di Giancarlo Maffi
Igles Corelli, premio alla carriera Espresso 2014.
Dai ragazzi, succede a tutti. Ogni anno le guide dei ristoranti prendono buche. Chi recensisce ristoranti chiusi e chi parla di altri non ancora aperti. Molto spesso è la fretta, quasi sempre la buonafede è salva. A Viareggio la Michelin tolse una stella per errore e l’anno dopo ne commise un altro ridandola e per sovrapprezzo ce ne mise un’altra. Per gradire.
Ora, io sono seriamente affezionato a Luigi Cremona. Lo vedo poco, ma quest’estate a Pietrasanta un casuale caffè alle sette del mattino l’abbiamo preso. Lo sento anche meno. Mi fa un pò di soggezione, come capitava anche con Bonilli.
Ho grande stima per la sua storia e soprattutto per il suo palato. E mi sta pure simpatico. Però dai, ” dimenticarsi” Igles Corelli è grave . Se uno chef, magari un po’ datato, dovesse scrivere una guida sui critici gastronomici italiani di questi sessanta anni certo non ” dimenticherebbe” Luigi. Non ho sentito il pluristellato cuoco ferrarese ma lo chiamerò per sapere, anche perché mi deve uno dei suoi mitici salami. Chissà cosa è successo. Qualcuno dei collaboratori di Cremona ha trovato un risotto scotto, oppure la cucina di Igles risulta non comprensibile a chi è andato sulla Luna e tornando indietro gli e’ sparito il pianeta? A forza di voler fare la storia, minuscola, ci si oppone a chi la Storia l’ha fatta e continua a farla davvero? Boh, più che una dimenticanza sembra una cazzata. Bella grossa!
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