Massa di Somma, l’agricoltura biologica di Casa Barone

Pubblicato in: Le conserve

Pomodorini del piennolo, olio e marmellate del Vesuvio

Lo spaghetto con il pomodorino del piennolo è la mia coperta gastronomica, quando trovo quello del Vesuvio arrivo al capolinea della esaltazione del gusto. Come per l’uva, il suolo vulcanico riesce a trasmettere carattere e sapore, mineralità e gusto, a tutto quello che viene piantato sulla lava. In questo caso parliamo proprio dei terreni raggiunti dall’ultima eruzione del 1944 che entra nella proprietà di Giovanni Marino. Undici ettari a conduzione biologica dove coltiva piedirosso e catalanesca, albicocche, susine, gelso, sorbo, fichi, noci, olivo e agrumi mentre il logo aziendale è rappresentato da un frutto raro: l’azzeruolo. Con il pomodorino del piennolo è azienda del Presidio Slow Food, confezionato fresco o in conserva tradizionale. Da sballo le sue marmellate, di sorbo, di cotogne, di fichi e limoni, di albicocche, di gelso, di ciliege. A seguire anche liquori e distillati classici del territorio ottenuti da limoni, noci, albicocche. Il piennolo è il grappolo che i contadini formano intrecciando i pomodorini attorno ad uno spago poi appeso al muro che, se conservato in un ambiente asciutto e ventilato, può resistere per lungo tempo durante l’inverno grazie anche al particolare biotipo selezionato. Da non perdere neanche i suoi vini, di cui abbiamo scritto anche sul Mattino.
Un bell’esempio di biodiversità e di come il confine tra alta agricoltura e alto artigianato sia ormai impalpabile.
Guardate questo video per capire come nasce il piennolo

Sede a Massa di Somma


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