La Locanda del Ditirambo, slow food nel cuore della Ciociaria

Lo staff, La Locanda del Ditiambo

di Floriana Barone

Uno dei borghi più belli d’Italia, incastonato su una collina e immerso in un paesaggio mozzafiato, all’interno del Parco Naturale Regionale dei Monti Ausoni e Lago di Fondi: Castro dei Volsci è un luogo sospeso nel tempo in provincia di Frosinone.

Stradine strette, case di pietra, archi, botteghe medievali e quattro porte di accesso alla cittadina: un’atmosfera magica avvolge il paese del film “La Ciociara” di Vittorio De Sica, che ha dato i natali anche a Nino Manfredi.

Nel cuore del borgo c’è La Locanda del Ditirambo, nata nel 2009 grazie all’impegno di tre socie. Non un semplice ristorante, ma una delle Osterie Slow Food d’Italia, che propone cucina di stagione e piatti del territorio, esaltando con semplicità la materia prima. Un menu tradizionale, ma sempre in continua evoluzione, che offre agli ospiti i profumi delle diverse stagioni e le ricette autentiche delle massaie ciociare, ancora attualissime da queste parti. Un tempo questa locanda era, con molta probabilità, un fienile, edificato in un punto in cui esisteva una Chiesa risalente all’anno Mille. E in una delle sale interne si può ammirare una finestrella che mostra l’antica cinta muraria del paese.

Ad accogliere gli ospiti del Ditirambo è Daniela Accolla, la proprietaria del locale, originaria dei Castelli Romani, che abita a Castro da circa 25 anni: una donna solare che ha abbracciato questo progetto con grande entusiasmo, nonostante le difficoltà logistiche per raggiungere in auto il centro del borgo. Profondo legame con la tradizione contadina e amore per gli oggetti antichi: due elementi che Daniela ha ereditato dal padre, siciliano di Avola, in provincia di Siracusa. E la proprietaria del Ditirambo è anche appassionata d’arte: ogni anno la Locanda partecipa alla giornata dedicata all’arte contemporanea, ospitando una mostra all’interno delle sale. L’ambiente è conviviale e non manca mai una calorosa accoglienza, perché qui non si arriva per caso: per raggiungere il ristorante, infatti, è necessario lasciare la macchina a pochi metri di distanza e proseguire a piedi.

La Locanda aderisce all’Alleanza tra i cuochi e i Presidi Slow Food, la rete solidale in cui i cuochi stringono un patto con i produttori dei Presidi Slow Food, impegnandosi a cucinare e a valorizzare le loro eccellenze: sul menu della Locanda è presente la lista di alcuni produttori.

Dietro ai fornelli si muove con disinvoltura Antonello Talocco, giovane chef di 28 anni, che, attraverso la sua cucina, riesce a valorizzare l’eccellente materia prima locale, grazie all’utilizzo sapiente di pochi ingredienti e un tocco di creatività. In cucina lo chef utilizza l’olio extravergine d’oliva arriva dall’Azienda agricola biologica Americo Quattrociocchi di Alatri(Fr) e quello del Frantoio Olivicola degli Ernici di Vico nel Lazio(Fr) Il miele arriva dall’Azienda Garofali di Castro dei Volsci, le carni di bufalo provengono dall’Agricola zootecnica di Giuseppe Lauretti di Amaseno (Fr); le altre, nei limiti del possibili, da aziende locali. La mozzarella a latte crudo, la ricotta e le caciottine di bufala ,invece, sono della Società cooperativa agricola Magna Pruina di Castro dei Volsci. Il caffè servito a fine pasto è prodotto invece dalla Torrefazione NEROkaffè di Fabio De Santis di Ceprano (Fr).

Gli antipasti sono sfiziosi e creativi: baccalà al vapore con vaniglia su insalata di mango (a breve su pesca noce), la fresca tartare di manzo con verdure fresche (8€), crostino di pane con crema di piselli, mozzarella di bufala e alici di Cetara (8€), tortino di patate alla lucana con ricotta di bufala, pomodoro fresco, cipolle rosse e origano (8€).

In queste settimane tra i primi del menu (9€)spiccano la pasta con patate alla napoletana, con steccato di Morolo, pancetta, pomodoro e basilico, i tradizionali tonnarelli cacio e pepe e i paccheri al ragù bianco di bufaletto con caciottina semi stagionata di bufala.

Nei prossimi mesi invece lo chef proporrà anche l’aglio, olio e baccalà. Tradizionali anche le proposte per i secondi (15€), come lo stufato di bufaletto al rosmarino, un must in Ciociaria, lo stinco di maiale alla birra rossa e miele, il baccalà con pomodoro fresco, rosmarino e aglio e il cosciotto di pollo ripieno di salsiccia di maiale di Castro aromatizzato all’arancia.

Molto buoni anche i dolci, rigorosamente fatti in casa: semifreddo alle arachidi con caramello mou o al caffè con crema di Sambuca vecchia, la mousse al cioccolato fondente e menta fresca e la bavarese alle fragole su frolla al limone a mousse di ricotta di bufala.

In cantina sono presenti circa 80 etichette, con numerose bottiglie italiane e alcune francesi. Daniela cura in particolare i vini del Lazio, con molti vini rossi ciociari e i bianchi che arrivano da tutta la regione. Tra le etichette dispinibili si possono degustare anche il Cesanese del Piglio Docg e il Cabernet di Atina Doc.

La Locanda del Ditirambo
via dell’Orologio, 11/A,

03020 Castro dei Volsci (FR)
Dal giovedì alla domenica dalle 20; in primavera e in estate aperta anche a pranzo il sabato e la domenica a pranzo. Gradita la prenotazione
Menu degustazione e proposte vegane
Animali ammessi
Tel. 0775/662091
lalocandadelditirambo.it
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