
di Marco Contursi
Francesco De Falco, giovanissimo titolare del liquorificio omonimo di Montoro, è volato in cielo, dopo aver lottato come un leone, contro un brutto male. La prima volta che lo conobbi, mi colpì il suo sorriso pulito, era un ragazzo adorabile, appassionato di musica e del suo lavoro di produttore di liquori, grazie ad antiche ricette, tramandate di padre in figlio, da oltre cento anni. Mi raccontò che la ricetta del suo “concierto”, la donò alla sua famiglia, padre Alberto Imperato, religioso del Santuario dell’Incoronata di Montoro, che l’aveva appresa direttamente dalle suore del monastero di Tramonti, dove nacque questo liquore.
Ho seguito, con rabbia e profondo dispiacere, la sua battaglia, combattuta fino alla fine, con coraggio e voglia di farcela. Dire che non è giusto morire così giovani è scontato. Qualcuno, un domani, dovrà chiarirci il senso di tutto questo dolore. Magari, un senso non c’è. O, forse, sono io che non riesco a coglierlo.
Buon viaggio Francesco, con quel tuo sorriso, sarai già un bellissimo angelo.
Dai un'occhiata anche a:
- Amarone Opera Prima: le considerazioni dei protagonisti e qualche assaggio glorioso
- Presentata a L’Amo “La cucina napoletana” di Hoepli, il cuore della cucina italiana
- Irpinia in bottiglia: Villa Raiano, tre decenni tra terroir, vini bianchi e gastronomia campana
- Sigep 2026, Giuseppe Buoninconti porta il suo panettone stratificato
- Un Mare di Foglie 2026 – Roma, Hotel Villa Pamphili
- Daniela Mastroberardino rieletta presidente nazionale de Le Donne del Vino | Secondo mandato 2026–2028: identità, formazione e cultura del vino al centro
- Casavecchia e Pallagrello anteprima 2026, quando il territorio sceglie di crescere
- Castellammare. Slow Food ricorda Rita Abagnale