geo-sensoriale Jacky Rigaux, in un confronto ampio e partecipato su pregi e criticità del lavoro con la vite a piede franco.
Ne è scaturito un viaggio di incredibile ricchezza attraverso un patrimonio culturale mondiale che spazia dalle maestose viti centenarie della Costiera Amalfitana al coraggioso esempio di Liber Pater con i suoi ventimila piedi a ettaro nel Graves, passando per Mosella, Loira, Borgogna e Santorini. Di seguito la lista dei produttori che hanno animato l’appuntamento, con la partnership della vetreria Zalto: Jodern Kellerei dalla Svizzera, Domaine Leflaive, Philippe Charlopin, Chartogne-Taillet, Liber Pater, Bernard Baudry, Clos Manou, Château L’Évêché, François Chidaine, Henry Marionnet, Benjamin Dagueneau, e Thierry Germain dalla Francia, Tenuta San Francesco e Tenuta delle Terre Nere dall’Italia, Joh. Jos. Prum dalla Germania, Adega Viuva Gomes dal Portogallo, Bodega Juan Matias Torres dalla Spagna, La Tour Melas, Artemis Karamolegos e Dalamara dalla Grecia, Erasmo dal Cile, Bodegas Krontiras dall’Argentina, Grover Zampa dall’India.
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