
di Luciano Pignataro
L’anno prossimo la doc Moscato di Trani compirà mezzo secolo di storia. Si tratta dell’unico marchio europeo con un vino dolce che declina l’uva italiana per eccellenza in Puglia, su un territorio che ha per epicentro la bellissima Trani ma che si estende a Nord sino a Cerignola in Daunia e a Sud sino a Bitonto, praticamente alle porte di Bari.
Un vino che co il passare degli anni diventa affascinante e complesso perché la potenza del vitigno aromatico si dispiega al massimo sino a quando è retta dall’alcol e dall’acidità.
Piani di Tufara è una delle etichette storiche di Rivera, una delle aziende più importanti in Puglia e al Sud, appartiene alla serie dei monovitigni.
Avevo la 2016 da un bel po’ di tempo riposta dentro un armadio a riposare al buio e di fronte alla pastiera napoletana di Pasqua ho deciso che er arrivato il momento dello stappo, passati ormai sette anni.
Qualche nota tecnica: l’uva viene raccolta in surmaturazione in genere alla fine di settembre e un quinto prosegue l’appassimento in cassette. Dopo la vinificazione in acciaio, si procede con l’affinamento per circa 3 mesi in barrique di rovere francese di secondo passaggio, poi il vino sosta in una vasca di cemento e infine imbottigliato. Nasce da vigneti su suolo tufaceo che ha ispirato il nome alla etichetta e a bassa resa per ettaro, in genere mai più di 60 quintali.
Avevamo già provato qualche altra vota Piani di Tufara, si è confermato un sorso perfettamente nelle nostre corde a partire dal naso, fine, elegante, con note ancora floreali, cenni balsamici rimandi fumé che ritroviamo al palato dove il sorso si distingue per freschezza e leggerezza, non stanca e non è neanche stucchevole. Insomma un vino sicuramente moderno nella sua concezione, che non si lascia andare agli eccessi come spesso accade al Moscato nel Sud.
Questa di Rivera, a nostro giudizio, resta un delle migliori intepretazioni di una denominazione che meriterebbe mglior fortuna e più ampia notorietà vista la passione e la serietà con cui i produttori ci si impegnano. Purtroppo nel Sud il discorso è sempre lo stesso: grandi individualità, rete scarsa e reciproca fiducia quasi nulla e i tanti pensano ancora che basti un buon prodotto per affermarsi.
Ma oggi non è il caso di disquisire, bensì di berci tranquilli il nostro Piani di Tufara in modo rilassante e appagante.
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