
di Ciro Cenatiempo
Se la pasta è femmina, Sant’Angelo ha «la pasta in testa». Il caratteristico borgo ischitano sulla costa sud, nel suo contesto esclusivo, tra boutique extralusso, porticciolo e frequentazioni vip, aggiunge un pizzico di fresca ironia – sotto il segno della creatività legata al cibo – alle occasioni di divertimento dell’estate. «La pasta in testa», infatti, è il titolo della mostra fotografica di Tommaso Monti ospitata al «Divina», il locale incastonato sotto l’istmo che, proprio nel contesto scenografico delle accattivanti immagini dell’esposizione, caratterizzata da due modelle che interpretano stili di charme agli antipodi, Miriam Cianciarelli e Lisa Divina, questa sera propone la quarta puntata del riuscito format di appuntamenti che vedono protagonisti gli chef più noti d’Italia. Ed è una serata, appunto, tutta al femminile quella in programma – 25 luglio, inizio alle 21 – nell’ambito del quarto anno della rassegna «CucinArt. Cibo a regola d’arte». L’ospite è Faby Scarica, la giovane cuoca stabiese che si è fatta già notare per la geniale malizia delle sue intuizioni, affinate anche grazie a un background di rilievo: la scuola all’Alma, gli stage da Gennaro Esposito e Don Alfonso e altre esperienze campane molto coinvolgenti come a Terrazza Bosquet. Affiancata da Enzo David, apprezzato cuoco di casa, Faby promette uno sprint di sapori autoctoni, in un mix di leggerezza abbinata alle suggestioni del gusto orientale.
Un perfetto pendant alle icone proposte da Tommaso Monti, che ha costruito un percorso di ritratti curiosi, dove le espressioni dei volti sono il sostegno di istallazioni temporanee, acconciature impreziosite dalle forme geometriche delle diverse trafile di pasta italiana. Come dire che il piatto per eccellenza – la pasta – è così radicato nella memoria personale e collettiva, da mutare di senso per necessità, per emergere tra i capelli, apice visibile della mente, come una composizione surreale. La prospettiva, in fondo, rivede un antico aforisma filosofico: «dimmi cosa mangi, e ti dirò come sei». La trasformazione si compie con una evidente complicità glamour, anche per certificare, se ce ne fosse ancora bisogno, il semplice e complesso legame che c’è tra la cucina (anche solo pensata) e un sottile erotismo in salsa creativa.
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