La Cipolla Bianca di Castrovillari ottiene il riconoscimento De.Co. (Denominazione Comunale) e festeggia con il Festival della Cipolla Bianca il 9 e 10 luglio prossimi

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Cipolla bianca di Castrovillari fresca

di Fabiola Pulieri

A Castrovillari, in provincia di Cosenza, il 9 e 10 luglio p.v. si svolgerà il “Festival della Cipolla Bianca” che ha da poco ottenuto l’identificazione dall’amministrazione comunale di Castrovillari come De.Co. (Denominazione Comunale) anticamera di riconoscimenti più ambiti come l’Igp, la Dop ecc… e i cittadini sono pronti a festeggiare! Sono una ventina i “produttori custodi” che hanno evitato l’estinzione di una cipolla bianca locale continuando a coltivarla negli anni con tecniche a basso impatto ambientale senza uso di prodotti chimici di sintesi, conservandone il seme e realizzando un prodotto di alto pregio che ha già un mercato di nicchia e oggi, soprattutto grazie a loro, non solo la coltivazione della “Cipolla bianca di Castrovillari” si è intensificata ma ha ottenuto questo ambito riconoscimento.

La Cipolla Bianca di Castrovillari è un ecotipo locale della specie Allium cepa L., coltivata appunto solo nelle campagne del Comune di Castrovillari in provincia di Cosenza. Fino agli anni ’70 del secolo scorso veniva prodotta in grandi quantità ed era sufficiente a soddisfare anche la domanda dei comuni vicini sia in provincia di Cosenza (Terranova da Sibari, Spezzano Albanese, Villapiana, Cerchiara, Francavilla Marittima, Mormanno, ecc.) che di Potenza (Rotonda, San Severino Lucano, Terranova di Pollino, ecc.). Per Castrovillari la cipolla bianca, oltre a rappresentare una importante fonte di reddito, fa parte degli usi e delle tradizioni della zona tanto che la Fiera di Terranova da Sibari, che ancora oggi si svolge nei giorni tra il 10 e il 13 giugno, in passato era identificata anche come “la Fiera delle Cipolle di Castrovillari”. Tanto era conosciuto e rinomato questo prodotto negli anni ‘70 che i produttori di Cipolla bianca di Castrovillari e i pastori di Terranova del Pollino erano soliti praticare un baratto tra loro. I secondi trasportavano con gli asini il formaggio che scambiavano con le cipolle e lo scambio avveniva a metà strada sulle montagne al confine tra la Calabria e la Basilicata in una zona che oggi coincide con il cuore del Parco Nazionale del Pollino. L’area di coltivazione della cipolla bianca, più di quaranta anni fa, comprendeva produzioni molto più ragguardevoli e provenienti anche dalla provincia di Cosenza, oltre a diverse decine di ettari che ricadevano principalmente nell’agro del comune di Castrovillari estendendosi lungo la valle del fiume Coscile fino alla piana di Sibari.

Attualmente la coltivazione, che rischiava di scomparire e che grazie all’azione dei “produttori custodi” è rimasta viva, con l’ottenimento del riconoscimento da parte del Comune punta ad ampliarsi anche attraverso la Condotta Slow Food Magna Graecia Pollino che guarda con attenzione a questa produzione di nicchia e ne sta studiando un percorso di valorizzazione più esteso.

Il seme della cipolla bianca di Castrovillari si raccoglie come da tradizione il 16 luglio giorno della Madonna del Carmelo. Il semenzaio (pruvinu in dialetto), sempre nel rispetto della tradizione, si prepara entro il 5 agosto rigorosamente in fase di luna calante per avere le piantine pronte per il trapianto ai primi di novembre. La raccolta delle prime cipolle per il consumo fresco inizia a fine febbraio e continua fino a giugno mentre le cipolle mature a fine ciclo si raccolgono a luglio per poi ricominciare con il ciclo produttivo.

Grazie all’ARSAC, Azienda Regionale per lo sviluppo dell’agricoltura calabrese, in collaborazione con il CREA, Centro di ricerca per l’orticoltura di Pontecagnano (Sa), già da diversi anni è stato predisposto un progetto che ha finalmente portato al riconoscimento tanto auspicato della De. Co. (Denominazione Comunale) deciso ed approvato recentemente dalla giunta comunale di Castrovillari. Nella stessa seduta è stato approvato anche il disciplinare di produzione predisposto dall’ARSAC e sottoscritto da 17 produttori locali.

