Il Salento in tre giorni: cosa fare, dove mangiare e cosa comprare


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Conti Zecca

Conti Zecca

di Marianna Vallone

Non servirebbero navigatori per raggiungere il Salento. Perché chi arriva qui ha un solo grande desiderio: perdersi tra le strade a volte dritte, a volte a zig zag, e godere di alcuni dei panorami più affascinanti d’Italia. La strada corre da nord a sud ed è come un lungo corridoio, a ogni rotonda un’uscita che preannuncia bellezza: spiagge turchesi, borghi di candida pietra leccese, immense distese verdi che si perdono verso l’infinito, panorami da mozzare il fiato e paesini ricchi di storia. Qui, nella penisola che comprende le tre province più a sud della Puglia, c’è un Salento che sorprende oltre il suo mare cristallino e le spiagge di sabbia fine. Piccole città d’arte, borghi sospesi nel tempo. Tra i paesi gioiello riuniti nel circuito della Terra d’Arneo, distesi in postazioni scenografiche, su culle di vigneti e ulivi, c’è Leverano, la “città dei fiori”, importante centro vitivinicolo, a poche decine di chilometri dal capoluogo salentino.

Solo una cittadina di passaggio? Tutt’altro. Leverano vale almeno un lungo weekend. Per esplorare l’arte barocca delle architetture. Per godersi un centro storico di piccole abitazioni bianche che si affacciano sulle stradine. Per scoprire i vini d’alta qualità e per assaggiare una cucina che mette nel piatto sapori coinvolgenti della campagna e del mare.

Il centro storico è un piccolo gioiello urbanistico adatto a un’ospitalità che vuole rilassarsi. Le antiche case sono diventate strutture ricettive, anche di lusso, che permettono a un luogo di straordinaria bellezza, di vivere tutto l’anno. Come il Vico degli Ebrei, ricavato da un vecchio palazzotto con camere e suite e una terrazza con vista sui tetti di Leverano. Stefano coccola gli ospiti con colazioni tipiche e consigli su cosa fare nei dintorni, dalle escursioni alle visite alle cantine, tappe fondamentali nel tour a Leverano.

Quella storica è la cantina Conti Zecca. L’azienda racconta una storia antica 5 secoli, che dal 1580 l’ha portata a diventare una delle realtà vitivinicole più importanti della Puglia, con gli attuali proprietari, i fratelli Alcibiade, Francesco, Luciano e Mario Zecca ed il figlio di quest’ultimo, Clemente. Gli oltre 300 ettari di vigna sono distribuiti su quattro grandi tenute che danno vita a vini d’eccellenza, tra cui spicca Nero, vino di punta dell’azienda, super apulian in commercio dal 1998.

A poche centinaia di metri, sorge la Cantina Vecchia Torre, che invece è una cooperativa sociale. Nata nel 1959 quando erano in 50, piccoli proprietari terrieri e braccianti. Oggi la cantina conta più di 1.240 soci che lavorano oltre 1.250 ettari di terreni vitati.

Se Leverano è conosciuta soprattutto per la sua produzione vinicola, in realtà ha molto da dire anche in ambito birrario. E’ il caso del Birrificio Salento. Protagonista di questa storia è Maurizio Zecca, che negli anni Ottanta avvia una piccola ditta di distribuzione di birra.

Galeotto fu il ritrovamento di una lettera del padre Ferdinando. Scriveva dalla Svizzera, del suo lavoro in un birrificio, e del sogno di tornare a Leverano. Il sogno nel 2017 si è realizzato con la nascita del birrificio di famiglia, con un’ispirazione di base ben precisa: produrre birra di qualità, con Beggia, Pizzica e Taranta che omaggiano la terra salentina.

Di Leverano ci si innamora subito. Basta passeggiare sulle stradine di basolato, rese lucide dal calpestio o tuffarsi nelle atmosfere dei quartieri, tra case bianche, vicoli adorni di fiori, bellezza ovunque. Il tessuto urbano, di impronta medievale, è integro, con chiese e monumenti tutti da scoprire. Nel cuore della città svetta la Torre federiciana, tra i monumenti più antichi del Salento. Per conoscerla ci si può affidare all’associazione Ingranaggi di Comunità, che ha realizzato un percorso in autonomia. Una mappa interattiva indica i diversi punti di interesse attraverso dei Qr-code sulle tracce di Geremia Re e Girolamo Marciano, o del poeta contadino Carmine Erroi.

Chi arriva fin sotto la torre federiciana lo fa anche per un altro motivo, per non rinunciare ad una cucina d’autore, quella di Cosimo Russo, giovane talento con una lunga esperienza al Four Season di Milano. Piatti raffinati e fedeli al territorio e alla sua cultura, con una straordinaria attitudine alla panificazione.

Chi invece desidera una cucina salentina tradizionale, l’indirizzo è quello della pizzeria Da Franco, per provare gli spaghetti ai ricci di mare o i più tradizionali maritati, orecchiette e pizzarieddri, con sugo di pomodoro e cacio ricotta.

Il periodo più bello per visitare la città è maggio, quando il centro storico di Leverano ospita un evento dedicato all’arte floreale.  con un concorso che vede arrivare professionisti da tutto il mondo, floricoltori che trasformano la città in un grande giardino colorato. Il borgo spicca nel territorio salentino per essere uno dei maggiori produttori di fiori in campo nazionale. Rose, garofani, crisantemi, gerbere: gli agricoltori che scommisero sul florivivaismo hanno trasformato Leverano nella città dei fiori.

Nel viaggio alla scoperta della borgo fiorito del Salento, Lecce è tappa obbligata. Il capoluogo è a pochi chilometri, sedici per la precisione. Aristocratica ed elegante. È la luce sole a decidere i colori della città. Le bianche facciate di pietra leccese dei monumenti, delle cento chiese e dei palazzi cambiano colore dal mattino alla sera, regalando scenografie nuove  e sorprendenti ad ogni ora del giorno.

Da non perdere l’Anfiteatro Romano che si trova nel cuore della città, e il Palazzo del Seminario con il suo cortile in cui si innalza il pozzo barocco a baldacchino. L’imponente torre campanaria del Duomo, la balconata più bella della città, con l’ascensore presto inaugurato che permetterà di salire e godere della vista dall’alto di tutta la città e dei dintorni.

Passeggiando ci si imbatte in diverse botteghe in cui si la lavora la cartapesta leccese. Gli artisti, come Marco Epicochi, realizzano splendide statue di sola carta, colla e acqua. Un’arte povera in cui non serve altro, se non abilità, passioni e saperi ereditati da altri maestri. Il viaggio nel cuore della città barocca non può che finire in tavola.

Dal rustico leccese ai taralli. Dalle pittule alla cucina povera con fave e cicorie e ciciri e tria. In pasticceria il re è il Pasticciotto, un tortino di pasta frolla riempito di crema pasticcera.

Imperdibile la cotognata, una confettura solida di mele cotogne. Nel cuore della città sorge poi Palazzo BN, ricavato nella sede storica dell’ex Banco di Napoli ed aperto nel 2020. Tredici appartamenti di lusso, un enorme giardino in terrazza con vista sulla città e un ristorante dalle sale eleganti e contemporanee. Una sosta nella piazza degli undici caffè e via verso il mare.

A pochi chilometri c’è Porto Cesareo, con le sue distese di sabbia finissima. Una passeggiata nelle vie delle pescherie e un pranzo in spiaggia, per concludere il viaggio.

 


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