
di Carlo Macchi
Oggi questa rubrica rende merito sia a un vino che a una denominazione.
La denominazione è il Chianti Colli Senesi, considerata quasi sempre figlia di un dio minore ma che in realtà ha alcune particolarità interessanti: la prima e non la più particolare, è che si estende con 1400 ettari di vigneti in provincia di Siena. La seconda, interessante ma solo se si approfondisce, è che è una DOCG fatta ad arcipelago, cioè si estende in tre zone non contigue.
La terza, quella veramente interessante si scopre andando a vedere quali sono comuni in cui si può produrre: a nord troviamo, tra l’altro, San Gimignano e Castelnuovo Berardenga, scendendo poi incontriamo Montalcino, Montepulciano e Chiusi.
Qualcuno di questi nomi vi ricorda qualcosa?
Indubbiamente si ed è per questo che il Chianti Colli Senesi DOCG è spesso considerata una denominazione “a caduta”, cioè nel suoi 1400 ettari nascono ottime uve, ma spesso usate per DOCG più famose e molto più remunerative.
Insomma siamo di fronte ad una DOCG Cenerentola, che difficilmente troverà il principe azzurro che saprà rivalutarla e portarla al livello delle “sorellastre” con cui divide i vigneti.
Dalla denominazione arriviamo al vino, che non sarà certo il principe azzurro che risolve i problemi di questa DOCG ma è sicuramente un esempio di come si può produrre un vino semplice, piacevole e beverino, dal prezzo vergognosamente basso e che può invecchiare bene per anni.
Questo vino nasce nell’ azienda San Gregorio, che si trova vicinissima a Chiusi a meno di un chilometro dall’uscita autostradale omonima sulla A1.
L’azienda ha circa 20 ettari di vigneto, nella stragrande maggioranza sangiovese, ma con alcune parti dedicate al colorino, al ciliegiolo e al canaiolo. Siamo stati loro ospiti per la nostra riunione di redazione e non vi nascondo che quando ci hanno proposto una verticale del loro Chianti Colli Senesi (annata, non riserva) che dal 2023 ci avrebbe portato fino al 2003 non pensavo assolutamente che ci avrebbe dato indicazioni positive. Invece mi sbagliavo e non di poco e tra i sorprendenti vini degustati è spiccato il loro Chianti Colli Senesi 2013.
Vino in prevalenza sangiovese con qualche tocco di colorino, fermentato e maturato in vasche di cemento, ci ha lasciati a bocca aperta: color rubino vivo, naso netto e fine con note di floreali di ginestra, poi miele e leggerissimo fruttato. Bocca equilibrata con tannini ancora vivi e quasi ruvidi e un finale di buona persistenza. Considerate che siamo di fronte a un vino che oggi, in azienda, costa poco più di 5 Euro.
Che il 2013 assaggiato non fosse la classica bottiglia fortunata lo hanno sentenziato sia il 2003 cheil 2016, assaggiati nella stessa occasione, a dimostrazione che il Chianti Colli Senesi e soprattutto San Gregorio ha varie “Cenerentola” da far conoscere.
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