
di Marco Galetti
Ho appena finito di assistere a qualcosa di inconsueto&straordinario, la singolare interpretazione del concetto di metro di distanza al Teatro all’aperto di Bettolino di Mediglia, davanti alla Pizzeria La Terrazza, sotto un sole lombardo di fine Ottobre e di inizio Lockdown, gli occhi targati Vomero dell’attore campano Patrizio Daniele mi hanno sorriso inducendomi a mettermi alla tastiera e a dimenticare, per un po’, questo triste momento dilatato che perdura da otto mesi.
Vado a trovare Patrizio, ho pensato stamattina, ne approfitto per risentire il suono e la cadenza napoletana di un amico che mi mettono sempre di buon umore e metto qualcosa nel salvadanaio destinato alle pizze sospese, molte delle quali, lo so per certo, finiscono nel piatto di una mia vecchia conoscenza, ora in difficoltà economiche, che abita proprio lì vicino e saltuariamente passa in pizzeria per un piatto caldo.
Ti vorrei abbracciare, sembrava volermi dire Patrizio quando sono arrivato, poi, rispettoso delle norme anti contagio vigenti mi ha chiesto di aspettarlo, ti faccio portare una birra e arrivo, mi ha detto allontanandosi con fare sornione per tornare poco dopo con un distanziatore che avvicina&accomuna, il metro di distanza, la straordinaria interpretazione di un pizzaiolo napoletano.
Ci sono tre categorie di persone, quelle che non fanno mai del bene, quelle che fanno del bene saltuariamente, quando è facile farlo e quelli come Patrizio, pochi, che fanno del bene sempre, perché sono puri di cuore, lui, ne sono certo, è uno di quelli che vedranno Dio, ma non c’è fretta, nel frattempo fatevi del bene e fate del bene, che apparteniate alla prima o alla seconda categoria passate da Patrizio e godetevi una pizza comodamente seduti a pranzo oppure ordinatene una d’asporto, magari lasciandone una sospesa per Rico, lui apprezzerà… e fidatevi, tutto torna.
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