Le Serole 2011 Terre del Volturno igt

Pubblicato in: Avellino

Uva: pallagrello bianco
Fascia di prezzo: da 5 a 10 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio e legno

La mia passione nel mondo del vino si chiama soprattutto bianchi da invecchiamento, per me il vero bere a cui si arriva solo quando c’è tanta sapienza enologica nella costruzione della bottiglia.
Capirete dunque il mio disagio nei primi anni in cui mi sono occupato di vino, ormai stiamo per scapolare il Ventennio, con bianchi d’annata in uscita a dicembre. Poi piano piano la situazione è cambiata e negli
ultimi millesimi c’è stata una vera e propria svolta da parte di alcuni produttori intelligenti che hanno capito il modo per smarcarsi dalla rincorsa al prezzo basso: uscire in ritardo.
Sinora il fenomeno ha riguardato soprattutto il Fiano di Avellino, il principe dei vini da vitigno italiano a bacca a bianca in Italia e, marginalmente, anche il Greco di Tufo e la Falanghina. Innumerevoli
prove e verifiche nel tempo hanno convinto Manuela Piancastelli e Peppe Mancini a lavorare anche sul Pallagrello, segnatamente Le Serole.
Il 2011, ottima annata solo per i bianchi campani, ha segnato la svolta decisiva e il risultato c’è già tutto nella bottiglia, provata con grande godimento al Capri Palace grazie al sommelier Angelo Di Costanzo
sulla strepitosa cucina di Andrea Migliaccio, decisamente in crescita costante.
Le Serole è sempre stato un vino da noi amato con convinzione, ne conserviamo le annate e ogni tanto lo beviamo a distanza di cinque, sei anni, mai stanco e sempre ricco dal punto di vista olfattivo e
gustativo. L’ultimo millesimo realizzato con Luigi Moio prsenta una nota fresca più accentuata, agrumata, pur senza rinunciare alla speziatura.
L’essere in ritardo gli regala un perfetto equilibrio in bottiglia e una buona stoffa di partenza. Anche questo millesimo, ne siamo convinti, vivrà molto a lungo, a meno che non decidiate di berlo sulla genovese di coniglio di Andrea come abbiamo fatto noi.


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