“Il riconoscimento della De.Co. rafforza il ruolo identitario della cipolla bianca, non solo per Castrovillari, ma per l’intero territorio Sibaritide-Pollino, ricco di peculiarità naturalistiche, paesaggistiche e archeologiche. Ciò facilita, sicuramente, la creazione di opportunità di lavoro extra-agricolo che scaturiscono dall’utilizzo di questa cipolla, insieme ad altri prodotti tipici, nella ristorazione locale e nello sviluppo di un turismo gastronomico e di prossimità” ha così commentato il dott. Luigi Gallo dell’ARSAC.

In questi ultimi anni, campioni di bulbi di Cipolla bianca di Castrovillari provenienti da alcune aziende produttrici dell’area di coltivazione sono stati analizzati per verificarne il grado di pungenza, caratteristica che ha una notevole importanza sia in considerazione delle mutate abitudini alimentari che portano a preferire un prodotto dolce e poco pungente sia nella individuazione di un indice per la tracciabilità del prodotto a protezione dei tanto ambiti marchi di qualità.

Le analisi effettuate su cinque campioni rappresentativi hanno mostrato livelli di pungenza molto variabili che nei livelli più bassi risultano assimilabili ai valori che caratterizzano la Cipolla di Tropea. Questa notevole variabilità oltre che dalla composizione chimica del terreno e dal clima, è influenzata dal genotipo e dai criteri di selezione utilizzati dai singoli produttori nella scelta dei bulbi porta seme.

Le conoscenze acquisite su questo ecotipo di cipolla sono state utili per raccogliere tutte le informazioni necessarie alla richiesta di un marchio di tutela europeo (Igp, Dop, ecc.) di cui la De. Co. è solo il primo riconoscimento che valorizzerà ulteriormente l’ortaggio. Questo si tradurrà in una possibile integrazione del reddito di molte famiglie di piccoli coltivatori, oltre all’estensione del paniere di prodotti ottenuti da un’agricoltura a basso impatto ambientale e a un’implementazione della salvaguardia della biodiversità della regione.

Inoltre da un’analisi economica della coltivazione della Cipolla bianca di Castrovillari è emerso che potenzialmente su un ettaro è possibile ottenere una produzione di circa 300 quintali, che, ad un prezzo medio di vendita pari a circa 50 euro al quintale, fornirebbe una produzione lorda vendibile (Plv) di circa 15.000 euro.

Considerato che i costi dichiarati sostenuti per un ciclo produttivo sono di circa 4.500 euro (30% della Plv) si calcola un probabile reddito pari a circa 9.500 euro per ettaro con un rischio d’impresa molto ridotto che non richiede grandi investimenti ma solo le spese per le anticipazioni colturali.

Le tecniche di coltivazione della cipolla sono semplici e facilmente acquisibili dai giovani orticoltori, anche con brevi corsi di formazione. Considerate le condizioni ambientali, la produzione  di cipolla bianca di Castrovillari, permette di concentrare il lavoro in un periodo limitato nell’anno, risultando così allettante per i giovani che potrebbero integrare redditi derivanti da altre attività.

Per queste ragioni i giovani imprenditori agricoli potrebbero svolgere un ruolo determinante nel rilancio della Cipolla bianca di Castrovillari, determinando anche un ricambio generazionale nel settore.

Dal punto di vista commerciale infine il dott. Luigi Gallo dell’ARSAC ha più volte confermato che “i progetti di valorizzazione attuati dall’ARSAC per questo ecotipo di cipolla, così come per altre colture, ne hanno incrementato notevolmente il consumo sia tra i cittadini residenti a Castrovillari che tra i non residenti favorendone l’aumento della coltivazione” ed inoltre che “negli ultimi anni la Cipolla bianca di Castrovillari è stata esportata anche all’estero a Dubai, a prezzi piuttosto elevati” ed è dunque auspicabile un notevole incremento della commercializzazione.

Dunque l’appuntamento per tutti coloro che vorranno conoscere e degustare questo prodotto unico e ancora tutto da scoprire è a Castrovillari il 9 e 10 luglio prossimi, nella centrale Via Giuseppe Garibaldi, in occasione del Festival della Cipolla Bianca, indetto dall’amministrazione comunale per promuovere e valorizzare questo magnifico prodotto. Sono previsti stand e show cooking a cura di chef e ristoratori locali che ne consentiranno la degustazione più corretta per assaporarne tutti i pregi in cucina. Sabato 9 luglio alle 17 nella Sala Consiliare del Municipio avrà luogo inoltre una interessantissima tavola rotonda sul presente e futuro della Cipolla Bianca di Castrovillari nel corso della quale interverranno il Sindaco di Castrovillari, l’assessore comunale alle attività produttive, il presidente del Parco del Pollino e l’assessore regionale alle politiche agricole e sviluppo agroalimentare Gianluca Gallo, il direttore generale dell’ARSAC Bruno Maiolo, Luigi Gallo dell’ARSAC e un ricercatore del CREA di Pontecagnano.

 


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