La noce della Penisola Sorrentina, tra recupero della tradizione e prospettive future

Pubblicato in: I vini da non perdere
Mercato della Terra Slow Food

di Marco Milano

Domenica dedicata alla noce di Sorrento. Il 12 dicembre, infatti a Piano di Sorrento ci sarà il settantesimo appuntamento del Mercato della Terra di Slow Food, versione natalizia. Il rendez-vous è previsto nel capannone del mercato ortofrutticolo della città. “Tutti i prodotti della stagione invernale saranno messi in vendita direttamente dai produttori provenienti dalla penisola e da tutti i distretti della Campania” ha fatto sapere Slow Food per un’iniziativa che si “rivolge a tutti i consumatori che desiderano fare una spesa più sostenibile e approfondire la conoscenza del cibo. Presente all’interno della manifestazione il centro raccolta di olio esausto organizzato da “Penisola Verde”.

E il programma della giornata prevede il Laboratorio del Gusto con tema “La noce della Penisola Sorrentina, tra recupero della tradizione e prospettive future” moderato dalla docente di scienze gastronomiche Alessandra Balduccini. Interverrà l’agronoma Elena De Marco, “a illustrare il ruolo del Presidio Slow Food come strumento per il recupero di questo prodotto anche attraverso una collocazione economicamente sostenibile sul mercato”. Inoltre Luigia Miniero, presidente ad honorem dei produttori di noci della Penisola Sorrentina aderenti al Presidio, “parlerà della coltivazione e lavorazione di questo frutto secondo la tradizione secolare del territorio” mentre Ombretta Ferretto “presenterà i produttori attualmente aderenti al Presidio, in qualità di rappresentante degli stessi”.

L’incontro di domenica ha in programma anche la degustazione delle noci dei produttori aderenti al Presìdio “in comparazione con le diverse varietà di noci presenti sul mercato e provenienti da altre realtà agricole mondiali, per descriverne caratteristiche ed evidenziarne le principali differenze”. Appuntamento domenica con la Noce di Sorrento, dunque, che come illustrato dall’assessorato all’agricoltura della Regione Campania è “la più pregiata e diffusa varietà campana, originaria della penisola sorrentina, che col tempo ha dato luogo a un’ampia gamma di biotipi, tutti commercialmente noti come Noce di Sorrento”. Sempre l’assessorato all’agricoltura sottolinea che “i due ecotipi più diffusi sono uno allungato, regolare, leggermente appuntito all’apice e smussato alla base, l’altro rotondeggiante, più piccolo.

Le valve, in entrambi i casi, sono lisce, di ridotto spessore, il frutto è costituito dal gheriglio di sapore gradevolissimo, poco oleoso di colore bianco crema. Una delle principali caratteristiche è che, a differenza delle altre cultivar il gheriglio può facilmente essere estratto integro, cosa che la rende particolarmente apprezzato dall’industria dolciaria e dai consumatori. La raccolta si concentra nei mesi di settembre e ottobre con una resa estremamente variabile, anche in considerazione delle condizioni nelle quali si trova la coltura”. Per quanto concerne la storia, poi, si legge che “l’antica presenza del noce in Campania è testimoniata dal ritrovamento negli scavi di Pompei di alberi carbonizzati molto simili agli attuali. L’ambiente pedoclimatico campano, particolarmente favorevole a tale coltura, ha consentito una sua larga diffusione nella maggior parte degli areali di pianura e di collina”.


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