L’anniversario: i 110 anni della mitica Buca di Bacco a Positano

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di Erminia Pellecchia
«Risotto alla pescatora, tranci di dentice alla griglia, un dolce della signora Maria e vino rosso di Furore, il solito…»: Aristotele Onassis, appena il Christina O attracca al largo de Li Galli, si precipita alla Buca di Bacco per degustare i piatti mediterranei dell’albergo affacciato sulla Spiaggia Grande di Positano, dove, parola di Totò, «la cucina è sublime». Vittorio De Sica ordina sempre spaghetti al pomodoro e alici in tortiera, mentre Eduardo De Filippo, fan delle regine dei fornelli Maria Rispoli e la cognata Lina, dall’America manda una cartolina a Giulio Rispoli, fotografo internazionale sulla scia di John French, ospite fisso della Buca quando era una semplice locanda: «Qui si starebbe veramente bene, se ci fossi tu e il tuo ristorante». John Ernst Steinbeck, tra gli habitué dell’iconico hotel, gli fa eco il giorno in cui prende il Nobel per la letteratura: «Avrei preferito stare con voi sulla terrazza».

La lista dei fan è lunga. Grace Kelly adorava la granita di limone, preparata con la ricetta segreta di Carolina Pollio, capostipite, con il marito Salvatore Rispoli, della dynasty nata all’ombra dell’originario Caffé Flavio Gioia, costruito, nel 1916, con i soldi guadagnati lavorando a New York, e diventato da subito celebre per i cornetti caldi, le sfogliatelle e le paste di mandorle. Jackie Kennedy, invece, meteora di una serata trascorsa al dancing della Buca (primo night club della Positano che si sta trasformando in meta glamour), degusta un Martini Cocktail alla maniera del generale Mark Clark, comandante delle truppe alleate sbarcate a Salerno, che aveva importato nella perla della Costiera la cultura del bere a stelle e strisce.

Dalle bevute che accompagnavano partite a scacchi e speculazioni filosofiche di personaggi stravaganti come Michail Semenoff, Gilbert Clavel, Adriaan Lubbers e Italo Tavolato (terzetto che inventò il nome Buca di Bacco) agli aperitivi raffinati, a misura di Franco Zeffirelli e della sua corte di intellettuali e persone dello spettacolo fino al mito dei Leoni al sole, immortalati dal film di Vittorio Caprioli (tra le comparse il piccolo Sasà Rispoli) su soggetto di Raffaele La Capria, il più assiduo frequentatore di «questo posto del cuore» I ricordi si affollano in questo 2026 in cui si celebreranno i 110 anni di vita dello storico hotel. Li snocciolano Sasà, Marianna e Nicoletta Rispoli, testimoni di una tradizione che passerà, da loro, terza generazione, a Carla, stesso nome della zia, tra le anime della Buca di Bacco. «Compleanno importante – dice – Lo festeggeremo nel segno della qualità, mantenendo salda la memoria, quella “madeleine” che per noi ha il sapore della parmigiana di melanzane della mia bisnonna Carolina»


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