di Emanuela Sorrentino
Cinque ingredienti nell’impasto, packaging accattivante e il gusto della pizza napoletana direttamente a casa, in versione surgelata. L’Antica Pizzeria da Michele con l’azienda Roncadin di Meduno ha realizzato per il mercato italiano e internazionale pizze surgelate in diversi gusti. La notizia è di qualche me se fa ma a Napoli, proprio da pochi giorni, importanti insegne della grande distribuzione organizzata espongono la pizza surgelata in bella mostra nei freezer dei reparti dedicati al freddo. E non sono pochi i consumatori che stanno decidendo di acquistarla.
La Margherita (al costo di 4,98 euro, attualmente con lo sconto di un euro come lancio in alcuni supermercati) così come le pizze frozen dello stesso marchio proposte in altre varianti (Diavola, Prosciutti e funghi e Margherita) è facilissima da preparare.
Si presenta avvolta in un film protettivo biocompostabile ed è contenuta in una box in fibra vergine per poter gustare la pizza direttamente nel suo cartone una volta cotta in forno che occorre preriscaldare a 180 o 200 gradi. Bisogna poi estrarre la pizza dal cartone ed eliminare l’involucro protettivo per poi infornare la pizza per circa 10 minuti, in base ai propri gusti. Se la si vuole più croccante basta tenerla in forno un minuto in più.
Le istruzioni sono sul retro della confezione, che ha nella parte davanti l’immagine della storica pizzeria nata nel 1870 con la famiglia Condurro e il logo di 50 Top Pizza che ricorda il primo piazzamento nella classifica mondiale delle pizzerie artigianali nel 2022. Quest’anno il pizzaiolo de L’Antica Pizzeria da Michele, Antonio Falco ha vinto il premio come miglior “pizza maker” del mondo. Un importante riconoscimento per la famiglia Condurro che ha raggiunto anche il secondo posto come migliore catena artigianale del mondo.
E proprio il giovane Antonio Falco assieme ad Alessandro Condurro, amministratore delegato de L’Antica Pizzeria da Michele in the world e Dario Roncadin, ad dell’azienda di Meduno ha lavorato alla realizzazione della pizza frozen.
«Si tratta di un prodotto che mantiene tutte le caratteristiche dell’originale: una lista degli ingredienti cortissima (per l’impasto sono solo cinque), pomodoro e mozzarella che sono gli stessi utilizzati in pizzeria. Il procedimento inoltre prevede 24 ore di lievitazione, farcitura a mano e cottura in forno a legna su pietra lavica dell’Etna», ricorda Roncadin.
«Dal periodo della pandemia ci siamo a lungo interrogati su come rendere ‘eterna’ la nostra pizza, un prodotto che ha superato il tempo, le generazioni e che, dal nostro avo Michele a noi, è rimasta una certezza della famiglia», spiega Condurro.
«L’incontro con Roncadin ha permesso che quest’idea si trasformasse in una realtà solida e di qualità – continua Francesco De Luca, ad de l’Antica Pizzeria Da Michele in the world –. Dopo tre anni di studio, siamo pienamente soddisfatti del prodotto».
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