
di Tonia Credendino
“Il bene, genera bene.” Pranzi ‘stellati’ di Natale in 44 penitenziari italiani
In occasione del Natale, 1.500 volontari entreranno in 44 Istituti penitenziari italiani per condividere, con detenuti e detenute, un pranzo nel segno della solidarietà.
Giovedì 19 dicembre si svolgerà, infatti, l’XI edizione dei Pranzi di Natale “L’ALTrA Cucina… per un Pranzo d’Amore”, l’iniziativa promossa dalle associazioni Prison Fellowship Italia onlus, Rinnovamento nello Spirito Santo, Fondazione Alleanza del RnS, con il patrocinio del ministero della Giustizia.
Un Pranzo “speciale” perché a realizzarlo con le loro brigate saranno, come sempre, chef stellati e cuochi dell’alta cucina provenienti da tutta Italia, e a servirlo, con generosità e partecipazione, volti noti del mondo dello spettacolo, della cultura, del giornalismo, ed ex campioni olimpionici.
Anche lo chef Gianmarco Cirrone del Santupietro Restaurant di Santa Maria Capua Vetere
sarà tra i protagonisti dell’edizione 2024 e porterà il suo contributo professionale e creativo affiancandosi agli altri nomi dell’eccellenza italiana.
Un gesto concreto di attenzione, solidarietà e sensibilità per i più deboli e verso i detenuti della Casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere- Francesco Uccella in prossimità delle festività natalizie, con il suo amore per la cucina e il legame profondo con la tradizione gastronomica del suo territorio, porterà ai detenuti un pranzo che mescola passione e ricercatezza. Chef Cirrone, noto per la sua capacità di rivisitare le ricette antiche in chiave moderna, ha affinato la sua arte nei migliori ristoranti italiani, dove ha potuto integrare nuove influenze alla sua già ricca passioneculinaria.
Hanno offerto la loro arte gli chef: Heinz Beck (La Pergola, Roma), Cristina Bowerman (Glass Hosteria, Roma), Anthony Genovese (Il Pagliaccio,Roma), Giancarlo Perbellini (Casa Perbellini, Verona), Matteo Baronetto (Del Cambio, Torino), Agostino Iacobucci (I Portici, Bologna), Lorenzo Cuomo (Chef Re Maurì, Salerno), Giuseppe Iannotti (Krèsios,Telese Terme), Giampiero Colli (Sail Inn, Alassio), Pietro D’Agostino (La Capinera,Taormina), Ivan Milani (Villa Monty Banks, Cesena), Filippo Lamantia (Oste e Cuoco, Milano), Marco Moroni (Bistrot Bio, Roma), Tommaso Arrigoni (Innocenti Evasioni, Milano), Antonio Pisaniello (Nunziatina, Caserta), Carmine Giovinazzo (Al Doc Taverna Gourmet, Piove di Sacco), Marianna Vitale (Sud Ristorante, Aversa).
Tra gli artisti: Maria Grazia Cucinotta, Ficarra e Picone, Nek, Edoardo Bennato, Nancy Brilli, Pupi Avati, Martufello, Lorella Cuccarini, Pamela Villoresi, Luca Barbarossa, Annalisa Minetti, Franco Nero, Max Diotallevi, Beatrice Bocci, Alessandro Greco, Amara, Marco Capretti, Franco Fasano, Beatrice Fazi, I Cugini di Campagna, Paola Perego, Lucio Presta, i comici di Zelig e molti a
Alcuni istituti penitenziari ospiteranno il Pranzo di Natale per la prima volta; tra questi, il carcere di Sulmona, Lecco, Vasto, Potenza, Rossano Calabro e, dopo dieci anni nella sez. femminile di Rebibbia, quest’anno verrà realizzato un “pranzo stellato” anche nella sez. maschile romana. Quest’ultima, la Casa circondariale “Raffaele Cinotti” (Nuovo Complesso) è l’istituto penitenziario più grande d’Italia e, solo una settimana dopo il Pranzo, ospiterà papa Francesco per l’apertura della Porta Santa.
Le infinite tavole addobbate a festa diventano così un luogo di incontro, condivisione e un’occasione per trasmettere speranza ai fratelli ristretti attraverso gli abbracci e i sorrisi di centinaia di volontari.
Prison Fellowship Italia Onlus (PFIt) è la più importante e ramificata organizzazione cristiana di volontariato che opera per la promozione personale, sociale e spirituale dei detenuti, affiliata alla più vasta organizzazione Prison Fellowship International (che opera in 123 Paesi nei 5 continenti per migliorare le condizioni di vita e guarire le ferite spirituali dei detenuti) e, per le sue attività nell’ambito della giustizia riparativa, gode del patrocinio del Ministero della Giustizia. Dal 2009, presidente dell’Associazione è Marcella Reni.
“L’amore può sempre trasformare la persona umana, e allora un luogo di emarginazione, come il carcere, può diventare un luogo di inclusione e di stimolo per tutta la società, perché sia più giusta e più attenta alle persone.”
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