
Insomma, il pugno di Ziliani a Gori è finito su Dagospia.
Il caso era troppo ghiotto per non rilanciarlo ed è andata così. Anche il direttore dell’albergo si prende la sua parte di sputtanamento e d’ora in avanti sarà più facile entrare in aeroporto che nella prossima giornata Champagne, ammesso che si faccia ancora in Italia.
Dispiace solo una cosa: che il titolista abbia giocato sull’alzare il gomito alimentando luoghi comuni su chi si occupa di vino duri a morire.
Un falso assoluto perchè Ziliani, e lo conosco ormai da parecchi anni, non è mai stato ubriaco.
Purtroppo.
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