I vini della Costa degli Dei in Calabria a Beviamoci Sud

Pubblicato in: I vini da non perdere

di Marina Betto

La provincia di Vibo Valentia ha una geologia particolare 55 km partendo dal mare e risalendo nell’entroterra fino all’altopiano del Poro. In questo areale ancora poco conosciuto dal punto di vista vitivinicolo si vuole puntare sull’enoturismo. I sedici comuni che ne fanno parte hanno richiesto il riconoscimento della Doc. Il territorio calabrese è ricchissimo di prodotti agro-alimentari come la nduja, il pecorino del monte Poro o la cipolla di Tropea, l’olio extravergine di oliva, oltre al vino Cirò tra i più noti ma i vitigni e i vini prodotti da questa magnifica regione sono tanti. Nel vibonese cantine piccine stanno facendo un lavoro straordinario come raccontato dal presidente del Gal Terre Vibonesi Vitaliano Papillo durante la VII edizione di Beviamoci Sud (l’evento dedicato alla valorizzazione dei vini del Mezzogiorno d’Italia). Il Gal ha fatto un investimento ed ha intrapreso un cammino che sta portando in tempi brevi alla I° Doc della provincia di Vibo Valentia intitolata Costa degli Dei. Questa Doc si basa su due vitigni in particolare Zibibbo e Magliocco Canino. L’uva Zibibbo si utilizzava un tempo solo come uva da tavola mentre il Magliocco Canino era uva da taglio e questo progetto culturale, portato avanti innanzitutto da giovani agricoltori e imprenditori, le trasforma in vini salini e freschi, vini secchi e in purezza, alcuni sono Metodo Classico. La ricchezza dei vitigni in Calabria è dovuta al fatto che la regione nei millenni è sempre stata un approdo, un punto di passaggio e lo è ancora oggi non solo per gli uomini ma anche per le uve. Nicodemo Librandi è il primo produttore che ha spinto alla conoscenza di questi vitigni e se la regione ha sofferto un isolamento logistico che ha dato problemi sociali, è stata la Calabria una specie di cassaforte che ha salvaguardato agricoltura e viticoltura. In sostanza una regione rimasta indietro che ora è avanti nella produzione di alimenti di altissima qualità, pensiamo soltanto alla cultura antichissima della conservazione del cibo che qui si tramanda e ne sono un esempio gli insaccati calabresi. In Calabria troviamo tre complessi montuosi, scenari appenninici come il Pollino, la Sila e l’Aspromonte dove il clima è decisamente fresco e montano fino a quello più mediterraneo e caldo della costa ed è da questi contrasti climatici e territoriali che vengono fuori prodotti straordinari che noi oggi stiamo scoprendo. Non è un’operazione museale ma commerciale, combattendo i pregiudizi non possiamo non conoscere quello che il territorio di Vibo riesce a regalare, oltre a tutta la Calabria, un mondo affascinante che un appassionato di vino non può non prendere in considerazione.

La degustazione di quattro etichette di vini bianchi da uve Zibibbo e tre vini da uve Magliocco Canino aprono il sipario sul mondo enologico vibonese che è destinato a far parlare di se. Vini che possiedono eleganza, sostanza, che hanno una storia fatta di tradizione e cultura assolutamente da conoscere.

Dell’azienda Masicei di Cosimo Ramolà, “Rafè”2022 è un pas dosé da uve Magliocco Canino. Una bollicina fresca che in bocca sa di arancia appena colta, un sorso citrino privo di qualsiasi dolcezza con questa nota secca e amaricante finale.

“Castelmonardo” Cantine Dastoli Calabria IGP 2024 è uno Zibibbo in purezza lavorato solo in acciaio. Profumatissimo con i sentori tipici dell’uva è ricco anche di sfumature di erbe aromatiche; la salivazione al sorso è tanta dovuta alla sapidità molto lunga in bocca.

Di Cantine Benvenuto “Benvenuto”2024 Zibibbo Calabria Igp, è stato riconosciuto tra i primi dieci migliori bianchi d’Italia dagli Stati Uniti e tra i primi 20 per la rivista Decanter. Grande profumo floreale, in bocca sulle note citriche si evidenziano sensazioni verdi ma in modo meno estremo e netto che nel vino precedente.

Cantina Origine & Identità “Centodì” 2024 da uve Zibibbo è un vino macerato che su un substrato di freschezza porta al naso sentori fruttati e di camomilla, erbe officinali e sedano; il sorso è intriso di lieve tannicità che delinea un profilo molto personale e mediterraneo.

Di Cantine Lacquaniti “Tramonti” 2024 è un vino rosato da Magliocco Canino in purezza che non segue la moda dei rosati provenzali, pallidi nel colore. Nel bicchiere c’è un vino color corallo intenso e brillante, il sapore è fresco e tonico davvero interessante che pulisce bene il palato trascinando con se ricordi di bacca di rose.

Di Casa Comerci di Domenico Silico “Libici” 2022 è un Magliocco in purezza fine e raffinato, trasparente e brillante nel colore ha sentori di grafite e viole e macchia mediterranea. Un vino che sfata il pregiudizio sui vini del Sud che devono essere super alcolici e concentrati; questo è un vino moderno, espressivo, elegante.

Concludiamo la degustazione con Cantina Artese e il suo “Aurum Deum” 2023 Zibibbo passito ideale vino da dessert. I suoi sentori sono di miele e fiori di gelsomino, albicocca disidratata, uva passa e zenzero candito. Al palato nessuna dolcezza stucchevole ma un’alcolicità che con la sua morbidezza richiama subito un altro sorso.


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