
di Andrea Briano
La ricchezza geologica della Valsesia rappresenta un vero luna park.
Per i geologi , una ruota panoramica e per gli enologi un vero laboratorio a cielo aperto o forse dovrei dire le montagne russe. Tra le dieci denominazioni presenti nell’ “Alto Piemonte” quella del Lessona , DOC dal 1976, probabilmente rappresenta, in virtù di un terroir dal suolo ricco di sabbie marine, l’espressione dell’eleganza . Un vino dall’olfatto molto espressivo e dal corpo snello. Nel biellese se durante la seconda metà del secolo scorso si perpetuava un evidente declino della viticultura , col nuovo millennio se ne sancisce la rinascita. Nel Lessona è il nebbiolo con il suo 85% della denominazione,il giostraio del parco, mentre Vespolina e Uva Rara sono i soci di minoranza.
Oltre che nome dell’azienda, “ Prevostura” è una collina, un vero lieut-dit per la denominazione che donava nebbiolo di qualità già dal XVII secolo quando ancora faceva parte della tenuta dei Marchesi La Marmora. Nel 2001 nasce l’azienda vitivinicola “La Prevostura” con 5 ettari vitati ed il sogno di far rinascere questo crù. Oggi l’azienda di Marco Bellini con la figlia Elisa ed il marito Martino Morello, si arricchisce di nuove competenze con l’ingresso nella gestione di Luca De Marchi di Proprietà Sperino, e dei cugini Francesco e Vittorio Ferraris.
LESSONA 2015 La Prevostura
Granato leggermente scarico all’unghia
Naso molto fine con note terziarie di scatola di sigaro, tabacco Kentucky e cioccolato fondente al 70%. Poi si apre a floreali sentori di violetta di campo e liquirizia. Praticamente, per chi se le ricorda, le morositas! Scaldandosi arriva il fruttato di piccoli frutti rossi con gelso rosso e ribes in primo piano. Nota terrosa balsamica e finale con soffio speziato al pepe nero (schiacciato non tritato) e macis. Bocca dall’ingresso fresco e sapido, al palato snello e nervoso, vibrante di buona acidità e tannino fine.
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